L’ESA ha annunciato che Lunar Link, il sistema di telecomunicazioni sviluppato per il Lunar Gateway, ha completato l’ultima grande fase di integrazione e test negli stabilimenti di Thales Alenia Space a Cannes, in Francia. Una volta conclusa l’ultima revisione, prevista entro la fine dell’anno, l’hardware di volo verrà conservato in un deposito controllato, pronto al volo, in attesa di una decisione sul suo futuro.
Lunar Link, il nuovo nome dell’HALO-Lunar Communication System, era stato progettato per essere montato sul modulo HALO della NASA del Lunar Gateway e garantire le comunicazioni tra l’orbita lunare e gli esploratori sulla superficie. Si tratta di un sistema da circa 270 kg, con computer, apparati radio e due antenne paraboliche da 1.25 metri che possono lavorare in modo indipendente e contemporaneo, con velocità di trasmissione fino a 25 Mbps a seconda della distanza.
Fa parte di ESPRIT, uno dei contributi europei al Gateway insieme a Lunar View, il modulo con sei grandi finestre pensato per lo stoccaggio di propellente, ed è stato realizzato da Thales Alenia Space, con le sue sedi in Francia, Belgio, Spagna e Italia, insieme a MDA nel Regno Unito e SENER in Spagna.
I test a Lunar Link
A marzo di quest’anno le due antenne hanno completato i test ambientali. In seguito è stato il turno dell’intero sistema, che dopo i propri test ambientali è stato collegato alle due antenne ad alto guadagno e ha affrontato un nuovo test di dispiegamento, assistito da un pallone aerostatico.

A luglio sono stati eseguiti i test di compatibilità elettromagnetica, mentre durante l’estate un gruppo di ingegneri del Johnson Space Center della NASA ha raggiunto Cannes per una dimostrazione di comunicazione end-to-end, crittografia compresa, con un utente simulato sulla superficie lunare. Secondo l’ESA, la prova ha avuto esito positivo. A settembre, infine, è iniziato il processo di qualificazione che porterà alla revisione a fine anno.
Insomma, dal punto di vista tecnico Lunar Link è praticamente pronto. Il problema è che non ha più una stazione su cui volare.
Un sistema in cerca di una missione
Il 24 marzo, durante l’evento Ignition a Washington, la NASA ha rivisto il programma Artemis, spostando risorse dal Lunar Gateway alle infrastrutture sulla superficie, in vista di una base lunare permanente.
Il Gateway è stato messo in pausa nella sua configurazione attuale e a giugno sono emerse notizie, mai confermate ufficialmente, secondo cui la NASA avrebbe chiesto a Northrop Grumman di interrompere i lavori proprio su HALO, la cui struttura pressurizzata era stata realizzata a Torino da Thales Alenia Space Italia, prime contractor anche di Lunar I-Hab, il modulo abitativo europeo e giapponese del Gateway. Il Power and Propulsion Element, invece, verrà riutilizzato per la missione SR-1 Freedom, una dimostrazione di propulsione nucleare-elettrica nello spazio profondo, che dovrebbe partire per Marte alla fine del 2028.
Per questo motivo, l’ESA ha aperto un bando per studiare il riutilizzo di Lunar Link in una futura missione lunare. L’idea è trasformarlo in un ripetitore indipendente in orbita cislunare, ospitato su una piattaforma satellitare dotata di un’antenna per il collegamento diretto con la Terra. Gli studi valuteranno anche la collaborazione con Moonlight, il programma dell’ESA per una rete di comunicazione e navigazione attorno alla Luna, e la possibilità di portare a bordo altri payload.
Il bando, dal valore indicato superiore ai 500 mila Euro, riguarda però solo una prima fase di studio, e un’eventuale missione dovrà poi passare dall’approvazione degli Stati membri dell’ESA. Fino ad allora, Lunar Link resterà in un deposito, in attesa.











