• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Gaia ha scoperto due buchi neri “invisibili”, i più vicini a noi finora individuati

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Marzo 31, 2023
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
Gaia BH1 e Gaia BH2

La posizione dei primi due buchi neri scoperti dalla missione Gaia dell'ESA nella Via Lattea, Gaia BH1 e Gaia BH2. Credits: ESA/Gaia/DPAC; CC BY-SA 3.0 IGO

Condividi su FacebookTweet

Studiando il movimento di alcune stelle tracciate dal satellite Gaia dell’ESA, i ricercatori hanno notato una strana “oscillazione”, come se fossero attratte gravitazionalmente da un oggetto massiccio. Non essendoci nulla nelle vicinanze di visibile, la possibilità era solo una: che si trattasse di un buco nero.

I buchi neri scoperti, in realtà, sono due. Sono stati nominati Gaia BH1 e Gaia BH2 e si trovano a soli 1560 e 3800 anni luce da noi, rispettivamente nella direzione della costellazione dell’Ofiuco e di quella del Centauro. Sono entrambi circa dieci volte più massicci del nostro Sole, e sono i più vicini alla Terra finora scoperti.

A stupire è la loro “invisibilità“. Tutti i buchi neri di cui gli astronomi sono a conoscenza, finora erano stati scoperti dall’emissione di luce radio o raggi X, prodotta dalla caduta di materiale all’interno del corpo celeste. Ma Gaia BH1 e Gaia BH2 sono veramente invisibili: possono essere rilevati solo dai loro effetti gravitazionali.

Ognuno di essi è parte di un sistema binario con una stella. Tuttavia, la distanza e le orbite delle loro stelle compagne sono molto più ampie rispetto ad altri sistemi simili. “Questi buchi neri probabilmente hanno una storia di formazione completamente diversa” ha spiegato Kareem El-Badry, ricercatore presso l’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics negli Stati Uniti e il Max-Planck Institute for Astronomy ad Heidelberg.

Astrometria: tracciare miliardi di stelle in movimento

L’astrometria è il metodo che rileva il moto di una stella effettuando misurazioni precise della sua posizione nel cielo. Questa tecnica può essere utilizzata anche per identificare i pianeti attorno a una stella, misurando minuscoli cambiamenti nella posizione della stella mentre oscilla attorno al centro di massa comune del sistema.

La missione Gaia dell’ESA, attraverso la sua indagine senza precedenti su tutto il cielo della posizione, della luminosità e del movimento di oltre un miliardo di stelle, sta generando un ampio set di dati, la cui accuratezza è essenziale per ricerche come questa.

Astrometria
La tecnica astrometrica utilizzata da Gaia. Credits: ESA, CC BY-SA 3.0 IGO

Il movimento delle stelle, infatti, può fornire indizi essenziali sugli oggetti che le influenzano gravitazionalmente, come i buchi neri individuati da El-Badry a partire dai dati di Gaia. La minuscola oscillazione delle stelle, compagne binarie di Gaia BH1 e Gaia BH2, ha testimoniato la presenza dei due mostri invisibili.

Gaia fornisce misurazioni accurate del movimento in tre direzioni, ma per capire più precisamente come le stelle si sono allontanate e avvicinate a noi, sono state necessarie ulteriori misurazioni della velocità radiale. Gli osservatori a terra hanno fornito questi valori per i buchi neri scoperti, confermandone la presenza.

Buchi neri invisibili: come individuarli?

I buchi neri spesso non sono completamente invisibili. Quando il materiale cade al loro interno, attratto dalla potente forza di gravità, possono emettere luce radio e raggi X. Per Gaia BH2, l’osservatorio spaziale a raggi X Chandra della NASA e il radiotelescopio sudafricano MeerKAT a Terra hanno anche cercato questa luce, ma non sono stati in grado di individuare alcun segnale.

Sia Gaia BH1 che Gaia BH2 non emettono alcuna luce, il che li rende praticamente invisibili, probabilmente perché sono molto più lontani dalle loro stelle compagne: hanno le orbite più separate di tutti i buchi neri conosciuti. Il fatto che siano anche i buchi neri conosciuti più vicini alla Terra suggerisce anche che molti altri buchi neri simili nelle binarie larghe sono ancora in attesa di essere scoperti.

Il problema è individuarli, ma le misure ultra-precise di Gaia sicuramente danno speranza agli scienziati. Il prossimo data release si baserà su 66 mesi di osservazioni e conterrà informazioni migliorate sulle orbite delle stelle. Nel frattempo, gli astronomi saranno impegnati a capire da dove provengono questi buchi neri in orbite larghe. El-Badry ha affermato:

Sospettavamo che potessero esistere buchi neri in sistemi più ampi, ma non eravamo sicuri di come si sarebbero formati. La loro scoperta significa che dobbiamo adattare le nostre teorie sull’evoluzione dei sistemi stellari binari, perché non è ancora chiaro come si formino questi sistemi.

