Nelle prime ore di venerdì 28 agosto 2026 sarà possibile osservare, anche dall’Italia, un’eclissi parziale di Luna. Inizierà nel cuore della notte e raggiungerà il massimo poco prima dell’alba, quando gran parte del disco lunare sarà immersa nell’ombra della Terra.
Si tratterà di un’eclissi parziale particolarmente profonda: durante il massimo, quasi tutto il disco della Luna sarà coperto dall’ombra terrestre, che ne lascerà fuori soltanto una piccola porzione. Per questo, almeno visivamente, il fenomeno potrà ricordare molto un’eclissi totale.
L’eclissi sarà visibile soprattutto dalle Americhe, dall’Europa e dall’Africa, anche se le condizioni di osservazione cambieranno molto a seconda della posizione. Dall’Italia bisognerà guardare verso ovest e soprattutto svegliarsi presto: le fasi più interessanti avverranno infatti tra le 4:30 e l’alba.
Che cos’è un’eclissi parziale di Luna?
Un’eclissi lunare si verifica quando la Terra si trova tra il Sole e la Luna e i tre corpi sono sufficientemente allineati perché il nostro satellite attraversi l’ombra proiettata nello spazio dalla Terra.

A differenza delle eclissi di Sole, quindi, in questo caso l’ordine dei tre corpi è Sole, Terra e Luna. Perché possa verificarsi un’eclissi lunare, la Luna deve trovarsi nella fase di Luna piena. Non tutte le Lune piene producono però un’eclissi, perché l’orbita lunare è inclinata di circa 5° rispetto al piano dell’orbita terrestre attorno al Sole e, nella maggior parte dei casi, il nostro satellite passa sopra o sotto l’ombra della Terra.
Quando l’allineamento è abbastanza preciso, la Luna può attraversare prima la penombra, la parte più esterna e meno scura dell’ombra terrestre, e successivamente l’ombra, la regione nella quale la Terra blocca direttamente la luce proveniente dal Sole.
Se l’intero disco lunare entra nell’ombra terrestre, si verifica un’eclissi totale. Se invece soltanto una parte della Luna attraversa questa regione, come accadrà il 28 agosto, si parla di eclissi parziale di Luna.
In questo caso la Luna passerà comunque molto vicino al centro dell’ombra terrestre. Al massimo dell’eclissi, alle 6:12 italiane, il 94% circa del disco lunare sarà oscurato, rendendo quella del 28 agosto un’eclissi parziale molto profonda.
Perché una parte della Luna diventerà rossa?
Durante le fasi più avanzate dell’eclissi, la porzione della Luna immersa nell’ombra terrestre non scomparirà completamente. Potrà invece assumere una colorazione rossastra, ramata o arancione, lo stesso fenomeno che durante un’eclissi totale porta alla cosiddetta “Luna rossa”.

Anche quando la Terra blocca la luce solare diretta, infatti, una piccola quantità di luce riesce a raggiungere la superficie lunare dopo aver attraversato l’atmosfera terrestre.
Le lunghezze d’onda più corte della luce visibile, come quelle associate al blu e al violetto, vengono diffuse più facilmente dall’atmosfera. Le lunghezze d’onda maggiori, associate soprattutto al rosso e all’arancione, riescono invece ad attraversarla più facilmente, e vengono deviate verso l’interno dell’ombra terrestre, raggiungendo la Luna.
È per questo che la parte eclissata del nostro satellite può apparire rossa. La tonalità e l’intensità effettive dipendono anche dalle condizioni dell’atmosfera terrestre.
Nel caso del 28 agosto l’effetto sarà particolarmente interessante proprio perché soltanto una piccola porzione del disco resterà fuori dall’ombra più scura della Terra.
Dove sarà visibile l’eclissi?
L’eclissi del 28 agosto sarà osservabile dalla parte della Terra rivolta verso la Luna durante il fenomeno. Le regioni favorite saranno le Americhe, dove in molte località la Luna si troverà ancora relativamente alta nel cielo durante le fasi principali.
Il fenomeno sarà visibile anche dall’Europa e dall’Africa, ma qui avverrà nelle ultime ore della notte, con la Luna progressivamente sempre più bassa sull’orizzonte occidentale. In Europa le condizioni miglioreranno generalmente procedendo verso ovest: Portogallo e altre regioni affacciate sull’Atlantico potranno seguire una parte maggiore dell’eclissi, prima del tramonto della Luna.
Procedendo verso est, invece, il nostro satellite scenderà sotto l’orizzonte sempre prima rispetto alle fasi finali del fenomeno. Ed è proprio questo il principale limite per l’osservazione dall’Italia.

