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Recupero del primo stadio del New Glenn al secondo volo: Blue Origin entra nella storia

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Novembre 13, 2025
in Agenzie Spaziali, Blue Origin, Esplorazione spaziale, NASA, News, Sistema solare
Il recupero del primo stadio del New Glenn al secondo volo, il 13 novembre 2025.

Il recupero del primo stadio del New Glenn al secondo volo, il 13 novembre 2025.

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Blue Origin ha portato a termine con successo il secondo volo del suo razzo orbitale New Glenn. Il lancio è avvenuto giovedì 13 novembre 2025 alle 21:55 italiane dal complesso LC-36 di Cape Canaveral, in Florida, dopo due diversi rinvii, dal 9 novembre al 12 per cause meteo, e dal 12 al 13 per via della tempesta geomagnetica.

A bordo del New Glenn si trovava la missione ESCAPADE (Escape and Plasma Acceleration and Dynamics Explorers) della NASA, composta da due piccoli satelliti diretti verso Marte. Oltre a ESCAPADE, il volo ha trasportato anche un dimostratore tecnologico per le comunicazioni realizzato da Viasat.

Con questo lancio, il New Glenn ha effettuato la sua prima missione commerciale, portando per la prima volta in orbita carichi realizzati da clienti esterni a Blue Origin. L’intera missione, NG-2, si è svolta regolarmente, con al termine corretto rilascio dei due satelliti ESCAPADE circa 33 minuti dopo il decollo. Cinque minuti più tardi, si è attivato anche il payload sperimentale di Viasat, progettato per testare nuove tecnologie di comunicazione nello spazio profondo.

Una delle manovre più attese era il tentativo di recupero del primo stadio del New Glenn. Il booster, soprannominato “Never Tell Me the Odds”, è atterrato con successo sulla chiatta autonoma Jacklyn, posizionata nell’Oceano Atlantico. Il rientro è stato completato con una manovra finale alimentata da un singolo motore BE-4. Questo successo rende Blue Origin la seconda azienda al mondo ad aver recuperato un booster orbitale, dopo SpaceX. Lo ha fatto con circa un decennio di ritardo, ma con un primo stadio molto più grande e alimentato a metano e ossigeno liquido.

Secondo volo di successo per il New Glenn

Il volo NG-2 ha rappresentato un importante passo avanti per Blue Origin. Dopo il debutto di gennaio 2025, il New Glenn ha ora dimostrato la capacità di trasportare carichi operativi in orbita. Il razzo ha una configurazione a due stadi, con sette motori BE-4 alimentati a metano e ossigeno liquido nel primo stadio, e due BE-3U a idrogeno e ossigeno liquido nel secondo.

Dopo l’ascesa iniziale, la separazione tra i due stadi è avvenuta senza anomalie. Il secondo stadio ha eseguito due accensioni dei BE-3U, una per completare l’orbita iniziale e una seconda per immettere ESCAPADE e il payload Viasat su una traiettoria diretta a una successiva manovra interplanetaria. La complessità del profilo di missione ha reso questo secondo volo particolarmente importante per testare le capacità di riaccensione nello spazio, un requisito chiave per le missioni scientifiche e commerciali verso orbite più alte.

Il recupero del primo stadio è stato un altro, grandissimo successo. Dopo la separazione, il booster ha eseguito una sequenza di manovre di rientro terminate con un’accensione finale di precisione, permettendo l’atterraggio controllato su Jacklyn. Il corretto funzionamento della telemetria e dei sistemi di guida rappresenta un miglioramento rispetto al primo volo, quando la comunicazione con il booster fu persa poco prima dell’atterraggio.

Nel corso della prima live per NG-2, il 9 novembre, Blue Origin ha affermato di avere attualmente sette nuovi booster in produzione.

ESCAPADE: due satelliti per studiare il vento solare su Marte

ESCAPADE è una missione NASA dedicata allo studio dell’interazione tra il vento solare e la magnetosfera marziana. I due piccoli satelliti, chiamati Blue e Gold, sono stati realizzati dall’Università della California a Berkeley in collaborazione con Rocket Lab, Advanced Space, NASA Goddard e altri partner accademici. I satelliti sono basati sul bus Explorer di Rocket Lab, progettato per missioni con elevato fabbisogno di delta-V.

I due satelliti Blue e Gold della missione ESCAPADE della NASA presso la fabbrica di Rocket Lab prima della spedizione in Florida per il lancio. Credits: Rocket Lab
I due satelliti Blue e Gold della missione ESCAPADE della NASA presso la fabbrica di Rocket Lab prima della spedizione in Florida per il lancio. Credits: Rocket Lab

Per ESCAPADE, che doveva essere lanciato nell’ottobre 2024 durante la finestra disponibile per le missioni lanciate verso Marte, Advanced Space ha sviluppato una nuova traiettoria per poter essere lanciato ora a fine 2025. La missione verrà inizialmente collocata in un’orbita di parcheggio che inizierà nei pressi del punto lagrangiano L2 del sistema Terra–Sole, con una forma “a fagiolo” che la porterà anche vicina alla Terra, e da qui studierà il meteo spaziale fino alla riapertura della finestra di lancio verso Marte, prevista per la fine del 2026. A quel punto, i due satelliti accenderanno i motori per dirigersi verso il Pianeta Rosso. L’arrivo in orbita marziana è previsto per settembre 2027, con inizio delle operazioni scientifiche a partire da giugno 2028.

La missione ha l’obiettivo di comprendere meglio la storia atmosferica di Marte, osservando come il vento solare contribuisca alla perdita di atmosfera nel tempo. ESCAPADE è stata sviluppata nell’ambito del programma SIMPLEx della NASA, che punta a missioni interplanetarie rapide e a basso costo. La realizzazione è avvenuta in soli tre anni e mezzo, un tempo estremamente ridotto rispetto alle missioni marziane tradizionali.

A bordo del New Glenn si trovava anche un dimostratore di comunicazione di Viasat. Attivato subito dopo il rilascio dei satelliti scientifici, servirà a testare sistemi avanzati per le comunicazioni nello spazio profondo, potenzialmente utili per future missioni interplanetarie.

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Tags: Blue OriginESCAPADELancioMarteNasaNew GlennNG-2

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