La NASA ha escluso una delle due proposte finaliste per la prima missione della nuova classe di missioni astrofisiche Probe Explorers, riducendo di fatto la competizione a un solo candidato. L’Agenzia ha infatti stabilito che il telescopio spaziale nei raggi X Advanced X-ray Imaging Satellite (AXIS) non è più idoneo alla selezione finale, e una decisione sarebbe stata comunicata al team della missione all’inizio di marzo 2026.
AXIS era stato scelto nell’ottobre 2024 come uno dei due finalisti per la classe di missioni Probe Explorers, insieme al telescopio spaziale per l’infrarosso Probe far-Infrared Mission for Astrophysics (PRIMA). Le missioni Probe sono progetti scientifici di fascia intermedia: più grandi e costosi delle missioni Explorers, ma con un limite di costo inferiore rispetto alle grandi missioni della NASA. Il budget massimo previsto per questa classe è di circa 1 miliardo di dollari, con l’obiettivo di lanciare la prima missione intorno al 2032.
La squalifica
Dopo la selezione preliminare, i due team avevano ricevuto contratti da 5 milioni di dollari ciascuno per condurre uno studio di fattibilità della durata di un anno, necessario a definire in modo più dettagliato architettura, costi e tempistiche della missione. Al termine di questa fase, la NASA avrebbe dovuto scegliere quale missione portare allo sviluppo.
Secondo quanto comunicato dall’Agenzia, AXIS non ha rispettato i criteri stabiliti nel bando pubblicato nel 2023 per il programma Probe Explorers. La decisione è arrivata prima ancora che venisse valutato formalmente lo studio concettuale completato dal team della missione. In una dichiarazione, la NASA ha spiegato che durante il processo di selezione vengono effettuate verifiche successive per assicurare che le proposte rispettino requisiti tecnici, di budget e di calendario.
Il PI (Principal Investigator) della missione, l’astrofisico Christopher Reynolds, parlando con SpaceNews, ha però attribuito l’esclusione a una serie di fattori organizzativi e politici che nel 2025 hanno interessato l’Agenzia e il governo federale degli Stati Uniti, in particolare l’assenza di un amministratore NASA, le incertezze di budget e lo shutdown governativo.
I problemi di budget
Secondo Reynolds, lo sviluppo dello studio concettuale di AXIS è stato fortemente influenzato dalle difficoltà operative al Goddard Space Flight Center, che avrebbe dovuto gestire il progetto. Tra i fattori citati c’è il Deferred Resignation Program, un programma di incentivi alle dimissioni che nel 2025 ha portato circa il 20% del personale civile della NASA a lasciare l’Agenzia.
Tra coloro che hanno lasciato il centro Goddard vi sarebbero stati anche più di venti membri chiave del team di AXIS, tra cui il Project Manager e il responsabile degli specchi a raggi X del telescopio, una delle tecnologie centrali della missione.
Un secondo elemento riguarda le incertezze legate al bilancio federale. La proposta di budget per l’anno fiscale 2026 presentata dall’amministrazione statunitense prevedeva forti riduzioni ai programmi scientifici della NASA, compresa la possibile cancellazione del programma Probe Explorers. Anche se il Congresso ha successivamente ripristinato gran parte dei fondi nella legge di bilancio approvata a gennaio 2026, durante l’estate e l’autunno 2025 il Goddard avrebbe limitato l’accesso a personale ingegneristico e alle attività di definizione delle missioni.
L’esclusione di AXIS
A questi problemi si è aggiunto lo shutdown del governo federale, durato circa un mese e mezzo tra ottobre e novembre 2025. La NASA ha esteso la scadenza per consegnare gli studi concettuali da dicembre a fine gennaio, ma secondo il team di AXIS questo rinvio non è stato sufficiente a compensare i ritardi accumulati.
La prima stima completa dei costi della missione, completata a settembre, indicava infatti un budget superiore di circa il 10% rispetto al limite imposto dal programma. Il team aveva individuato possibili riduzioni di costo e modifiche alla pianificazione, ma non avrebbe avuto il tempo necessario per implementarle prima della scadenza.
Il team ha quindi deciso di presentare comunque lo studio alla NASA, con l’intenzione di discutere durante la revisione come riportare la missione entro i vincoli di costo e calendario. Tuttavia l’Agenzia ha stabilito che la proposta non rispettava i requisiti del bando, escludendola dalla competizione. La selezione finale della prima missione Probe Explorers resta quindi, di fatto, nelle mani del progetto PRIMA.










