• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Le lenti polarizzate nei raggi X di IXPE stanno studiando buchi neri supermassicci

Le osservazioni del satellite IXPE di due galassie lontane e dei loro buchi neri supermassicci stanno permettendo ai ricercatori di ottenere preziose informazioni per comprendere questi particolari oggetti cosmici.

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Ottobre 28, 2022
in Astronomia e astrofisica, Esplorazione spaziale, News, Scienza
quasar
Condividi su FacebookTweet

Il satellite italiano per l’osservazione a raggi X IXPE (Imaging X-ray Polarimetry Explorer), lanciato a dicembre 2021, ha osservato a maggio di quest’anno due sorgenti già conosciute in passato per la loro particolare geometria e la forte emissione X. Si tratta delle galassie Markarian 421 (Mrk 421) e MGC-05-23-16: la prima più luminosa e vorace, un vero e proprio quasa, mentre la seconda più tranquilla, priva di getti relativistici.

I dati di IXPE, combinati con quelli dei suoi predecessori XMM-Newton e NuSTAR, hanno permesso ai ricercatori di studiare più nel dettaglio la regione occupata da questi due oggetti cosmici. In particolare, entrambe le galassie ospitano al loro centro buchi neri supermassicci con masse di 2 milioni e di 20 milioni di volte la massa del Sole, rispettivamente. Costituiscono quindi due importanti laboratori astrofisici per studiare in luce polarizzata processi di emissione X che avvengono su scale spaziali molto diverse.

IXPE ha osservato le sorgenti per diversi giorni, misurando la quantità di radiazione polarizzata nei raggi X e la sua distribuzione in cielo. Queste due informazioni hanno permesso ai ricercatori di raggiungere una serie d’importanti conclusioni sul comportamento e sull’evoluzione delle due galassie, dei loro buchi neri supermassicci e di questi mostruosi oggetti celesti in generale.

I getti di particelle di Mrk 421

Mrk 421, a circa 430 milioni di anni luce da noi, è uno tra i quasar più vicini e più luminoso nei raggi X. In questa galassia, il getto di particelle relativistiche che si origina vicino al buco nero super massiccio è orientato verso la Terra. Un oggetto con questa caratteristica viene definito blazar.

Queste condizioni sono ideali per studiare le proprietà fisiche della materia del getto. La luce polarizzata, in particolare, porta con sé informazioni preziose sull’intensità e geometria del campo magnetico a cui sono soggette le particelle. Soprattutto, permette d’indagare quali sono i meccanismi che possono creare velocità così spettacolari come quelle delle particelle nei getti dei buchi neri super massicci.

Mrk 421 Hubble
Immagine del blazar attivo Markarian 421 fotografato da Hubble, insieme alla sua galassia compagna 421-5. Credits: ESA/NASA, Hubble

La radiazione X è emessa proprio dalle particelle accelerate più energetiche. E con i dati IXPE gli scienziati hanno capito che è lo shock che le particelle subiscono in regioni d’intenso campo magnetico ad accelerare le particelle nel getto. Un fenomeno cosmico ancora non del tutto compreso che si estende fino a migliaia di anni luce.

ANNUNCIO

Già con IXPE è stato fatto un grande passo avanti. Laura di Gesu, autrice principale ASI dell’articolo dedicato a Mrk 421, ha affermato: “In futuro, studieremo anche come la luce X polarizzata cambia d’intensità e caratteristiche in poche ore o da un giorno all’altro. Questo ci permetterà di capire se il getto è un flusso di particelle ordinato o, per esempio, turbolento.”

La corona di plasma di MCG-05-23-16

La gemella tranquilla di Mrk 421 è MCG-05-23-16, a una distanza di 120 milioni di anni luce da noi. In questa galassia priva di getti relativistici è possibile studiare le regioni più interne del nucleo, fino a qualche centinaio di milioni di chilometri dal buco nero centrale.

Qui l’emissione X è dovuta all’interazione dei fotoni provenienti dal disco di accrescimento che ruota attorno al buco nero con una nuvola di elettroni distribuita sopra di esso, chiamata corona. La sua geometria, totalmente ignota prima dell’avvento della polarimetria X, è stata analizzata accuratamente dai ricercatori nei dati IXPE. Ciò ha permesso di escludere diverse ipotesi sulla sua natura. Andrea Marinucci, ricercatore ASI e autore principale dell’articolo riguardante MCG-05-23-16, ha affermato:

Grazie alle nuove osservazioni siamo stati in grado di meglio comprendere la geometria di questo materiale, responsabile della forte emissione X della sorgente. Racchiusa in una regione di spazio confrontabile con la distanza che intercorre tra il Sole e Saturno, questa nuvola di elettroni caldi assume probabilmente una forma con elevata simmetria sferica intorno al buco nero centrale.

