• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Mappata per la prima volta la ragnatela cosmica. Ed è piena di galassie!

I ricercatori sono riusciti a mappare per la prima volta la buia struttura a ragnatela del cosmo senza l'utilizzo della luce dei quasar. Il risultato mostra che ci sono molte più galassie nane del previsto nell'Universo primordiale, probabilmente responsabili dell'accensione del cosmo.

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Marzo 23, 2021
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
Simulazione cosmologica Universo primordiale

Simulazione al computer dell’Universo primordiale. L’immagine mostra i filamenti cosmici uniti a formare una struttura a ragnatela. In aggiunta alle emissioni molto deboli del gas, si possono notare numerose sorgenti puntiformi: sono galassie in cui si stanno formando le prime stelle. Credits: Jeremy Blaizot/SPHINX project.

Condividi su FacebookTweet

L’Universo non è composto solo da asteroidi, pianeti, stelle, nebulose e galassie. Su vasta scala è strutturato come una vera e propria ragnatela, la cosiddetta ragnatela cosmica. Come una sorta di scheletro su cui è organizzata tutta la materia, essa è composta da lunghissimi filamenti di idrogeno gassoso che si intrecciano in nodi e interconnettono le galassie. Sappiamo della sua esistenza dai modelli teorici basati sull’ipotesi del Big Bang, ma non è semplice osservarla, perché non genera alcuna luce. L’unico modo per illuminarne i nodi e trovarla è sfruttare la radiazione di quasar e buchi neri supermassicci molto vecchi.

Ora i ricercatori sono riusciti a fotografare per la prima volta una piccola parte della ragnatela cosmica senza utilizzare fonti di luce. Il team, guidato da Roland Bacon del Centre de Recherche Astrophysique di Lione, ha sfruttato il Multi Unit Spectroscopic Explorer (MUSE), spettrografo montato sul Very Large Telescope dell’ESO in Cile. Lo strumento è stato indirizzato verso l’Hubble Deep Field (HDF), il Campo profondo di Hubble, una piccola regione di spazio nella costellazione australe della Fornace. L’osservazione è durata 140 ore e ha restituito una foto che mostra la struttura a ragnatela del cosmo.

La sorpresa più grande per gli scienziati è stata però un’altra. Le osservazioni mostrano infatti che più di una metà della luce catturata da MUSE non proviene da sorgenti grandi e luminose. Arriva invece da una vasta popolazione di galassie nane mai scoperte prima. Nonostante la luminosità di queste galassie sia troppo debole perché siano osservate individualmente, la prova della loro esistenza avrà conseguenze significative sui modelli di formazione delle galassie, della ragnatela cosmica e dell’Universo stesso.

Ragnatela cosmica costellazione Fornace
Immagine dell’Universo circa due miliardi di anni dopo il Big Bang, nella regione della costellazione Fornace. Ogni punto luce è un’intera galassia. La trama blu della ragnatela cosmica è stata scoperta con MUSE. Il gas si estende per una lunghezza di 15 milioni di anni luce (che equivale a 150 volte la nostra Via Lattea, andata e ritorno). Credits: ESO/NASA/Roland Bacon et al.

I segreti dietro la ragnatela cosmica

La materia ordinaria di cui i pianeti e le stelle sono composti è appena il 5% del totale di massa ed energia dell’Universo. Il restante 95% è composto da materia oscura ed energia oscura, componenti fondamentali del cosmo ma di cui ancora ignoriamo le proprietà. Ecco perché è importante la conferma dell’esistenza della ragnatela cosmica. E’ in essa che si formano ed evolvono gli ammassi di galassie, gli oggetti più grandi dell’Universo. Riuscendo a studiarla, possiamo investigare sui meccanismi con i quali la materia ordinaria e quella oscura si aggregano ed evolvono. La difficoltà più grande sta nel trovarla: in un infinito mare buio, orientarsi è difficile se non si sfruttano delle fonti di luce per accendere l’oscurità.

MUSE e l’HDF: l’Universo come non l’avevamo mai visto

A rendere possibile questa osservazione ci ha pensato lo spettrografo MUSE. Esso infatti è riuscito a catturare la luce proveniente da ammassi stellari che era stata dispersa dai filamenti di gas appartenenti alla ragnatela cosmica. Una luce che arriva dall’Universo di solo due miliardi di anni dopo il Big Bang.

L’Hubble Deep Field, l’area di cielo verso la quale il team di Bacon ha deciso di puntare MUSE, è stata scelta perché ha una bassa densità di stelle luminose nelle vicinanze. E’ molto stretta, appena un decimo dell’area della Luna piena quando la osserviamo dalla Terra. Eppure è la zona più studiata del cielo. Finora è stata osservata da ben 13 strumenti montati su 8 telescopi (compleso il radiointerferometro ALMA dell’ESO), dai raggi X alle onde radio.

Hubble Ultra Deep Field
Immagine a colori che mostra l’Hubble Ultra Deep Field, il campo ultra-profondo di Hubble, una ristretta porzione di cielo molto studiata nella costellazione della Fornace, osservata con il MUSE montato sul Very Large Telescope dell’ESO, in Cile. Credits: Robert Williams/NASA/ESA/STScl.

