L’Uzbekistan ha aderito agli Accordi Artemis, diventando il 77esimo Paese firmatario. La firma è avvenuta lunedì 19 ottobre 2026 a Samarcanda, durante la visita nel Paese del Segretario di Stato statunitense Marco Rubio. A sottoscrivere gli Accordi a nome della Repubblica dell’Uzbekistan è stato Bakhtiyor Saidov, ministro degli Affari esteri.
Si tratta della prima adesione dopo quella della Repubblica di San Marino, che aveva firmato lo scorso 25 settembre a Rimini, durante BEX, Beyond Exploration Expo. Con l’Uzbekistan il 2026 conta già 18 nuovi firmatari: a fine 2025 i Paesi aderenti erano 59, oggi sono 77.
Il vice amministratore della NASA Matt Anderson ha accolto la firma sottolineando che l’Uzbekistan entra negli Accordi in un momento decisivo, ora che il presidente Trump ha chiesto alla NASA di costruire una base lunare e di stabilire una presenza duratura sulla superficie della Luna. Mettere in pratica i principi degli Accordi, ha spiegato Anderson, significa anche aprire nuove opportunità ai Paesi che vogliono contribuire al ritorno dell’Umanità sulla Luna.
La strategia spaziale dell’Uzbekistan
Negli ultimi anni l’Uzbekistan ha avviato un programma spaziale nazionale, con l’obiettivo di far crescere un’industria spaziale locale e di partecipare in modo più attivo ai forum internazionali del settore. Uno dei primi traguardi arriverà dalle università: un gruppo di studenti uzbeki sta sviluppando il primo CubeSat del Paese, un piccolo satellite per dimostrazioni tecnologiche, con l’obiettivo di lanciarlo entro il 2028.
La firma arriva poche settimane dopo un primo incontro ufficiale. All’inizio di ottobre, durante l’International Astronautical Congress (IAC) 2026 di Antalya, in Turchia, i rappresentanti della NASA hanno incontrato il ministero delle Tecnologie digitali uzbeko e Uzcosmos, l’agenzia spaziale nazionale, per discutere di cooperazione nello spazio civile e di nuove occasioni di collaborazione.
E proprio l’IAC sarà il prossimo grande appuntamento spaziale per il Paese. Nel 2028 il congresso, il più importante evento annuale del settore, si terrà a Samarcanda, la stessa città della firma di lunedì, e sarà la prima volta in Asia centrale. Gli Accordi Artemis sono stati lanciati nel 2020 dalla NASA e dal Dipartimento di Stato statunitense insieme ad altri sette Paesi fondatori, tra cui l’Italia, in risposta al crescente interesse di governi e aziende private per le attività lunari. Non si tratta di un trattato vincolante, ma di una serie di principi pratici per l’esplorazione della Luna, di Marte e oltre, fondati sul Trattato sullo spazio extra-atmosferico del 1967.
Chi firma si impegna a esplorare lo spazio in modo pacifico e trasparente, a prestare soccorso a chi è in difficoltà, a rendere accessibili i dati scientifici, a evitare interferenze con le attività degli altri Paesi e a tutelare i siti e gli oggetti di valore storico.
Con la Moon Base, la NASA ha invitato tutti i firmatari a partecipare al ritorno sulla Luna con payload scientifici, dimostratori tecnologici, CubeSat e altri contributi. Nell’annuncio della NASA non si parla ancora di un contributo specifico dell’Uzbekistan, ma per un Paese che sta costruendo il suo primo satellite l’occasione è tutt’altro che secondaria. Staremo a vedere.











