L’Agenzia Spaziale Russa Roscosmos avrebbe deciso di chiudere in modo permanente il PrK, il piccolo tunnel del segmento russo della Stazione Spaziale Internazionale da cui da anni fuoriesce aria. Lo ha riportato Anatoly Zak, esperto del programma spaziale russo, secondo cui il portello tra il PrK e il modulo Zvezda resterà chiuso, salvo emergenze. Né la NASA né Roscosmos hanno finora confermato ufficialmente la decisione.
Secondo quanto riportato, la chiusura cambierà anche le operazioni delle capsule cargo russe, le Progress. A partire dalla Progress MS-36, il cui lancio è previsto a novembre, le capsule non scaricheranno più i rifornimenti passando dallo Zvezda, ma attraccheranno al modulo Poisk. Solo in un secondo momento si sposterebbero sul portello posteriore dello Zvezda, collegato al PrK, per usare i propri motori nelle manovre di innalzamento dell’orbita della stazione. In questo modo il tunnel non verrebbe più ripressurizzato a ogni arrivo, limitando sia la perdita d’aria sia gli sforzi sulla struttura.
Una perdita che va avanti dal 2019
Il PrK collega lo Zvezda, operativo dal 2000, al portello posteriore della stazione. NASA e Roscosmos monitorano la perdita dal 2019, e la causa sono alcune microcrepe nella struttura, mai individuate e riparate del tutto. Nel 2024 la perdita ha raggiunto il picco di circa 1.7 kg di aria al giorno, e la NASA l’ha classificata come un rischio al massimo livello sia per probabilità sia per conseguenze.
Dopo diverse ispezioni e applicazioni di sigillanti, a gennaio 2026 la NASA aveva comunicato che la pressione nel tunnel era stabile e che non si rilevavano più perdite misurabili. Il problema però è tornato a maggio, dopo lo scarico della Progress MS-34, con una perdita stimata in circa 450 grammi al giorno, poi salita a circa 900 grammi all’inizio di giugno. Il 5 giugno, mentre i cosmonauti tentavano una nuova riparazione, la NASA ha chiesto agli altri membri dell’equipaggio di rifugiarsi nella Crew Dragon come precauzione. Meno di due ore dopo la riparazione è stata sospesa e l’equipaggio è tornato alle normali attività.
Le due agenzie non hanno sempre avuto la stessa visione sulle cause e sulla gravità della perdita, ma hanno sempre sostenuto che non ci fosse un rischio immediato per l’equipaggio. Il tunnel è già da tempo tenuto a pressione ridotta e con il portello chiuso quando non viene usato. La chiusura definitiva sarebbe quindi il passo finale di una gestione ormai lunga. Ricordiamo che la fine delle operazioni della stazione è prevista per il 2030, anche se negli Stati Uniti si discute di un’estensione al 2032.











