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Scoperto un nuovo esopianeta su Proxima Centauri

Un team di astronomi ha identificato un nuovo pianeta in orbita a Proxima Centauri. E' il terzo scoperto del sistema planetario formatosi attorno alla stella ed è uno dei più leggeri esopianeti mai osservati.

Chiara De Piccoli di Chiara De Piccoli
Febbraio 10, 2022
in Astronomia e astrofisica, Esplorazione spaziale, News
Rappresentazione artistica di Proxima Centauri d, il terzo pianeta del sistema planetario più vicino al Sole. Crediti: ESO

Rappresentazione artistica di Proxima Centauri d, il terzo pianeta del sistema planetario più vicino al Sole. Crediti: ESO

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Il nuovo pianeta scoperto si chiama Proxima Centauri d. La sua stella, una nana rossa distante solo 4,2 anni luce dal Sole, conosciuta come Proxima Centauri, ospita già altri due esopianeti. Questo però è il più vicino e il più leggero del sistema planetario. Esso infatti completa un orbita in soli 5 giorni, trovandosi a 4 milioni di chilometri dalla stella, ossia un decimo  della distanza che separa Mercurio dal Sole. La sua massa invece è pari a un quarto di quella terrestre, rendendolo anche uno degli esopianeti più leggeri mai scoperti.

Proxima Centauri d è stato scoperto grazie all’elevata precisione dello spettrografo ESPRESSO, situato nel VLT (Very Large Telescope) in Cile. Questo strumento utilizza il metodo delle velocità radiali per identificare nuovi pianeti. Osserva quindi le variazioni dello spettro di una stella, che viene perturbata gravitazionalmente dalla presenza di un esopianeta. Questa perturbazione diventa meno significativa al diminuire della massa del mondo in orbita alla stella. Quella di Proxima Centauri dovuta al nuovo pianeta scoperto è estremamente piccola: la stella infatti si muove avanti e indietro di 40 cm al secondo, pari a 1,44 chilometri orari. Sebbene quindi il segnale di questa oscillazione fosse piccolo, non è sfuggito ad ESPRESSO e al team di astronomi responsabili della scoperta.

Proxima Centauri e i suoi pianeti

Proxima Centauri è la stella più vicina al Sole. La presenza di non uno, ma ben tre esopianeti la rende un obbiettivo estremamente interessante per le future missioni spaziali. Nominati col nome della stella seguita dalle lettere b, c, d, in ordine di scoperta, questi pianeti hanno caratteristiche differenti.

Il primo è stato annunciato nel 2016. La sua scoperta è avvenuta grazie allo spettrografo HARPS, posto nel telescopio di 3,6 m di diametro dell’Osservatorio di La Silla. Analizzando lo spettro ottenuto della stella è stato possibile identificare una sua oscillazione, dovuta alla presenza di un pianeta, Proxima Centauri b. Questo ha dimensioni simili alla Terra e si trova nella regione abitabile della stella, ossia a una distanza tale da conservare l’acqua in stato liquido. Completa un’orbita attorno a Proxima Centauri in 11 giorni. Grazie alle sue caratteristiche è classificato uno degli esopianeti più simili alla Terra.

Una immagine di Alpha Centauri AB, e in basso di Alpha Centauri, la nana rossa più vicina alla Terra. La luce blu intorno a Alpha Centauri AB è dovuta al processo fotografico. La stella appare infatti gialla come il nostro sole. Credits: igitized Sky Survey 2
Una immagine di Alpha Centauri AB, e in basso di Alpha Centauri, la nana rossa più vicina alla Terra. La luce blu intorno a Alpha Centauri AB è dovuta al processo fotografico. La stella appare infatti gialla come il nostro sole. Credits: igitized Sky Survey 2

Mentre questo pianeta è stato confermato nel 2020, Proxima Centauri c è invece tuttora un candidato esopianeta. La sua scoperta è avvenuta sempre grazie ad HARPS, che ha identificato il segnale di un oggetto circa sette volte più massivo della Terra e con un’orbita di 5 anni. Dagli studi effettuati per confermare la natura di esopianeta di Proxima Centauri b, si è osservato per la prima volta un debole segnale associato alla presenza di un esopianeta con un periodo di 5 giorni. Quello che è stato chiamato appunto Proxima Centauri d.

Un nuovo sguardo all’Universo

L’identificazione di Proxima Centauri d rappresenta un importante traguardo per la comunità scientifica. La precisione di ESPRESSO ha dimostrato quindi le potenzialità di questo strumento, e quelle della tecnica delle velocità radiali, nell’identificazione di mondi leggeri e ravvicinati alla propria stella. Proxima Centauri d ha aperto le porte alla ricerca di questo tipo di esopianeti, che si pensano essere i più abbondanti nell’Universo. In collaborazione con Extreme Large Telescope europeo, in costruzione presso il sito di Atamaca, continuerà ad ampliare sempre più il catalogo degli esopianeti e la nostra comprensione sulla loro formazione ed evoluzione.

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Tags: AstrofisicaEsopianetiESPRESSOHARPSProxima Centauri

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