• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Ecco le prime osservazioni di Marte, effettuate con il James Webb

La NASA ha rilasciato oggi le prime immagini scattate dalla NIRCam del telescopio spaziale Webb. I dati dello spettrometro NIRSpec hanno permesso di ricostruire nel dettaglio la composizione atmosferica del Pianeta Rosso.

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Settembre 19, 2022
in Astronomia e astrofisica, ESA, NASA, News, Scienza, Sistema solare
Osservazioni di Marte con James Webb
Condividi su FacebookTweet

Il James Webb ha catturato le prime immagini e i primi spettri di Marte. Essi forniscono una prospettiva a infrarossi unica sul Pianeta Rosso, integrando i dati raccolti da orbiter, rover e altri telescopi.

Le prime immagini sono state acquisite dalla Near Infrared Camera (NIRCam) e mostrano una regione dell’emisfero orientale del pianeta a due diverse lunghezze d’onda dell’infrarosso. Il primo dato spettrale nel vicino infrarosso di Marte, invece, l’ha acquisito il Near InfraRed Spectrometer (NIRSpec). Queste osservazioni sono state condotte nell’ambito del programma GTO (Guaranteed Time Observation) del ciclo 1 di Webb sul Sistema Solare, guidato da Heidi Hammel di AURA.

Come il Webb ha osservato Marte?

La postazione di osservazione esclusiva di Webb, nel punto lagrangiano L2 del sistema Terra-Sole, offre una vista sulla stessa porzione superficie di Marte osservabile da Terra. Di conseguenza, Webb può catturare immagini e spettri con la risoluzione necessaria per studiare fenomeni a breve termine. Tra essi le tempeste di polvere, i modelli meteorologici, i cambiamenti stagionali e, in una singola osservazione, i processi che si verificano in momenti diversi (giorno, tramonto e notte) di una giornata marziana.

ANNUNCIO

Data la sua vicinanza, il Pianeta Rosso è uno degli oggetti più luminosi del cielo notturno sia in termini di luce visibile, che gli occhi umani possono vedere, che di luce infrarossa, che Webb è progettato per rilevare. Gli strumenti di Webb sono così sensibili che la luce infrarossa proveniente da Marte è accecante, causando un fenomeno noto come saturazione del rivelatore. Gli astronomi quindi hanno utilizzato esposizioni molto brevi, misurando solo una parte della luce che colpisce i rivelatori e applicando speciali tecniche di analisi dei dati.

Cosa mostrano le prime immagini

L’immagine seguente mostra a sinistra una mappa di riferimento simulata della superficie della NASA e del Mars Orbiter Laser Altimeter (MOLA). A destra vediamo in alto un’immagine NIRCam dominata dalla luce solare riflessa a 2,1 micron. Essa rivela quindi dettagli della superficie simili a quelli evidenti nelle immagini a luce visibile. Sono evidenti gli anelli del cratere Huygens, la roccia vulcanica scura di Syrtis Major e la luminosità del bacino di Hellas.

In basso invece è riportata un’immagine NIRCam a lunghezza d’onda maggiore, circa 4,3 micron. Essa mostra l’emissione termica, ovvero la luce emessa dal pianeta quando perde calore. La luminosità della luce a 4,3 micron è legata alla temperatura della superficie e dell’atmosfera. La regione più luminosa del pianeta si trova dove il Sole è quasi sopra la testa, perché è generalmente più calda.

La luminosità diminuisce verso le regioni polari, che ricevono meno luce solare, e viene emessa meno luce dall’emisfero settentrionale, più freddo, che in questo periodo dell’anno sta vivendo l’inverno. Questa immagine, quindi, rivela le differenze di temperatura con la latitudine e l’ora del giorno, nonché l’oscuramento del Bacino di Hellas causato dagli effetti atmosferici. L’area gialla brillante è appena al limite di saturazione del rivelatore.

ANNUNCIO
Le prime immagini di Marte del Webb
Composizione d’immagini in cui in alto e in basso a destra compaiono le prime osservazioni di Marte da parte del James Webb Space Telescope. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, Mars JWST/GTO team

Effetti concorrenti distinguibili dai dati di Webb

La temperatura non è l’unico fattore che influenza la quantità di luce alla lunghezza d’onda di 4,3 micron che raggiunge Webb con questo filtro. Quando la luce emessa dal pianeta passa attraverso l’atmosfera di Marte, una parte viene assorbita dalle molecole di anidride carbonica (CO2). Geronimo Villanueva del Goddard Space Flight Center della NASA, che ha progettato queste osservazioni di Webb, ha spiegato:

Il bacino di Hellas si trova a un’altitudine più bassa e quindi ha una pressione atmosferica più elevata. Questa maggiore pressione porta a una soppressione dell’emissione termica in questo particolare intervallo di lunghezze d’onda (4,1-4,4 micron) a causa di un effetto chiamato allargamento della pressione.

