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Le missioni IMAP e Carruthers Geocorona Observatory della NASA hanno raggiunto il punto lagrangiano L1

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Gennaio 13, 2026
in Agenzie Spaziali, NASA, News
Render Artistico del Carruthers Geocorona Observatory al punto di Lagrange L1 del sistema Terra-Sole. Credits: NASA’s Conceptual Imaging Lab/Jonathan North

Render Artistico del Carruthers Geocorona Observatory al punto di Lagrange L1 del sistema Terra-Sole. Credits: NASA’s Conceptual Imaging Lab/Jonathan North

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Il 10 gennaio 2026 la missione IMAP (Interstellar Mapping and Acceleration Probe) della NASA ha raggiunto con successo la sua destinazione, entrando in orbita attorno al punto di Lagrange L1 del sistema Terra-Sole, a 1.5 milioni di km dalla Terra. Pochi giorni prima, l’8 gennaio, anche la missione Carruthers Geocorona Observatory aveva completato la manovra finale per inserirsi nella sua orbita halo attorno allo stesso punto lagrangiano.

Entrambe le missioni erano state lanciate il 24 settembre 2025 a bordo di un Falcon 9 di SpaceX, insieme al satellite SWFO‑L1 della NOAA, come parte di un programma di osservazione del Sole, del vento solare e dell’ambiente spaziale vicino alla Terra.

Il punto di Lagrange L1 è una posizione nello spazio in cui le attrazioni gravitazionali della Terra e del Sole si bilanciano, consentendo alle sonde di mantenere un punto di osservazione stabile con un dispendio minimo di carburante. Da qui, IMAP avrà una vista privilegiata per monitorare in tempo reale il vento solare e le particelle energetiche, mentre Carruthers osserverà la geocorona, la tenue atmosfera esterna terrestre.

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Queste due missioni rappresentano un importante passo avanti per lo studio della fisica solare e delle interazioni tra il vento solare, l’atmosfera terrestre e lo spazio interplanetario. IMAP inizierà formalmente la sua missione scientifica l’1 febbraio 2026, mentre Carruthers inizierà le operazioni scientifiche a marzo.

https://assets.science.nasa.gov/content/dam/science/missions/imap/imap-arrival-at-astrotech-space-operations/IMAP-Carruthers-SWFO-L1-orbit.mp4

Osservare il vento solare e l’eliopausa: il ruolo di IMAP

La missione IMAP è concepita per mappare e studiare i confini estremi della eliopausa, la “bolla” di particelle e campi magnetici generata dal vento solare che circonda l’intero Sistema Solare e lo protegge dalle radiazioni galattiche.

In orbita attorno a L1, la sonda è in grado di osservare il vento solare in arrivo e le particelle cariche che si propagano nello spazio interplanetario con una prospettiva unica: una vista a 360 gradi dell’eliopausa. Questa posizione consente a IMAP di monitorare l’evoluzione del flusso di particelle e di interpretare come vengono accelerate dal Sole e come interagiscono al confine con lo spazio interstellare.

IMAP è dotata di un pacchetto di strumenti altamente sensibili, destinati a misurare una vasta gamma di particelle, inclusi protoni, elettroni e ioni pesanti, oltre a rilevare campi magnetici. Questi dati sono essenziali per rispondere a domande chiave della fisica solare e del vento solare: in che modo le particelle vengono accelerate alle alte energie, e come il vento solare plasma la forma e le proprietà dell’eliopausa.

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La missione fornirà anche osservazioni in tempo reale del vento solare e delle particelle energetiche, informazioni utili per comprendere e prevedere gli effetti del cosiddetto meteo spaziale. Dalla sua posizione, IMAP potrà avvisare con circa mezz’ora di anticipo l’arrivo di condizioni potenzialmente pericolose, offrendo un contributo importante alla comprensione e alla mitigazione di questo tipo di eventi.

Svelare la geocorona: la missione Carruthers

La missione Carruthers Geocorona Observatory si concentra sull’osservazione dell’atmosfera più esterna della Terra, la geocorona, una regione di idrogeno rarefatto che circonda il nostro pianeta e riflette la luce ultravioletta del Sole. Da L1, il satellite potrà effettuare osservazioni ripetute dell’emissione ultravioletta della geocorona con una serie di strumenti progettati per catturare immagini ad alta risoluzione della tenue luminosità ultravioletta.

La missione prende il nome da George R. Carruthers, pioniere dell’osservazione ultravioletta dello spazio. Negli anni ’70, Carruthers progettò una fotocamera ultravioletta che, a bordo dell’Apollo 16, catturò le prime immagini della geocorona dalla Luna.

La prima immagine dell’atmosfera esterna della Terra, la geocorona, ottenuta da un telescopio progettato e costruito da George Carruthers. Il telescopio ha scattato l’immagine mentre era sulla Luna durante la missione Apollo 16 nel 1972. Credits: G. Carruthers (NRL) et al./Far UV Camera/NASA/Apollo 16
La prima immagine dell’atmosfera esterna della Terra, la geocorona, ottenuta da un telescopio progettato e costruito da George Carruthers. Il telescopio ha scattato l’immagine mentre era sulla Luna durante la missione Apollo 16 nel 1972. Credits: G. Carruthers (NRL) et al./Far UV Camera/NASA/Apollo 16

La nuova missione continua quel lavoro con strumenti moderni: una camera a campo largo e una a campo più stretto per ottenere dettagli approfonditi sulla struttura e le variazioni della geocorona. Queste osservazioni permetteranno agli scienziati di comprendere meglio come la geocorona si espande e varia nel tempo, e come risponde alle condizioni del vento solare.

A marzo Carruthers entrerà nella sua missione scientifica primaria, prevista per durare due anni. I dati raccolti aiuteranno a raffinare i modelli dell’atmosfera esterna terrestre, contribuendo a una comprensione più completa del confine tra l’atmosfera terrestre e lo spazio interplanetario, e al modo in cui questo spazio reagisce alle variazioni dell’attività solare.

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Tags: Carruthers Geocorona ObservatoryeliosferaEsplorazione spazialeIMAPMeteo spazialeNasapunto lagrangiano L1SoleVento solare

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