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D-Orbit ed Esa firmano un accordo per microlanciatori commerciali e nuovi servizi in-orbit

D-Orbit UK ha siglato un accordo con Esa ed Enti spaziali di Regno Unito e Portogallo per incentivare lo sviluppo di microlanciatori commerciali all'interno del programma Boost!

Francesco Durante di Francesco Durante
Luglio 24, 2021
in Agenzie Spaziali, ESA, News, Satelliti, Space economy
Ion Satellite Carrier

Un render grafico dell'Ion Satellite Carrier, sistema di trasporto e rilascio orbitale di D-Orbit. Credits. © D-Orbit

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D-Orbit UK ha da pochi giorni firmato un accordo con Esa inerente al progetto Boost! Commercial space transportation services. Il progetto di Esa è mirato ad ottenere “nuovi servizi per il trasporto verso lo spazio, nello spazio e dallo spazio”. Il nuovo servizio di trasporto spaziale dovrà essere rivolto ad acquirenti privati seza contare su una richiesta europea istituzionale garantita. In parole povere, un business che dovrà reggersi sulle proprie gambe. Con il programma Boost! l’Esa fornirà alle compagnie selezionate supporto per alcune fasi come sviluppo e validazione dei sistemi di lancio, ma non solo. Al contempo contribuirà nella promozione del programma e ad aiutare a reperire fondi con istituti di credito ed investitori vari ed eventuali.

Nell’ambito dei servizi di trasporto spaziale, D-Orbit giocherà un ruolo chiave a sostegno delle nuove capacità europee di microlanciatori di piccoli satelliti. Con il Responsive Microlauncher service, un servizio che offre trasporto e rilascio end-to-end di payload in orbita, verranno infatti usati piccoli lanciatori. Questi ultimi verranno lanciati con regolarità dal Regno Unito a partire dal 2022. In particolare, l’accordo stabilisce che D-Orbit debba occuparsi della logistica e dei vari processi tra spazioporti europei e fornitori dei lanciatori.

La filiale britannica di D-Orbit dovrà identificare il miglior spazioporto, così come la miglior finestra di lancio, oltre all’orbita ideale per le dimensioni del payload. Trattandosi di un accordo siglato anche con gli Enti Spaziali di Regno Unito e Portogallo, l’accordo prevederà la partecipazione anche del team portoghese dell’azienda italiana. Nello specifico, la sede portoghese si occuperà del supporto allo sviluppo dei servizi di software management. Si tratta di un’estensione del già esistente pacchetto software per il controllo di missione chiamato Aurora.

Tra sviluppo tecnico ed economico

Nell’ambito del trasporto spaziale, D-Orbit può contare su una discreta esperienza accumulata negli ultimi anni. D’altronde alle spalle ha una missione completata con successo, una in corso d’opera ed un’altra lanciata il 30 giugno 2021. Il veicolo di trasporto orbitale utilizzato dall’azienda è l’Ion Satellite Carrier ed ha messo in evidenza ottime capacità di trasporto di microsatelliti nello spazio. Inoltre, lo stesso Ion Satellite Carrier ha rilasciato autonomamente e con precisione i vari microsatelliti in slot orbitali indipendenti. Ad ogni modo, l’accordo tra D-Orbit ed Esa non si accontenta di questo ma mira alla progettazione di una variante della piattaforma ION. Essa verrà prodotta successivamente utilizzando componenti della catena di approvvigionamento del Regno Unito.

L’accordo con Esa potrebbe incentivare ancora lo sviluppo della Space economy europea. Questo perchè il servizio di trasporto commerciale arricchirà sia le opportunità di lancio sia il mercato europeo di microsatelliti. D’altra parte, economia europea e commercializzazione dello spazio sono obiettivi in linea con l’agenda 2025 di Esa. L’accordo inoltre sancisce l’inizio di una partnership con lo spazioporto Spaceport Cornwall. Ciò rappresenta una importante e vasta collaborazione con i principali attori della catena di fornitori. Il valore complessiovo del contratto per D-Orbit ammonta a 1.6 milioni di sterline. Di questi, un milione deriva da contribuzioni da parte dell’Agenzia spaziale britannica e Pt Space.

Un render di ION Credits: © D-Orbit SpA. All rights reserved
Un render di ION Credits: © D-Orbit SpA. All rights reserved

D-Orbit ma non solo…

Lo Spaceport Cornwall Centre for space technologies, come detto, rappresenterà la sede del nuovo servizio e il cuore della collaborazione con gli spazioporti europei. Il consorzio comprenderà anche due operatori: ScotSpace del Prestwick Spaceport e Atlantic Spaceport consortium. Il primo agirà come centro logistico e di supporto alle operazioni per i siti di lancio scozzesi. L’Asc, invece, guiderà la componente portoghese già citata come supporto richiesto all’interno del programma Boost! di Esa. Tale componente avrà anche il compito di implementare il Responsive microlaucher service delle Azzorre, infrastrutture comprese.

Un importante contributo per D-Orbit giungerà da Virgin Orbit. La società di Richard Branson, insieme a Skyora (fornitore di micro-lanciatori), lavorerà con D-Orbit per garantire l’affidabilità del servizio. Inoltre, Sky and Space company fungerà da operatore satellitare di riferimento, cliente del payload e utente finale del servizio. Un altro partner sarà Satellite Application Catapult che sosterrà le indagini di mercato ed il collegamento con Spaceport Cornwall. L’accesso allo spazio si conferma al centro delle grandi manovre europee e mondiali. Tra prospettive di viaggi ed orbite sempre più popolate, il settore dei microlanciatori commerciali si fa largo “sgomitando”.

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Tags: D-OrbitESAMicrosatellitiNewsPiccoli lanciatori

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