• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Dischi concentrici che formano pianeti attorno a una giovane stella

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Maggio 5, 2023
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
Dischi di TW Hydrae

Illustrazione basata sulle immagini di Hubble dei due dischi concentrici attorno alla giovane stella TW Hydrae, dove sta nascendo una coppia di pianeti. Credits: NASA/ESA, L. Hustak (STScI)

Condividi su FacebookTweet

A circa 200 anni luce da noi risiede una giovane stella di meno di 10 milioni di anni, TW Hydrae. Questa stella è diventata particolarmente interessante per gli scienziati nel 2017, quando hanno scoperto un’ombra che sembrava attraversare il vasto disco di gas e polveri che la circondava.

L’ombra non proveniva da un pianeta. Era invece proiettata da un disco interno leggermente inclinato rispetto al disco esterno più grande. Una possibile spiegazione è che la gravità di un pianeta in formazione stia attirando polvere e gas nella sua orbita inclinata.

Di recente, dai dati d’archivio del telescopio spaziale Hubble è emersa una seconda ombra. Essa potrebbe provenire da un altro disco annidato all’interno del sistema. I due dischi sono probabilmente la prova di una coppia di pianeti in costruzione attorno a TW Hydrae, in quello che è a tutti gli effetti un vero “cantiere planetario“.

Dischi concentrici che formano pianeti

John Debes di AURA/STScI, autore principale dello studio, ha confrontato le ultime osservazioni di Hubble nel 2021 con dati del 2016. Dal confronto sono emerse due ombre che sembrano muoversi in senso antiorario, attraverso un disco di gas e polvere che circonda la giovane stella TW Hydrae.

Si tratterebbe di due dischi che, inclinati frontalmente rispetto alla Terra, offrono agli astronomi una vista mirata su ciò che sta accadendo intorno alla stella.

TW Hydrae vista con Hubble
Immagini a confronto di TW Hydrae. Le foto, entrambe a luce visibile, sono state scattate con lo Space Telescope Imaging Spectrograph di Hubble. Il colore artificiale è stato aggiunto per migliorare i dettagli. Credits: NASA/ESA, J. Debes (STScI)

L’immagine a sinistra mostra solo un’ombra (A) a ore 11. L’ombra è proiettata da un disco interno, che è leggermente inclinato rispetto al disco esterno e quindi blocca la luce.

A destra vediamo quello che originariamente era il disco interno, contrassegnato con B, e una seconda ombra in posizione C. Le ombre ruotano attorno alla stella a velocità diverse, come le lancette di un orologio. Esse sarebbero la prova di due pianeti in costruzione, che hanno attirato la polvere nelle loro orbite e sono leggermente inclinati l’uno verso l’altro. Questi dischi sono così vicini l’uno all’altro che nell’osservazione del 2016 non sono distinguibili.

Pianeti in formazione

I pianeti in formazione si trovano in una regione approssimativamente alla distanza di Giove dal nostro Sole. E le ombre completano una rotazione attorno alla stella circa ogni 15 anni, periodo orbitale che ci si aspetterebbe a quella distanza dalla stella.

Inoltre, i due dischi interni sono inclinati di circa cinque o sette gradi rispetto al piano del disco esterno. Questo è perfettamente in linea con la tipica architettura del nostro Sistema Solare.

Il disco esterno su cui cadono le ombre, invece, può estendersi fino a parecchie volte il raggio della fascia di Kuiper del nostro Sistema Solare. Questo disco più grande presenta un vuoto a circa due volte la distanza media di Plutone dal Sole, che potrebbe essere la prova di un terzo pianeta nel sistema.

Purtroppo, eventuali pianeti interni sarebbero difficili da rilevare, perché la loro luce si perderebbe nel bagliore della stella. Inoltre, la polvere nel sistema oscurerebbe la loro luce riflessa. La speranza è che la vista a infrarossi del telescopio spaziale James Webb, in futuro, possa essere in grado di mostrare le ombre in modo più dettagliato.

L’articolo scientifico, pubblicato su The Astrophysical Journal, è reperibile qui.

