L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha formalmente avviato la fase di costruzione della missione RAMSES con la firma dei contratti principali per la costruzione della sonda e dei suoi strumenti. RAMSES, acronimo di Rapid Apophis Mission for Space Safety, è una missione robotica progettata per raggiungere l’asteroide Apophis prima del suo incontro ravvicinato con la Terra, previsto per il 13 aprile 2029.
Il 10 febbraio 2026, presso il centro ESTEC nei Paesi Bassi, l’ESA ha sottoscritto un accordo da 81.2 milioni di Euro con OHB Italia per lo sviluppo, l’assemblaggio e i test della sonda. Questo passo segna l’ingresso nella fase operativa del progetto, dopo i lavori preparatori avviati nel 2024, e porta il valore complessivo dei contratti con OHB Italia a circa 150 milioni di Euro.
Un secondo contratto da 8.2 milioni di Euro è stato firmato con Tyvak International per la costruzione di un CubeSat, denominato Farinella, che accompagnerà la sonda principale e svolgerà osservazioni scientifiche aggiuntive una volta in prossimità dell’asteroide.
Contestualmente a questa notizia, l’ESA ha anche confermato che collaborerà con l’Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA), che fornirà pannelli solari e una camera a infrarossi. Inoltre, potrebbe condividere il lancio del veicolo con la missione giapponese Destiny +, lancio attualmente previsto per la primavera del 2028 per RAMSES.

L’importanza di RAMSES
La missione RAMSES è stata pensata per sfruttare un’occasione rara: nel 2029 l’asteroide Apophis passerà molto vicino alla Terra, a circa 32 000 km di distanza. È un evento sicuro, non pericoloso cioè per noi, ma davvero molto interessante dal punto di vista scientifico. Un passaggio così ravvicinato permette di osservare da vicino come un asteroide di queste dimensioni, circa 375 metri, si comporta sotto l’effetto della gravità terrestre.
Gli strumenti a bordo di RAMSES serviranno a studiare eventuali cambiamenti nella forma, nella rotazione e nella struttura interna di Apophis a causa della gravità terrestre. Capire come reagisce un asteroide a forze esterne è fondamentale per chi si occupa di difesa planetaria, cioè per sviluppare metodi utili a deviare, un giorno, oggetti spaziali potenzialmente pericolosi.
I dati di RAMSES si aggiungeranno a quelli raccolti da altri strumenti e osservatori a Terra, dando così una visione più completa e dettagliata di Apophis prima, durante e dopo il suo passaggio.
Lo stato della missione e i prossimi passi
La missione RAMSES nasce anche dall’esperienza accumulata con Hera, missione dell’ESA che arriverà a ottobre di quest’anno al sistema di asteroidi Didymos-Dimorphos, la prima missione europea dedicata alla difesa planetaria.
Grazie a Hera, quindi, ingegneri e scienziati europei hanno già lavorato su una missione simile, imparando a costruire strumenti adatti a studiare da vicino oggetti spaziali potenzialmente pericolosi. RAMSES utilizzerà parte di queste competenze, ma con un obiettivo diverso: osservare come cambia un asteroide quando passa vicino alla Terra, senza bisogno di impatti o manovre di deviazione.
RAMSES ha già superato una Critical Design Review dettagliata, conclusa il 6 febbraio 2026, che ha confermato che il progetto è pronto a passare alla fase operativa. Da ora in poi il team lavorerà all’assemblaggio e ai test, per assicurarsi che tutto funzioni nello spazio. L’obiettivo è lanciare la missione nella primavera del 2028, così da arrivare in tempo per l’incontro con Apophis e raccogliere tutti i dati necessari.
A bordo di RAMSES ci sarà il CubeSat Farinella di Tyvak International, così chiamato in onore di Paolo Farinella, noto scienziato planetario italiano. Sarà dispiegato una volta raggiunto l’asteroide e contribuirà alle osservazioni scientifiche.











