• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Osservato per la prima volta il riciclaggio del gas in galassie morenti

Un team di ricercatori ha combinato i dati di ALMA e Hubble per studiare NGC4921, una galassia morente a causa del fenomeno del ram pressure stripping. I risultati mostrano che non tutto il gas viene strappato via durante il processo: una parte ricade nella galassia e viene riciclato per produrre nuove stelle.

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Agosto 19, 2021
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
NGC4921_zoom

Zoom sull'immagine composita di NGC4921 ottenuta dai dati di ALMA e di Hubble. L'immagine mette in evidenza le strutture filamentose che risultano dall'effetto del fenomeno di "ram pressure stripping". Credits: ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/S. Dagnello (NRAO), NASA/ESA/Hubble/K. Cook (LLNL), L. Shatz

Condividi su FacebookTweet

A determinare quante stelle una galassia potrà produrre è la quantità di gas che essa può trattenere. Tuttavia questo gas, nel corso del tempo, viene strappato via dal fenomeno del ram pressure stripping, portando la galassia a spegnersi lentamente. Un team di ricercatori ha sfruttato i dati del radiointerferometro ALMA(Atacama Large Millimiter/submillimiter Array) per studiare la quantità di materiale che viene espulso. I risultati, combinati con quelli in luce visibile di Hubble, indicano che la galassia non viene privata di tutto il gas utile a formare nuove stelle. Una parte di esso viene riciclato, rallentando il processo di morte della galassia. Questo determina la formazione di filamenti e strutture uniche nel loro genere e altrimenti impossibili da ricreare.

“Gran parte del lavoro precedente sulle galassie spogliate dal ram pressure stripping si concentra sul materiale che viene estratto dalle galassie” spiega William Cramer, astronomo dell’Arizona State University e autore principale dello studio. “In questo nuovo lavoro vediamo del gas che invece di essere espulso dalla galassia per non tornare mai più si muove invece come un boomerang: gira in tondo e ricade sulla sua fonte.”

Il ram pressure stripping ruba il gas alle galassie

Quando le singole galassie si muovono all’interno degli ammassi di galassie, il gas caldo presente tra esse, noto come mezzo intra-ammasso, agisce come un forte vento che spinge fuori il gas contenuto al loro interno. A lungo andare, questo processo determina la morte di galassie un tempo attive. Questo è il fenomeno noto come ram pressure stripping. E’ in grado di accelerare il normale ciclo di vita delle galassie e altera la quantità di gas presente in esse, perciò è di grande interesse per comprendere a fondo l’evoluzione di queste enormi fabbriche di stelle.

La galassia a spirale NGC4402 sta cadendo verso il centro dell’ammasso della Vergine (in questa immagine verso il basso). Il disco incurvato e la concentrazione di polvere e gas su un lato della galassia sono tutti indicatori che il ram pressure stripping sta strappando via il gas dalla galassia.
Credits: H. Crowl (Yale University) e WIYN/NOAO/AURA/NSF

Non tutto il gas viene allontanato

Tuttavia, uno studio recente evidenzia che non tutto il materiale gassoso contenuto nelle galassie viene strappato via dal ram pressure stripping. Jeff Kenney, astronomo dell’Università di Yale, spiega:

Il gas deve raggiungere la velocità di fuga per poter effettivamente fuggire e non ricadere. Il re-accrescimento che stiamo vedendo crediamo provenga da nubi di gas che sono state spinte fuori dalla galassia dal ram pressure stripping e non hanno raggiunto la velocità di fuga. Quindi stanno ricadendo.

Se non si tiene conto di questo stadio nel processo di ram pressure stripping, la stima della vita di una galassia non risulta del tutto corretta. Infatti, se parte del gas che viene strappato via torna nella galassia e può ancora far nascere stelle, non deve essere sommato a quello che invece viene perso a causa dell’azione del mezzo inter-ammasso. Quindi riuscire a comprendere a fondo il fenomeno potrà garantire stime molto più accurate del ciclo di vita delle galassie.

