La NASA avrebbe chiesto a Northrop Grumman di interrompere i lavori su HALO, il modulo abitativo destinato alla stazione spaziale lunare Gateway. La notizia, riportata da Ars Technica e non ancora confermata ufficialmente dall’Agenzia, sembra essere un nuovo segnale del progressivo abbandono del progetto del Lunar Gateway, dopo il cambio di strategia annunciato dalla NASA nei mesi scorsi.
ll 24 marzo, nel corso dell’evento Ignition, l’Agenzia aveva infatti presentato una revisione dei piani per l’esplorazione lunare con il programma Artemis, spostando l’attenzione dalla realizzazione di una stazione in orbita attorno alla Luna, il Lunar Gateway appunto, allo sviluppo di infrastrutture direttamente sulla superficie, per costruire una base lunare permanente.
In quell’occasione la NASA aveva comunicato l’intenzione di sospendere i lavori sul Gateway e di voler riutilizzare il modulo Power and Propulsion Element, uno dei due elementi principali già in fase avanzata di sviluppo, per una futura dimostrazione di propulsione nucleare-elettrica nello spazio profondo, la missione SR-1 Freedom.
Meno chiaro era invece il destino di HALO, il modulo pressurizzato che, nei piani originali, sarebbe stato il primo modulo in grado di ospitare gli astronauti durante le permanenze in orbita lunare. Ora, secondo diverse fonti citate da Ars Technica, anche questo elemento sarebbe stato fermato. Se confermata, la decisione segnerebbe di fatto la fine del Gateway nella forma in cui era stato progettato negli ultimi anni.
Il ruolo di HALO nel progetto Gateway
HALO, acronimo di Habitation and Logistics Outpost, era uno dei componenti centrali del Lunar Gateway. Il modulo, lungo circa sei metri, era stato progettato per fornire spazio abitabile agli equipaggi in visita e fungere da nodo logistico per le operazioni in orbita lunare.
Per il suo sviluppo la NASA aveva assegnato a Northrop Grumman contratti per un valore complessivo di circa 1.1 miliardi di dollari. Tra le aziende coinvolte nel programma c’è Thales Alenia Space Italia, responsabile della realizzazione della struttura pressurizzata del modulo, a Torino. Questo è uno dei primi contributi industriali italiani più importanti all’interno del programma Gateway, insieme al modulo abitativo Lunar I-Hab, sviluppato da ESA e JAXA, per cui Thales Alenia Space Italia è prime contractor. HALO era stato inviato in America nella primavera del 2025.
Anche altre aziende erano coinvolte nello sviluppo di HALO. Tra queste Paragon Space Development Corporation, incaricata di realizzare il sistema di supporto vitale del modulo.
Proprio Paragon sarebbe stata informata nei giorni scorsi della sospensione dei lavori. Né Northrop Grumman né la NASA hanno però confermato ufficialmente l’esistenza di un ordine di stop alle attività. L’azienda ha dichiarato che HALO potrebbe ancora essere riutilizzato per altre missioni lunari o nello spazio profondo e che continuerà a collaborare con la NASA per valutare possibili impieghi futuri del modulo.
Una nuova strategia per la presenza umana sulla Luna
Le ragioni della sospensione non sono state rese pubbliche. Una possibile spiegazione è che il modulo non si adatti più alle esigenze della nuova architettura lunare in fase di definizione. Una volta completato, HALO avrebbe avuto una massa compresa tra 8 e 9 tonnellate, rendendo complesso il suo trasporto sulla superficie lunare, considerando anche la necessità di ulterirori lavori di aggiornamento per adattarlo alla superficie.
Negli ultimi mesi la NASA ha infatti iniziato a privilegiare un approccio più graduale alla costruzione di una presenza permanente sulla Luna, con infrastrutture sviluppate direttamente al suolo invece che in orbita. Un grande modulo come HALO, progettato per operare nello spazio cislunare, potrebbe quindi non rappresentare più una priorità.