Al momento, il Consorzio per l’elaborazione e l’analisi dei dati di Gaia sta sviluppando metodi per identificare le binarie astrometriche con compagni compatti. Prevedono di fornire un buon campione di candidati nel prossimo release. Intanto, BH1 e BH2 sono i primissimi due buchi neri trovati da Gaia.

Lo studio approfondito di El-Badry su Gaia BH2 è reperibile qui.

Astrospace.it è un progetto di divulgazione scientifica portato avanti da un gruppo di giovani fisici e ingegneri con una passione comune per lo spazio. Se ti piace quello che stai leggendo, puoi contribuire alla crescita della piattaforma attraverso il nostro abbonamento. Ai nostri abbonati riserviamo contenuti esclusivi e sempre in aggiornamento.

Entra anche tu in Astrospace.it Orbit.

Continua a seguire Astrospace.it su Telegram e Instagram.

Tags: astrometriabuchi neriGaiaStelle

Potrebbe interessarti anche questo:

Nel cerchio, la giovane protostella EC 53, nella nebulosa Serpente, in un'immagine nel vicino infrarosso della NIRCam del James Webb. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, Klaus Pontoppidan (NASA-JPL), Joel Green (STScI)

Il James Webb ha rivelato dove e come si formano i cristalli nei dischi protoplanetari di stelle giovani

Gennaio 22, 2026
Immagine infrarossa della galassia NGC 4490 ripresa da JWST, con la sorgente LRN AT 2011kp evidenziata, visibile in rosso per l’emissione della polvere prodotta dalla fusione stellare. Credits: A. Reguitti, A. Adamo/NASA/ESA/CSA

Scoperto con il James Webb cosa resta dalla fusione di due stelle

Gennaio 20, 2026
Questa immagine composita di Hubble mostra le nubi di detriti cs1 (2012) e cs2 (2023) attorno a Fomalhaut, formate da collisioni tra oggetti massicci; la stella è oscurata per evidenziare le strutture più deboli. Credits: NASA, ESA, P. Kalas (UC Berkeley), J. DePasquale (STScI)

Hubble ha osservato per la prima volta collisioni tra asteroidi in un sistema stellare vicino

Dicembre 19, 2025
Illustrazione artistica di una superkilonova: una stella massiccia esplode in una supernova, da cui nascono due stelle di neutroni che si fondono in una kilonova, generando onde gravitazionali e gli elementi più pesanti dell’Universo, come oro e platino. Credits: Caltech/K. Miller and R. Hurt (IPAC)

Un raro evento astronomico potrebbe essere una “superkilonova”, qualcosa di mai visto prima

Dicembre 17, 2025
Render artistico della forma particolare della supernova SN 2024ggi. Credits: ESO/L. Calçada

Osservata per la prima volta la forma di una supernova nelle sue fasi iniziali

Novembre 13, 2025
R136, un ammasso contenente alcune delle stelle più massicce conosciute, circa 120-150 masse solari, fotografato dal James Webb. Credits: NASA, ESA, and P. Crowther (University of Sheffield)

Il James Webb potrebbe aver osservato la prima popolazione di stelle dopo il Big Bang

Novembre 5, 2025
Attualmente in riproduzione

Cosa abbiamo imparato atterrando sulla Cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko?

Cosa abbiamo imparato atterrando sulla Cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko?

00:34:31

Jared Isaacman riuscirà a salvare la NASA? Ecco tutte le sfide che lo aspettano

00:24:19

Tutte le missioni lunari a cui sta lavorando l'Italia

00:26:20

La nuova manovra DYNAMIC BANKING di Starship spiegata!

00:16:52

Cosa sta succedendo alla NASA e ad Artemis? Chi avrà il primo allunaggio?

00:15:38

Dopo HALO e il Lunar Gateway: il futuro lunare spiegato da chi ci lavora

00:17:39

Il James Webb sta veramente rivoluzionando l’astrofisica?

00:17:09

Perché non siamo più tornati sulla Luna dopo Apollo 11?

00:15:39

Ecco come le onde gravitazionali stanno cambiando l'astrofisica!

00:15:55

Cosa sono e da dove provengono gli OGGETTI INTERSTELLARI come 3I/Atlas?

00:16:39

Un mese da record per Rocket Lab. La Cina affronta una crisi dei lanci spaziali - Launchpad

00:09:33

L'esplosione di Starship S36 cambia tutto?