Il particolare caso di NGC4921: dove il gas viene strappato e riciclato

Il nuovo studio si concentra su NGC4921, una galassia a spirale barrata e la più grande galassia a spirale nell’Ammasso della Chioma (Coma Cluster in inglese). E’ situata a circa 320 milioni di anni luce dalla Terra, nella costellazione della Coma Berenices. NGC 4921 è particolarmente interessante per studiare gli effetti del ram pressure stripping, perché in essa ci sono prove sia dell’azione del processo sia delle sue conseguenze.

NGC4921_HubbleALMA
Immagine composita di NGC4921 ottenuta dai dati di ALMA e Hubble. Credits: ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/S. Dagnello (NRAO), NASA/ESA/Hubble/K. Cook (LLNL), L. Shatz

In NGC4921 il ram pressure stripping è semplice da identificare. Sul lato della galassia dove si sta verificando sono presenti molte giovani stelle blu. I dati indicano che il fenomeno ha creato una linea forte e visibile tra la zona in cui esiste ancora materiale nella galassia e quella in cui non c’è nessun gas. “Pensiamo che quella parte della galassia sia stata quasi completamente ripulita dal ram pressure stripping” afferma Kenney.

Dal re-accrescimento si formano strutture filamentose molto massive

La maggior parte del gas molecolare nelle galassie è sottoforma di Idrogeno molecolare, molto difficile da osservare direttamente. Per questo per studiare il gas si sfrutta il monossido di carbonio, molto più semplice da osservare. Utilizzando il Band 6 receiver di ALMA gli scienziati hanno risolto il monossido di carbonio in NGC4921 per poter vedere sia le aree della galassia prive di gas, sia quelle in cui il gas si sta re-accrescendo. I risultati hanno svelato interessanti strutture filamentose, probabilmente create durante lo spostamento del gas. Le osservazioni hanno rivelato che la loro massa è molto elevata. E che trattengono il materiale più saldamente di quanto faccia il resto del mezzo interstellare della galassia.

“Nel caso di NGC 4921 hanno una sorprendente somiglianza con la famosa nebulosa dei Pilastri della Creazione, anche se su una scala molto più massiccia” spiega Cramer. “Pensiamo che siano supportati da campi magnetici che impediscono loro di essere strappati via con il resto del gas”.

Quanto materiale viene riutilizzato?

Lo studio rappresenta una grande svolta nello studio delle fasi finali di vita delle galassie. Tuttavia si tratta solo di un punto di partenza, perché di galassie ce ne sono ancora molte da osservare.

“Se vogliamo prevedere il tasso di morte delle galassie e il tasso di natalità di nuove stelle, dobbiamo capire se e quanto del materiale che forma le stelle, originariamente perso a causa del ram pressure stripping, viene effettivamente riciclato” afferma Cramer. “Queste osservazioni riguardano solo un quadrante di NGC 4921. Probabilmente c’è ancora più gas che ricade in altri quadranti. Abbiamo bisogno di più osservazioni per quantificarlo. E capire quante nuove stelle si formano di conseguenza”.

Non resta altro che sfruttare il più possibile ALMA, Hubble e i futuri telescopi, come lo Square Kilometre Array o il James Webb Telescope, per andare ancora più a fondo di questo affascinante fenomeno. E delle sue implicazioni e conseguenze.

Lo studio, pubblicato su The Astrophysical Journal, può essere trovato qui.

Continua a seguire Astrospace.it sul canale Telegram, sulla pagina Facebook, sul nostro canale Youtube e ovviamente anche su Instagram. Non perderti nessuno dei nostri articoli e aggiornamenti sul settore aerospaziale e dell’esplorazione dello spazio.