Le numerose osservazioni dell’HDF hanno prodotto la veduta più profonda del cosmo fino a oggi nello spettro della luce visibile: essa permette di guardare indietro nel tempo per 13 miliardi di anni. Ciononostante, i recenti dati di MUSE si spingono ancora più in là: essi suggeriscono infatti la presenza di un mare di galassie nane che risalgono a un tempo in cui l’Universo era giovanissimo.

La massiccia presenza di galassie nane

I risultati di MUSE rafforzano l’ipotesi secondo cui l’Universo primordiale era composto da un vasto numero di piccoli gruppi di stelle appena formate. Joop Schave, ricercatore per la Leiden University dei Paesi Bassi e co-autore dello studio, spiega:

Pensiamo che la luce che abbiamo tracciato provenga in gran parte da galassie molto giovani, ognuna contenente milioni di stelle in meno rispetto alla nostra Via Lattea. Galassie così piccole potrebbero essere le responsabili del termine dell’età oscura, quando meno di un miliardo di anni dopo il Big Bang l’Universo è stato illuminato e riscaldato dalla prima generazione di stelle.

Secondo alcune teorie cosmologiche la maggior parte delle galassie, tra cui anche le galassie nane, si sono formate a partire dalla materia oscura. Quello che ora MUSE ci sta suggerendo è che siano proprio quelle piccole galassie di stelle giovanissime ad aver predisposto l’Universo ad accendersi.

Galassie nane Universo primordiale
Le galassie nane individuate nella ristretta zona di Universo osservata da MUSE in accordo con l’età dell’Universo (in miliardi di anni). In rosso è mostrato il periodo oggetto dello studio del team di Bacon. I rettangoli grigi indicano le regioni con una sovradensità di galassie. I rettangoli blu indicano le zone in cui i filamenti della ragnatela cosmica sono stati identificati. Credits: Roland Bacon, David Mary.

Cosa ci aspettiamo di scoprire?

In futuro, gli astronomi intendono mappare aree molto più vaste della ragnatela cosmica. Ecco perché stanno lavorando per migliorare MUSE, così che possa lavorare su una porzione di cielo grande da due a quattro volte quella che riesce a osservare ora.

Sondare in profondità l’Universo fino a raggiungerne gli albori che hanno seguito il Big Bang permetterà di rispondere a interrogativi a lungo discussi dalla comunità astronomica. Cosa ha ordinato la fitta trama di materia oscura e gas che risale a quasi 13 miliardi di anni fa? Come si sono accese le prime stelle? Chi è il ragno responsabile dell’invisibile e buia struttura a ragnatela che permea il cosmo in cui siamo completamente immersi?

Lo studio, accettato per la pubblicazione su Astronomy & Astrophysics, è disponibile qui: The MUSE Extremely Deep Field: the cosmic web in emission at high redshift.

Continua a seguire Astrospace.it sul canale Telegram, sulla pagina Facebook e sul nostro canale Youtube. Non perderti nessuno dei nostri articoli e aggiornamenti sul settore aerospaziale e dell’esplorazione dello spazio.

Tags: CosmoGalassiagalassiemappauniverso

Potrebbe interessarti anche questo:

300 oggetti insolitamente luminosi identificati nell'Universo primordiale utilizzando il James Webb. Credits: Bangzheng "Tom" Sun/University of Missouri

Il James Webb ha osservato centinaia di oggetti insolitamente luminosi nell’Universo primordiale

Agosto 13, 2025
Composizione che mostra una sezione del mezzo interstellare che gli scienziati hanno osservato ai raggi X per individuare lo zolfo, utilizzando XRISM. Il sistema binario a raggi X GX 340+0 è il punto blu al centro. L'immagine è una combinazione di dati nei raggi X (in blu intenso), infrarosso e luce visibile. Credits: DSS/DECaPS/eRosita/NASA GSFC

Il telescopio spaziale XRISM ha rilevato e misurato lo zolfo nel mezzo interstellare della Via Lattea

Luglio 24, 2025
Immagine della NIRCam del James Webb che mostra la Infinity Galaxy, una galassia con al centro un buco nero supermassiccio che potrebbe essersi formato in situ attraverso un processo di collasso diretto di una nube di gas. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, P. van Dokkum (Università di Yale)

Il James Webb potrebbe aver scoperto come si formano i buchi neri supermassicci?

Luglio 16, 2025
Render artistico della missione inglese CosmoCube.

CosmoCube: una missione inglese per studiare l'”Età Oscura” dell’Universo dall’orbita lunare

Luglio 9, 2025

Due anni dal lancio del telescopio spaziale Euclid. Ecco cosa ha già fatto, e cosa farà

Luglio 1, 2025
Rappresentazione artistica di un sistema binario, progenitore di una nova classica, dove la componente primaria, una nana bianca, accresce materia da una compagna evoluta. Credits: Nasa/Esa L. Hustak (STScI)

Integral chiarisce il ruolo delle novae nel “problema del litio” della Via Lattea

Giugno 27, 2025
Attualmente in riproduzione

Cosa sono e da dove provengono gli OGGETTI INTERSTELLARI come 3I/Atlas?