L’importanza della polarimetria ai raggi X

Lo studio di queste due galassie e i risultati ottenuti confermano come la polarimetria nei raggi X sia uno strumento fondamentale per comprendere sia i processi fisici che la geometria di diverse classi di sorgenti astrofisiche.

Per esempio, i getti sono un elemento distintivo dei buchi neri super massicci. Tuttavia a volte non sono presenti, e i ricercatori ancora non sanno esattamente perché. Studiare il loro funzionamento con strumenti come IXPE permetterà di comprendere come possano evolvere nel tempo e se galassie come Mrk 421 sono state in passato o diventeranno in futuro più tranquille, come MCG-05-23-16.

I risultati dello studio di Mrk 421 sono stati pubblicati su The Astrophysical Journal e l’abstract si può leggere a questo link. Quelli sulla ricerca riguardante MCG-05-23-16, su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, sono invece disponibili qui. Maggiori informazioni sul satellite italiano IXPE si trovano in questa pagina dell’ASI.

Continua a seguire Astrospace.it sul canale Telegram, sulla pagina Facebook e sul nostro canale Youtube. Non perderti nessuno dei nostri articoli e aggiornamenti sul settore aerospaziale e dell’esplorazione dello spazio.

Tags: buco nero supermassicciocoronagalassiegetti relativisticiIXPEplasmapolarimetriaraggi X

Potrebbe interessarti anche questo:

Credits: NSF–DOE Vera C. Rubin Observatory/NOIRLab/SLAC/AURA

Pubblicato REGALADE, il più ampio catalogo di galassie ad oggi disponibile

Febbraio 23, 2026
Quattro delle nove galassie anomale identificate nel Cosmic Evolution Early Release Science Survey (CEERS) del James Webb. Credits: NASA, ESA, CSA, Steve Finkelstein (UT Austin)

Scoperte con il James Webb nove sorgenti galattiche anomale, quasi all’alba dell’Universo

Gennaio 8, 2026
Le galassie NGC 6278 e PGC 039620. I dati nei raggi X sono di Chandra, nel visibile dello Sloan Digital Sky Survey. Credits: X-ray: NASA/CXC/SAO/F. Zou et al.; Optical: SDSS

Le galassie più piccole potrebbero non avere un buco nero supermassiccio al loro centro

Dicembre 12, 2025
Render artistico del buco nero supermassiccio al centro della galassia NGC 3783, che emette venti ultra-veloci. Credits: ESA

Un buco nero supermassiccio ha generato venti velocissimi dopo un lampo di raggi X

Dicembre 9, 2025
Rappresentazione artistica di un filamento della ragnatela cosmica, la struttura dell'Universo su larga scala. Credits: AIP/A. Khalatyan/J. Fohlmeister

Scoperta una delle strutture rotanti più grandi mai osservate nell’Universo

Dicembre 4, 2025
Una porzione dell'ammasso di galassie MACS J1149.5+2223 visto dalla NIRCam del James Webb, all'interno dell'indagine CANUCS di Webb. Credits: ESA/Webb, NASA & CSA, G. Rihtaršič (University of Ljubljana, FMF), R. Tripodi (University of Ljubljana, FMF)

Individuato un buco nero supermassiccio in rapida crescita a soli 570 milioni di anni dal Big Bang

Novembre 19, 2025
Attualmente in riproduzione

I più letti

  • I satelliti della missione Proba-3 posizionati in una configurazione tale da ricreare un'eclissi solare artificiale, per lo studio della corona del Sole. Credits: ESA-P. Carril

    L’ESA ha perso i contatti con uno dei satelliti della missione Proba-3

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Ecco finalmente la Ship 39, la prima V3. I progressi di Starship

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Artemis III non sarà più la missione del ritorno dell’Umanità sulla Luna

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Il 3 marzo ci sarà un’eclissi totale di Luna. Ecco dove e come osservarla

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

Simulazione della collisione di due buchi neri che produce onde gravitazionali. Credits: Simulating eXtreme Spacetimes (SXS) project

Dieci anni dall’annuncio del primo rilevamento diretto delle onde gravitazionali

Febbraio 11, 2026
Le prime immagini del satellite CSG-FM3 della costellazione COSMO-SkyMed. A sinistra, Roma; al centro, Vancouver; a destra, il fiume Padma in Bangladesh. Credits: ASI

Quanto sono importanti le prime immagini del quinto satellite italiano della costellazione COSMO-SkyMed?

Gennaio 23, 2026

La giornata nazionale dello spazio e il ricordo del primo satellite italiano, il San Marco 1

Dicembre 16, 2025


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162