Cosa vedremo dall’Italia?
L’eclissi sarà visibile da tutta Italia, ma non nello stesso modo e soprattutto non per tutta la sua durata.
La fase penombrale inizierà alle 3:23 del 28 agosto. In questo momento la Luna comincerà a entrare nella parte più esterna dell’ombra terrestre, ma inizialmente la diminuzione della sua luminosità sarà molto tenue e potrebbe essere difficile da distinguere a occhio nudo.
La parte più interessante inizierà alle 4:33, quando il disco lunare comincerà a entrare nell’ombra vera e propria della Terra. Da quel momento sarà sempre più evidente una zona scura avanzare sulla superficie lunare.
Il massimo dell’eclissi avverrà alle 6:12, quando quasi il 94% del disco sarà oscurato. Il problema, dall’Italia, sarà però l’altezza della Luna sull’orizzonte.
A Venezia, per esempio, alle 4:33 la Luna sarà ancora a circa 17° di altezza, ma al momento del massimo si troverà ad appena 3° sopra l’orizzonte occidentale e tramonterà intorno alle 6:33.
La situazione migliorerà procedendo verso il Centro e soprattutto verso il Sud Italia, dove la Luna tramonterà più tardi. Al Nord, invece, il massimo avverrà quando il nostro satellite sarà ormai vicinissimo all’orizzonte e in alcune località le condizioni saranno particolarmente difficili.
Per tutta Italia, inoltre, le fasi finali coincideranno con l’arrivo dell’alba. Il cielo diventerà progressivamente più luminoso proprio mentre la Luna, sempre più eclissata, si avvicinerà all’orizzonte.

Dove osservare l’eclissi dall’Italia?
Per osservare l’eclissi del 28 agosto sarà importante scegliere un luogo con l’orizzonte libero verso ovest e sud-ovest.
Nelle prime fasi, poco dopo le 4:30, la Luna sarà ancora abbastanza alta da poter essere osservata facilmente da molte località. Avvicinandosi al massimo delle 6:12, invece, sarà molto bassa e qualsiasi ostacolo potrà impedirne la visione.
Edifici, alberi, colline e montagne potrebbero quindi nascondere la Luna proprio durante la fase più interessante. Le località con una visuale molto ampia verso l’orizzonte occidentale saranno le più indicate. Inoltre, foschia, nubi basse o umidità vicino all’orizzonte potrebbero rendere difficile vedere la Luna nelle ultime fasi, soprattutto perché contemporaneamente il cielo sarà sempre più illuminato dal crepuscolo mattutino.
Chi non dispone di un orizzonte particolarmente favorevole potrà comunque osservare facilmente la prima parte della fase parziale, tra le 4:33 e le ore immediatamente successive, quando la Luna sarà ancora più alta.
Come osservare l’eclissi?
A differenza di un’eclissi di Sole, un’eclissi di Luna può essere osservata a occhio nudo in completa sicurezza. Non servono occhiali specifici né filtri.
Il fenomeno sarà quindi visibile semplicemente guardando la Luna, condizioni meteorologiche permettendo. Un binocolo permetterà però di distinguere meglio il confine dell’ombra terrestre mentre avanza sulla superficie, mentre con un piccolo telescopio sarà possibile seguire il cambiamento di luminosità e colore delle diverse regioni lunari.
Anche per fotografare l’eclissi non sono necessari filtri. La particolare posizione della Luna nelle fasi finali offrirà inoltre la possibilità di riprenderla molto bassa sull’orizzonte, eventualmente insieme a elementi del paesaggio.
Il momento migliore sarà quello immediatamente precedente al massimo delle 6:12, quando quasi tutto il disco lunare sarà all’interno dell’ombra terrestre. In quel momento, però, la Luna sarà già molto bassa nel cielo italiano e l’alba sarà iniziata.
Per questo non sarà necessario aspettare il massimo per apprezzare il fenomeno: già a partire dalle 4:33 sarà possibile osservare l’ombra della Terra avanzare progressivamente sul disco lunare.
L’eclissi del 28 agosto chiuderà così la stagione delle eclissi dell’agosto 2026, appena sedici giorni dopo l’eclissi totale di Sole del 12 agosto. I due eventi sono infatti legati alla stessa configurazione orbitale: le eclissi tendono a verificarsi in periodi nei quali il Sole si trova vicino a uno dei nodi dell’orbita lunare, permettendo che a distanza di circa due settimane possano verificarsi un’eclissi solare e una lunare.