Cosa sono e da dove provengono gli OGGETTI INTERSTELLARI come 3I/Atlas?

00:16:39

Un mese da record per Rocket Lab. La Cina affronta una crisi dei lanci spaziali - Launchpad

00:09:33

L'esplosione di Starship S36 cambia tutto?

00:11:19

Abbiamo visto da vicino HALO: il primo modulo del Lunar Gateway

00:18:34

Yuri Gagarin, il semi Dio che ha sfidato lo spazio – La vera storia di Vostok 1

00:11:41

La storia completa del lander che ha portato l'ITALIA sulla Luna

00:22:58

SpaceX può arrivare su Marte nel 2026? Aggiornamenti da Starship e Starbase

00:11:08

Euclid inizia la creazione del più grande Atlante cosmico della storia - Le nuove immagini spiegate

00:11:18

Diretta allunaggio Blue Ghost e LuGRE

03:00:24

Diretta ottavo volo di test di Starship - Lancio rinviato!

02:21:37

Il 2025 di Starship. Cosa aspettarci fra lanci, test e progressi a Starbase

00:14:32

BE-4 o Raptor? Ecco come funzionano i due motori di Blue Origin e SpaceX

00:15:12

La storia di Europa Clipper: alla ricerca di vita aliena intorno a Giove

00:21:59

I sette telescopi spaziali e terrestri più attesi nei prossimi dieci anni

00:20:14

Com'è andato il settimo volo (ed esplosione) di Starship? Un'analisi preliminare

00:08:43

Verso la Luna, e oltre - I progressi di Starship

00:10:37

La nuova analisi ambientale di Starbase e il settimo volo di Starship

00:08:56

La storia del Dream Chaser, il nuovo spazioplano americano pronto al lancio

00:20:05

Speciale elezioni americane - Questa settimana nello spazio 39

01:37:52

La storia di Ariane 6, il nuovo razzo pesante europeo. Sarà l'ultimo?

00:21:44

Polaris Dawn: la storia della più incredibile missione spaziale privata di sempre.

00:17:51

Sesto lancio di test Starship - Diretta

04:33:33

Che fine hanno fatto i lanciatori europei? Analisi di una crisi in corso

00:17:14

Come è andato il quarto volo di Starship? Una dettagliata analisi.

00:11:34

La storia di Starliner: l'ultima capsula spaziale che costruirà Boeing?

00:23:54

La Cina può veramente portare un astronauta sulla Luna prima del programma Artemis?

00:13:00

Come funziona un razzo a propulsione termica nucleare?

00:19:16

Manned Venus Flyby: la storia di quella volta che la NASA voleva mandare tre astronauti su Venere

00:15:21

Il terzo volo di test di Starship (IFT-3) è stato un successo o un (parziale) fallimento?

00:12:12

Perché si costruiscono ancora stazioni spaziali?

00:13:52

La missione IM-1 di Nova-C Odysseus è stata un successo o un fallimento?

00:10:11

Quanto costa il turismo spaziale? Confronto fra mezzi, orbite e opportunità

00:17:16

Cosa sono e a cosa servono gli Accordi Artemis?

00:15:40

Perché è ancora così difficile atterrare sulla Luna?

00:23:27

Starship: successo o fallimento?

00:19:30

Speciale Artemis 1 - Ecco la prima missione del nuovo Programma di esplorazione lunare Artemis

00:30:05

DART e LICIACube: la prima missione di difesa planetaria. Cosa succederà prima e dopo lo schianto?

00:39:10

La prima foto del "nostro" buco nero Sgr A*

01:07:58

La guida completa alla scelta di un telescopio - Live speciale

01:24:54

I cancelli del cielo - Geopolitica ed economia dello spazio

01:03:56

Com'è andato il quinto volo di Starship?

00:09:21

Il test del Raptor nello spazio, l'ultimo prima di portare la Starship in orbita

00:09:40

Dopo HALO e il Lunar Gateway: il futuro lunare spiegato da chi ci lavora

00:17:39

Cosa succederà durante il nono volo di Starship?

00:11:16

Il James Webb sta veramente rivoluzionando l’astrofisica?

00:17:09

Perché non siamo più tornati sulla Luna dopo Apollo 11?

00:15:39

I più letti

  • Dove, quando e perché seguire il decimo volo di Starship

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Primo volo di successo per la Starship Block 2

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • L’ESA assegna i primi contratti di lancio della Flight Ticket Initiative ad Avio e Isar Aerospace

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • In orbita la capsula Cargo Dragon per la missione CRS-33: testerà il deorbit della ISS

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

Pioggia delle Perseidi

Come e quando osservare lo sciame meteorico delle Perseidi, le “stelle cadenti” d’agosto

Agosto 11, 2025

Due anni dal lancio del telescopio spaziale Euclid. Ecco cosa ha già fatto, e cosa farà

Luglio 1, 2025

35 anni dal lancio di Hubble, che si avvicina alla fine della sua missione

Aprile 24, 2025


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2023 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2024 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162