Astrospace.it è un progetto di divulgazione scientifica portato avanti da un gruppo di giovani fisici e ingegneri con una passione comune per lo spazio. Se ti piace quello che stai leggendo, puoi contribuire alla crescita della piattaforma attraverso il nostro abbonamento. Ai nostri abbonati riserviamo contenuti esclusivi e sempre in aggiornamento.

Entra anche tu in Astrospace.it Orbit.

Continua a seguire Astrospace.it su Telegram e Instagram.

Tags: disco protoplanetarioHubblepianeti

Potrebbe interessarti anche questo:

Questa immagine mostra galassie di forme diverse catturate da Euclid nei Deep Field. Il primo catalogo dettagliato include oltre 380 000 galassie, classificate in base a strutture come bracci a spirale, barre centrali e code mareali indicative di fusioni galattiche. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA

Una nuova versione della “sequenza di Hubble” sulla forma delle galassie, grazie a Euclid

Novembre 6, 2025
WISPIT 2b, un esopianeta all’interno di un disco protoplanetario multianello, osservato con lo strumento SPHERE del VLT. Credits: ESO/R. F. van Capelleveen et al.

Osservato il primo esopianeta in un disco con più anelli, intorno a una stella simile al Sole

Settembre 2, 2025
La cometa interstellare 3I/ATLAS fotografata il 21 luglio 2025 dal telescopio spaziale Hubble, quando la cometa si trovava a 445 milioni di km dalla Terra. Credits: NASA, ESA, David Jewitt (UCLA)

Stimate con Hubble le dimensioni del nucleo della cometa interstellare 3I/ATLAS

Agosto 7, 2025
Immagine del telescopio spaziale Hubble di una coppia di galassie: NGC 6099 (in basso a sinistra) e NGC 6098 (in alto a destra). Il "blob" viola raffigura l'emissione di raggi X da un ammasso stellare compatto. I raggi X sono prodotti da un probabile buco nero di massa intermedia che fa a pezzi una stella. Credits: NASA, ESA, CXC, Yi-Chi Chang (National Tsing Hua University)

Scoperto con Hubble a Chandra un possibile buco nero di massa intermedia

Luglio 25, 2025
Render artistico che mostra il disco protoplanetario attorno alla stella V883 Orionis. Nella parte più esterna del disco i gas volatili vengono congelati come ghiaccio, che contiene molecole organiche complesse. Credits: ESO/L. Calçada/T. Müller

ALMA ha trovato i precursori della vita nel disco protoplanetario di una giovane stella

Luglio 24, 2025
La cometa interstellare 3I/ATLAS vista dal telescopio spaziale Hubble il 21 luglio 2025. Credits: NASA/ESA/Hubble

Anche il telescopio Hubble ha osservato la cometa interstellare 3I/ATLAS

Luglio 23, 2025
Attualmente in riproduzione

I più letti

  • Alcuni dei campioni dell'asteroide Bennu portati a Terra dalla missione OSIRIS-REx della NASA a settembre 2023. Credits: NASA/JPL-Caltech

    Zuccheri, gomma e polvere di supernova nei campioni dell’asteroide Bennu

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Distrutto il primo Super Heavy V3, quando ci sarà il prossimo lancio? I progressi di Starship

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Scoperta una delle strutture rotanti più grandi mai osservate nell’Universo

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Completata la costruzione del telescopio spaziale Nancy Grace Roman della NASA

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

Render artistico della missione SOHO (Solar and Heliospheric Observatory) di ESA/NASA. Credits: ESA/ATG medialab; ESA/NASA SOHO

Trent’anni di SOHO, la missione che ha cambiato per sempre lo studio del Sole

Dicembre 2, 2025
Il New Glenn di Blue Origin sulla rampa di lancio a Cape Canaveral. Credits: Blue Origin

Dove, quando e perché vedere il secondo lancio del New Glenn di Blue Origin

Novembre 13, 2025
La "Harvest Moon" del 29 settembre 2023, l'ultima Superluna dell'anno 2023, fotografata con il telescopio Takahashi TSA 102 aperto a f/8 presso l'Osservatorio Astronomico "G. Beltrame", gestito dal Gruppo Astrofili Vicentini. Credits: Mariasole Maglione

In arrivo la Superluna più grande e luminosa del 2025. Ecco quando, come e perché osservarla

Novembre 4, 2025


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2023 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2024 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162