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La nova T Coronae Borealis sta per esplodere: ecco perché e come osservarla

Federico Palaia di Federico Palaia
Marzo 19, 2024
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
La costellazione della Corona Boreale, con la stella più luminosa Alpheca. Credits: Fred Espenak/AstroPixels

La costellazione della Corona Boreale, con la stella più luminosa Alpheca. Credits: Fred Espenak/AstroPixels

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La nova T Coronae Borealis sta per esplodere nuovamente dopo ben 80 anni. Secondo le previsioni della NASA, l’esplosione potrebbe verificarsi tra febbraio e settembre 2024 e potrebbe addirittura diventare visibile ad occhio nudo.

T Coronae Borealis è una stella binaria situata nella costellazione della Corona Boreale. Si tratta di una delle poche novae ricorrenti conosciute della nostra Galassia. La sua distanza dal Sistema Solare non è ancora stata stabilita con certezza. Secondo le stime dei ricercatori varia tra 2600±460 e 3130±490 anni luce.

Il sistema stellare di cui fa parte è composto da una nana bianca di grande massa e da una gigante rossa. La nana bianca è contornata da un disco di accrescimento alimentato da gas (principalmente idrogeno) proveniente dalla gigante rossa. Grazie all’azione dell’elevatissimo campo gravitazionale della nana bianca, un’enorme quantità di gas viene costantemente rubata dalla stella compagna. Il gas si accumula progressivamente nel disco d’accrescimento e lentamente precipita verso la superficie della stella.

Periodicamente, circa ogni 80 anni, al raggiungimento di una massa critica, viene innescata termicamente la fusione nucleare dell’idrogeno che dà origine al fenomeno della nova.

Cos’è una nova?

In astronomia, una nova è un’enorme esplosione nucleare causata dall’accumulo di idrogeno sulla superficie di una nana bianca. Grazie a questa esplosione la stella diventa molto più luminosa del solito, dopodiché torna alla luminosità iniziale.

Questo fenomeno ha origine in un sistema binario composto da una nana bianca e da una gigante rossa. Se le stelle sono abbastanza vicine tra loro, può capitare che una parte dell’atmosfera più esterna della gigante rossa venga lentamente sottratta dalla nanna bianca. Man mano che questo fenomeno procede si forma un disco di accrescimento, composto principalmente da elio e idrogeno che circonda la nana bianca.

In prossimità della superficie della stella si possono raggiungere temperature di milioni di gradi Kelvin, a causa dell’enorme aumento di pressione. Una volta raggiunta la massa critica si innesca una reazione termonucleare rapida ed incontrollata che dà origine al fenomeno della nova.

In questa animazione si vedono una stella gigante rossa e una nana bianca che orbitano l'una intorno all'altra. La nana bianca è nascosta dal disco di accrescimento e quando raggiunge la massa critica diventa una nova aumentando notevolmente la sua luminosità.Credits: Goddard Space Flight Center della NASA
In questa animazione si vedono una stella gigante rossa e una nana bianca che orbitano l’una intorno all’altra. La nana bianca è nascosta dal disco di accrescimento e quando raggiunge la massa critica diventa una nova aumentando notevolmente la sua luminosità.
Credits: Goddard Space Flight Center della NASA

Durante l’esplosione, le novae possono raggiungere 200mila volte la luminosità del Sole. Le esplosioni possono durare da diversi giorni ad anni, in particolare più luminosa è la nova, minore è la sua durata. La nova di T Coronae Borealis, secondo le previsioni, dovrebbe essere visibile per alcuni giorni.

No, non è una supernova

La differenza principale tra una nova e una supernova, l’esplosione di una stella di massa sufficientemente grande alla fine della sua vita, sta nel fatto che la nova è un fenomeno che implica solo l’espulsione dello strato superficiale di una stella, a seguito di reazioni termonucleari che avvengono sulla sua superficie.

Ciò significa che la stella continua ad esistere, non viene completamente distrutta, e può dare origine ad altre esplosioni una volta che il disco di accrescimento viene rialimentato. Nel caso di una supernova invece si ha l’esplosione dell’intera stella, a seguito di reazioni termonucleari che avvengono al suo interno. Dopo l’esplosione si può formare una nebulosa, e rimanere nel centro un oggetto compatto come una stella di neutroni o un buco nero stellare.

Come osservare questa nova?

T Coronae Borealis si trova nella costellazione della Corona Boreale, una costellazione piuttosto facile da individuare per via della tipica forma a “U”. Durante i mesi estivi la Corona Boreale è ben visibile e raggiunge la massima altezza rispetto all’orizzonte.

Posizione della nova cerchiata in rosso rispetto alla costellazione della Corona Boreale. Credits: PopePompus
Posizione della nova cerchiata in rosso rispetto alla costellazione della Corona Boreale. Credits: PopePompus

La nova sarà inizialmente visibile ad occhio nudo, e avrà una luminosità simile a quella della stella polare. Per gli astrofili che osservano in visuale sarà piuttosto immediato scoprirne la presenza, in quanto osservando il cielo potrebbe sembrare di vedere una nuova stella. Dopo circa una settimana la luminosità inizierà a calare, e per poter continuare le osservazioni sarà necessario un piccolo binocolo o meglio ancora un telescopio.

Non si può prevedere con precisione quando avverrà questo spettacolare evento, secondo le ultime stime degli astronomi dovrebbe accadere entro settembre di quest’anno. La cosa migliore da fare è tenere controllata la costellazione della Corona Boreale in modo da individuare la nova non appena esplode, e osservare T Coronae Borealis al massimo della sua luminosità.

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Tags: astronomiaCostellazionenovastellaTelescopio

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