ANNUNCIO
ANNUNCIO
Tags: ALMAGalassiagalassiegaspressione

Potrebbe interessarti anche questo:

Render artistico della collisione tra la galassia nana LKH e la giovane Via Lattea, 11.8 miliardi di anni fa. Credits: NASA, ESA, Joseph Olmsted (STScI)

Trovate con Hubble le tracce di una delle prime grandi fusioni della Via Lattea

Agosto 18, 2026
Render artistico della Via Lattea vista di taglio, realizzato a partire dai dati raccolti in quasi undici anni di attività dalla missione Gaia dell'ESA. Credits: ESA/Gaia/DPAC, Stefan Payne-Wardenaar

Una Via Lattea molto più dinamica di quanto immaginassimo dai dati di Gaia, raccontato dalla ricercatrice INAF Antonella Vallenari

Agosto 10, 2026
Galassia a spirale WISEA J123635.56+621424.2, soprannominata "Saguaro". Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, Pierluigi Rinaldi (Steward Observatory)

I Little Red Dots potrebbero essere una fase dell’evoluzione di alcuni buchi neri supermassicci

Luglio 30, 2026
La galassia nana Sextans A osservata dal James Webb. Combinando le osservazioni del telescopio con modelli teorici, il team ha ricostruito la popolazione di stelle evolute della galassia e identificato le principali sorgenti di polvere cosmica in un ambiente che riproduce le condizioni delle prime galassie dell’universo. Credits: NASA/ESA/CSA/STScI, Janice Lee (NoirLab)

Il James Webb ha trovato le stelle che producevano polvere cosmica nell’Universo primordiale

Luglio 21, 2026
Rappresentazione artistica della Via Lattea basata sui dati della missione Gaia, con la posizione aggiornata dei bracci di spirale più esterni ottenuta grazie alle osservazioni dei telescopi XMM-Newton dell'ESA e Chandra della NASA. Credits: ESA/Gaia/DPAC, Stefan Payne-Wardenaar, ESA/XMM-Newton and NASA/Chandra

I bracci più esterni della Via Lattea sono più lontani del previsto

Luglio 2, 2026
Immagini del Webb che mostrano sei galassie in fusione e un buco nero supermassiccio, indicato dall'ellisse arancio a puntini. Credits: NASA/ESA/CSA

Il James Webb ha osservato sei galassie primordiali che si stanno fondendo per formarne una molto più grande

Giugno 29, 2026
Attualmente in riproduzione
ANNUNCIO

I più letti

  • Render della separazione tra il modulo di trasferimento e i due orbiter della missione BepiColombo. Credits: ESA/ATG medialab, NASA/JPL

    BepiColombo si prepara all’arrivo a Mercurio: il 3 settembre si separerà dal modulo di trasferimento

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Due strumenti della sonda New Horizons potrebbero essere spenti per mancanza di fondi

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Hubble ha osservato un decagono attorno al Polo Sud di Saturno. Ecco cosa sappiamo

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Tutto pronto per il lancio dei satelliti FLEX e Sentinel 3C con Vega-C

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Set 10
9:00 pm - 11:00 pm

Presentazione “La Guida completa ai razzi Falcon”

Set 23
Settembre 23 @ 9:30 am - Settembre 25 @ 6:30 pm

BEX (Beyond Exploration Expo)

Ott 17
10:00 am - 6:00 pm

ESPLORAZIONI 2026

Vedi Calendario

Gli ultimi approfondimenti

Il Nancy Grace Roman Space Telescope incapsulato all'interno del Falcon Heavy che lo lancerà nello spazio il 30 agosto 2026.

Quando, dove e perché seguire il lancio del telescopio spaziale Nancy Grace Roman

Agosto 29, 2026
Eclissi parziale di Luna

È in arrivo un’eclissi parziale di Luna, visibile anche dall’Italia: ecco come e quando osservarla

Agosto 26, 2026
Eclissi solare totale dell'8 aprile 2024 da Dallas, Texas. Credits: NASA/Keegan Barber

Eclissi di Sole il 12 agosto 2026: tutto ciò che serve sapere per osservarla

Agosto 11, 2026
ANNUNCIO


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162