00:11:19

Abbiamo visto da vicino HALO: il primo modulo del Lunar Gateway

00:18:34

Yuri Gagarin, il semi Dio che ha sfidato lo spazio – La vera storia di Vostok 1

00:11:41

La storia completa del lander che ha portato l'ITALIA sulla Luna

00:22:58

SpaceX può arrivare su Marte nel 2026? Aggiornamenti da Starship e Starbase

00:11:08

Euclid inizia la creazione del più grande Atlante cosmico della storia - Le nuove immagini spiegate

00:11:18

Diretta allunaggio Blue Ghost e LuGRE

03:00:24

Diretta ottavo volo di test di Starship - Lancio rinviato!

02:21:37

Il 2025 di Starship. Cosa aspettarci fra lanci, test e progressi a Starbase

00:14:32

BE-4 o Raptor? Ecco come funzionano i due motori di Blue Origin e SpaceX

00:15:12

La storia di Europa Clipper: alla ricerca di vita aliena intorno a Giove

00:21:59

I sette telescopi spaziali e terrestri più attesi nei prossimi dieci anni

00:20:14

Com'è andato il settimo volo (ed esplosione) di Starship? Un'analisi preliminare

00:08:43

Verso la Luna, e oltre - I progressi di Starship

00:10:37

La nuova analisi ambientale di Starbase e il settimo volo di Starship

00:08:56

La storia del Dream Chaser, il nuovo spazioplano americano pronto al lancio

00:20:05

Speciale elezioni americane - Questa settimana nello spazio 39

01:37:52

La storia di Ariane 6, il nuovo razzo pesante europeo. Sarà l'ultimo?

00:21:44

Polaris Dawn: la storia della più incredibile missione spaziale privata di sempre.

00:17:51

Sesto lancio di test Starship - Diretta

04:33:33

Che fine hanno fatto i lanciatori europei? Analisi di una crisi in corso

00:17:14

Come è andato il quarto volo di Starship? Una dettagliata analisi.

00:11:34

La storia di Starliner: l'ultima capsula spaziale che costruirà Boeing?

00:23:54

La Cina può veramente portare un astronauta sulla Luna prima del programma Artemis?

00:13:00

Come funziona un razzo a propulsione termica nucleare?

00:19:16

Manned Venus Flyby: la storia di quella volta che la NASA voleva mandare tre astronauti su Venere

00:15:21

Il terzo volo di test di Starship (IFT-3) è stato un successo o un (parziale) fallimento?

00:12:12

Perché si costruiscono ancora stazioni spaziali?

00:13:52

La missione IM-1 di Nova-C Odysseus è stata un successo o un fallimento?

00:10:11

Quanto costa il turismo spaziale? Confronto fra mezzi, orbite e opportunità

00:17:16

Cosa sono e a cosa servono gli Accordi Artemis?

00:15:40

Perché è ancora così difficile atterrare sulla Luna?

00:23:27

Starship: successo o fallimento?

00:19:30

Speciale Artemis 1 - Ecco la prima missione del nuovo Programma di esplorazione lunare Artemis

00:30:05

DART e LICIACube: la prima missione di difesa planetaria. Cosa succederà prima e dopo lo schianto?

00:39:10

La prima foto del "nostro" buco nero Sgr A*

01:07:58

La guida completa alla scelta di un telescopio - Live speciale

01:24:54

I cancelli del cielo - Geopolitica ed economia dello spazio

01:03:56

Com'è andato il quinto volo di Starship?

00:09:21

Il test del Raptor nello spazio, l'ultimo prima di portare la Starship in orbita

00:09:40

Cosa succederà durante il nono volo di Starship?

00:11:16

Lo Zhuque-3 cinese è pronto al lancio. Ecco tutto quello che sappiamo

00:22:23

Ecco le cose più interessanti da aspettare nella space economy del 2026

00:11:49

Nuove missioni, flyby e cosa succederà nel Sistema Solare nel 2026!

00:15:40

I più letti

  • Lo Space Launch System della missione Artemis II è arrivato al Pad 39B

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • È in corso la più intensa tempesta di radiazioni solari degli ultimi 20 anni

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Vast ha rinviato al 2027 il lancio della stazione Haven-1

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Blue Origin annuncia la sua megacostellazione satellitare: si chiamerà TeraWave

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

Le prime immagini del satellite CSG-FM3 della costellazione COSMO-SkyMed. A sinistra, Roma; al centro, Vancouver; a destra, il fiume Padma in Bangladesh. Credits: ASI

Quanto sono importanti le prime immagini del quinto satellite italiano della costellazione COSMO-SkyMed?

Gennaio 23, 2026

La giornata nazionale dello spazio e il ricordo del primo satellite italiano, il San Marco 1

Dicembre 16, 2025

Il Consiglio Ministeriale ESA 2025 non è il traguardo, ma un’ottima partenza – Lo spazio secondo me, di Paolo Ferri

Dicembre 16, 2025


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2023 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2024 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162