• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

I pianeti in orbita attorno al tipo di stella più comune potrebbero essere inabitabili

Un team di ricercatori ha studiato un esopianeta orbitante attorno a una nana rossa, il tipo di stella più comune, scoprendo che esso è rimasto privo di atmosfera a causa dell'attività della stella ospite.

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Ottobre 24, 2022
in Astronomia e astrofisica, Esplorazione spaziale, News, Scienza
Nana rossa ed esopianeta

Rappresentazione artistica di un pianeta in orbita attorno a una nana rossa. Stelle di questo tipo tendono ad essere magneticamente attive, ed eruttano con intensi bagliori che potrebbero spogliare l'atmosfera del pianeta o renderne inospitale la superficie. Credits: NASA/ESA/STScI/G. Bacon

Condividi su FacebookTweet

Il tipo di stella più comune nell’Universo è la nana rossa, o nana M, piccola e relativamente fredda. Uno studio recente sul pianeta GJ 1252b, simile alla Terra e in orbita attorno a una stella di questo tipo, ha provato che esso è privo di atmosfera, e quindi inabitabile.

Poiché le nane rosse sono molto comuni, la scoperta comporta che un gran numero di pianeti in orbita attorno a queste stelle potrebbe analogamente non avere atmosfera. Di conseguenza, è improbabile che ospitino esseri viventi.

Il pianeta senza atmosfera

GJ 1252b orbita attorno alla sua stella due volte nel corso di un giorno terrestre. È leggermente più grande della Terra ed è molto più vicino alla sua stella di quanto il nostro pianeta natale sia al Sole, cosa che rende questo esopianeta intensamente caldo e inospitale. E il vero problema è che la pressione di radiazione proveniente dalla stella è immensa, abbastanza da spazzare via l’atmosfera del pianeta.

Per determinare che GJ 1252b è privo di atmosfera, gli astronomi hanno misurato la radiazione infrarossa del pianeta, mentre la sua luce era oscurata durante un’eclissi. I risultati delle osservazioni hanno rivelato le torride temperature diurne dell’esopianeta: pari a 1500 K, talmente calde che oro, argento e rame si scioglierebbero.

I ricercatori hanno concluso che GJ 1252b non sarebbe in grado di trattenere un’atmosfera, a causa di:

  • L’intenso calore (che non potrebbe essere intrappolato neppure con un’enorme quantità di anidride carbonica).
  • La bassa pressione superficiale ipotizzata.

    Pianeta che perde l'atmosfera
    Animazione artistica che mostra come l’atmosfera di un pianeta può essere strappata via dalla sua stella ospite. Credits: NASA

Perché le nane rosse rendono inospitali i pianeti?

Le nane rosse tendono a produrre più bagliori e una maggiore attività superficiale rispetto a stelle come il Sole. Questa loro caratteristica, insieme al forte magnetismo, riduce ulteriormente la probabilità che i pianeti che orbitano loro attorno riescano a trattenere un’atmosfera. Michelle Hill, astrofisica all’Università della California Riverside e co-autrice dello studio, ha spiegato:

È possibile che le condizioni di questo pianeta possano essere un brutto segno per pianeti ancora più lontani da questo tipo di stella. Questo è qualcosa che impareremo dal James Webb Space Telescope, che osserverà pianeti come questi.

Nel nostro Sistema Solare, questo è il destino di Mercurio. Ha un’atmosfera estremamente sottile, composta da atomi spazzati via dalla sua superficie dal Sole. Il calore estremo del pianeta fa sì che questi atomi si disperdano nello spazio.

In ogni caso, non tutto è perduto. Innanzitutto, se un pianeta è abbastanza lontano dalla nana rossa, potrebbe potenzialmente trattenere l’atmosfera. “Non possiamo ancora concludere che tutti i pianeti rocciosi attorno a queste stelle vengano ridotti al destino di Mercurio” ha detto Hill. “Rimango ottimista”.

ANNUNCIO

Ci sono circa 5.000 stelle nel “vicinato” del Sistema Solare, la maggior parte delle quali nane rosse. Tuttavia, anche se i pianeti in orbita attorno a esse dovessero essere tutti inospitali, ci sono ancora circa 1.000 stelle simili al Sole che potrebbero nascondere pianeti abitabili.

Lo studio di un team di ricerca dell’Università della California Riverside, pubblicato su The Astrophysical Journal Letters, è disponibile qui.

