Il 7 e il 9 novembre le due sonde gemelle della missione ESCAPADE (Escape and Plasma Acceleration and Dynamics Explorers) della NASA passeranno vicino alla Terra e la useranno come un trampolino di lancio per dirigersi verso Marte. Non si tratterà di un normale flyby: al momento del massimo avvicinamento, ognuna accenderà il proprio motore per circa 9 minuti. È la prima volta che una sonda della NASA diretta su Marte tenta una manovra di questo tipo, e in questo caso la eseguiranno due veicoli a distanza di due giorni.
La prima sonda accenderà il motore alle 10:51 italiane di sabato 7 novembre, la seconda alle 11:51 di lunedì 9 novembre. Al passaggio più vicino si troveranno tra circa 970 e 1770 km di quota, più in alto della maggior parte dei satelliti in orbita terrestre. La gravità della Terra le accelererà e ne cambierà la direzione, mentre l’accensione del motore, chiamata trans-Mars injection, aggiungerà a ciascuna più di 1600 km/h. La velocità passerà da circa 10.1 a circa 10.8 km/s (video di seguito, credits: Advanced Space/Matt Bolliger).
Perché accendere il motore proprio vicino alla Terra
La tecnica si chiama flyby “propulso”, o manovra di Oberth. Il principio è che un motore rende di più quando la sonda viaggia già alla massima velocità, cioè nel punto più vicino al pianeta. A parità di propellente, la stessa accensione produce quindi un guadagno di energia maggiore rispetto a quella che si otterrebbe lontano dalla Terra. Diverse sonde hanno già sfruttato la gravità terrestre per raggiungere altre destinazioni, ma nessuna diretta su Marte aveva mai combinato il flyby con un’accensione del motore.
Questa scelta è legata alla storia della missione. Di solito le sonde dirette su Marte partono quando la Terra e il Pianeta Rosso si trovano nella posizione migliore, cosa che succede circa ogni 26 mesi. ESCAPADE, invece, è partita il 13 novembre 2025 sul secondo volo del New Glenn di Blue Origin, quando i due pianeti si trovavano da parti opposte del Sole.
Invece di dirigersi subito verso Marte, le due sonde hanno percorso un’orbita a forma di fagiolo attorno al punto lagrangiano L2 del sistema Terra-Sole, a circa 1.5 milioni di km da noi, e sono poi tornate verso la Terra per sfruttarla ora che i pianeti sono di nuovo allineati (video di seguito, credits: Advanced Space/Matt Bolliger).
Il percorso alternativo ha già portato qualche risultato in più del previsto. Durante questa fase, le due sonde, i cui strumenti sono attivi da febbraio, hanno attraversato una zona lontana della magnetocoda terrestre, la parte dell’ambiente magnetico della Terra stirata dal vento solare nella direzione opposta al Sole. Nessuna sonda l’aveva mai esplorata direttamente, e secondo la NASA i dati mostrano un’attività e delle strutture interessanti, che saranno presentate a breve.
L’arrivo su Marte a settembre 2027
Dopo i flyby, le sonde, ciascuna grande più o meno come un frigorifero, affronteranno un viaggio di circa dieci mesi. L’arrivo su Marte è previsto il 7 e il 9 settembre 2027. Nel frattempo il team eseguirà diverse manovre di correzione della traiettoria, per mettere le sonde sulla rotta giusta.
Una volta in orbita, ESCAPADE sarà la prima missione a far volare più sonde in formazione attorno a Marte. L’obiettivo è studiare come il vento solare, il flusso di particelle che viaggia dal Sole a circa 1.6 milioni di km/h, interagisce con l’ambiente marziano e contribuisce alla perdita dell’atmosfera del pianeta. È lo stesso tema studiato per oltre dieci anni da MAVEN, la sonda della NASA persa a dicembre 2025. Con due sonde, però, ESCAPADE potrà misurare contemporaneamente in due punti diversi.
I flyby saranno visibili, ma non dall’Italia. Durante l’accensione dei motori le sonde si troveranno sopra l’Australia meridionale, dove sarà sera, mentre nelle ore precedenti potranno essere osservate dagli Stati Uniti occidentali. In entrambi i casi servirà un telescopio, perché appariranno come deboli punti luminosi in lento movimento tra le stelle.











