Il rover ETNA, sviluppato nell’ambito del programma Universal Locomotion System (ULS) dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), ha superato la Final Review, la revisione che chiude ufficialmente il programma. Il passaggio arriva dopo la campagna di test sulle pendici dell’Etna, che si era conclusa a fine luglio.
ETNA, acronimo di Exploration Technology for Navigation & Autonomy, è un dimostratore tecnologico pensato per l’esplorazione della Luna. Il programma è stato promosso e finanziato dall’ASI e realizzato da un consorzio guidato da Thales Alenia Space Italia, di cui fanno parte Leonardo, ALTEC, AIKO, Volta Structural Energy, l’Istituto Italiano di Tecnologia e il Politecnico di Torino.
L’obiettivo è sviluppare una piattaforma robotica mobile e modulare, capace di muoversi in autonomia, adattarsi a diverse configurazioni e trasportare strumenti scientifici e tecnologie sperimentali. Una sorta di laboratorio su ruote, che in futuro potrebbe operare al polo sud lunare, supportare gli astronauti e lavorare anche senza una supervisione diretta da Terra.

Perché l’Etna
Per verificare queste capacità serviva un terreno il più possibile simile a quello lunare. L’Etna è uno dei siti europei più usati per i test di questo tipo: le colate laviche, i depositi vulcanici scuri e friabili e i pendii irregolari ricordano da vicino alcune zone della superficie della Luna.
Durante diverse settimane di prove, il rover ha affrontato superfici sconnesse e materiale poco compatto. L’ASI ha spiegato che i test hanno permesso di verificare le tecnologie di locomozione, l’affidabilità dei sistemi di navigazione autonoma e la versatilità della piattaforma in condizioni difficili. L’autonomia è un aspetto fondamentale per un rover lunare: i ritardi nelle comunicazioni con la Terra rendono necessario che il veicolo prenda da solo una parte crescente delle decisioni operative.
Roberto Formaro, direttore Tecnologie e Ingegneria dell’ASI, ha affermato che questo risultato è un passo importante nella roadmap tecnologica dell’Agenzia nella robotica spaziale e nei sistemi di guida autonoma, e pone le basi per la partecipazione italiana alle prossime missioni di esplorazione lunare.