Continua a seguire Astrospace.it sul canale Telegram, sulla pagina Facebook e sul nostro canale Youtube. Non perderti nessuno dei nostri articoli e aggiornamenti sul settore aerospaziale e dell’esplorazione dello spazio.

ANNUNCIO
Tags: AtmosferaEsopianetinana rossaStellevita extraterrestre

Potrebbe interessarti anche questo:

Due immagini di Saturno ottenute da Hubble mostrano il decagono atmosferico attorno al Polo Sud, diventato progressivamente più evidente nelle osservazioni raccolte dal 2023. Credits: NASA, ESA, STScI, A. Sánchez-Lavega (University of the Basque Country), A. Simon (NASA-GSFC), M. Wong (UC Berkeley)

Hubble ha osservato un decagono attorno al Polo Sud di Saturno. Ecco cosa sappiamo

Settembre 3, 2026
In primo piano, l'antenna DV-59 del radiotelescopio ALMA in Cile. Credits: ALMA/Alex Pérez

Uno studio propone di estendere la ricerca di segnali extraterrestri a nuove frequenze radio

Luglio 24, 2026
La galassia nana Sextans A osservata dal James Webb. Combinando le osservazioni del telescopio con modelli teorici, il team ha ricostruito la popolazione di stelle evolute della galassia e identificato le principali sorgenti di polvere cosmica in un ambiente che riproduce le condizioni delle prime galassie dell’universo. Credits: NASA/ESA/CSA/STScI, Janice Lee (NoirLab)

Il James Webb ha trovato le stelle che producevano polvere cosmica nell’Universo primordiale

Luglio 21, 2026
Render artistico del gigante gassoso WD 1856 b, che è sopravvissuto alla morte della sua stella. Credits: NASA, ESA, CSA, R. Crawford (STScI)

Il James Webb ha osservato un pianeta sopravvissuto alla morte della sua stella

Luglio 2, 2026
Dettaglio del mosaico realizzato da Euclid del centro della Via Lattea. A destra sono visibili dense nubi molecolari che oscurano parte della luce proveniente dal rigonfiamento galattico, mentre verso sinistra il numero di nubi diminuisce e appare più chiaramente la brillante popolazione stellare del bulge, la regione centrale della nostra Galassia. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, CFHT

Nel cuore della Via Lattea con Euclid. Ecco cosa ci racconta il secondo Quick Data Release

Giugno 24, 2026
Raffigurazione artistica della missione DAPHNE. Credits: Laboratory for Atmospheric and Space Physics/Mary Tostanoski

La NASA ha selezionato la missione DAPHNE, per studiare il legame tra atmosfera terrestre e meteo spaziale

Giugno 19, 2026
Attualmente in riproduzione
ANNUNCIO

I più letti

  • Rappresentazione artistica di un fascio di fotoni ad altissima energia emessi dal GRB 221009A che attraversa lo spazio-tempo quantistico. Credits: Giorgio Galanti/Generato con IA

    Il fotone più energetico mai osservato da un lampo gamma potrebbe mettere alla prova la relatività di Einstein

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Tutto pronto per il lancio dei satelliti FLEX e Sentinel 3C con Vega-C

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Finalmente il razzo europeo Spectrum di Isar Aerospace ha raggiunto l’orbita per la prima volta

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • L’esperimento LZ ha rilevato un’interazione che potrebbe essere compatibile con la materia oscura

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Set 10
9:00 pm - 11:00 pm

Presentazione “La Guida completa ai razzi Falcon”

Set 23
Settembre 23 @ 9:30 am - Settembre 25 @ 6:30 pm

BEX (Beyond Exploration Expo)

Ott 3
4:30 pm - 6:00 pm

Presentazione “La Guida completa ai razzi Falcon”

Ott 17
10:00 am - 6:00 pm

ESPLORAZIONI 2026

Vedi Calendario

Gli ultimi approfondimenti

Il Nancy Grace Roman Space Telescope incapsulato all'interno del Falcon Heavy che lo lancerà nello spazio il 30 agosto 2026.

Quando, dove e perché seguire il lancio del telescopio spaziale Nancy Grace Roman

Agosto 29, 2026
Eclissi parziale di Luna

È in arrivo un’eclissi parziale di Luna, visibile anche dall’Italia: ecco come e quando osservarla

Agosto 26, 2026
Eclissi solare totale dell'8 aprile 2024 da Dallas, Texas. Credits: NASA/Keegan Barber

Eclissi di Sole il 12 agosto 2026: tutto ciò che serve sapere per osservarla

Agosto 11, 2026
ANNUNCIO


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162