Quindi il Bacino di Hellas, la più grande struttura d’impatto ben conservata su Marte, con un’estensione di oltre 2.000 chilometri, appare più scuro dell’ambiente circostante a causa dell’allargamento della pressione, non dell’emissione termica. I dati di Webb potranno permettere di comprendere i diversi segnali che conducono a distinguere fenomeni ed effetti differenti.

Il primo spettro nell’infrarosso di Marte

Il team di ricercatori che ha ricostruito le prime immagini del Pianeta Rosso da parte del Webb ha anche pubblicato il primo spettro di Marte nel vicino infrarosso. Questo dimostra ancora una volta la capacità di Webb di studiare il nostro più prossimo vicino con la tecnica astronomica della spettroscopia.

Mentre le immagini mostrano le differenze di luminosità integrate su un gran numero di lunghezze d’onda da un luogo all’altro del pianeta in un particolare giorno e ora, lo spettro mostra le sottili variazioni di luminosità tra centinaia di diverse lunghezze d’onda rappresentative del pianeta nel suo complesso.

Gli astronomi analizzeranno le caratteristiche dello spettro per raccogliere ulteriori informazioni sulla superficie e sull’atmosfera del pianeta. Lo spettro è stato ottenuto combinando le misure di tutte e sei le modalità di spettroscopia ad alta risoluzione di NIRSpec.

Spettro di Marte del Webb
Spettro di Marte che ne mostra la composizione chimica atmosferica, catturato con lo strumento NIRSpec del telescopio spaziale James Webb. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, Mars JWST/GTO team

L’analisi preliminare dell’atmosfera marziana

L’analisi preliminare mostra una ricca serie di caratteristiche spettrali che contengono informazioni sulla polvere, sulle nubi ghiacciate, sul tipo di rocce presenti sulla superficie del pianeta e sulla composizione dell’atmosfera. Risulta inoltre che Marte è dominato dalla luce solare riflessa a lunghezze d’onda inferiori a 3 micron, e dall’emissione termica a lunghezze d’onda superiori. Inoltre, le cadute spettrali appaiono a lunghezze d’onda specifiche in cui la luce viene assorbita dalle molecole dell’atmosfera di Marte, in particolare anidride carbonica, monossido di carbonio e acqua.

Altri dettagli rivelano informazioni su polvere, nubi e caratteristiche della superficie. Costruendo un modello ottimale dello spettro, utilizzando ad esempio il Planetary Spectrum Generator, sarà possibile ricavare le abbondanze di determinate molecole nell’atmosfera. In futuro, il team utilizzerà questi dati per esplorare le differenze regionali sul pianeta e per cercare tracce di gas nell’atmosfera, tra cui metano e cloruro d’idrogeno.

Continua a seguire Astrospace.it sul canale Telegram, sulla pagina Facebook e sul nostro canale Youtube. Non perderti nessuno dei nostri articoli e aggiornamenti sul settore aerospaziale e dell’esplorazione dello spazio.

Tags: infrarossoJames WebbJames Webb Space TelescopeMartePianeta rossoSpettroscopia

Potrebbe interessarti anche questo:

Il rover Perseverance della NASA, su Marte dal 2021. Credits: NASA/JPL

Perseverance ha superato Opportunity nel record di distanza percorsa su un altro mondo

Ottobre 13, 2026
La galassia nana che ospita FRB 20240304B, indicata dalla croce bianca, ripresa nel vicino infrarosso dalla camera NIRCam del telescopio spaziale James Webb. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, T. Nanayakkara (USYD)

Il James Webb ha identificato la galassia del lampo radio veloce più lontano mai osservato

Ottobre 9, 2026
Render artistico del telescopio spaziale PRIMA. Credits: NASA JPL-Caltech

La NASA ha selezionato il telescopio PRIMA come prima missione della classe Probe Explorers

Settembre 24, 2026
Mosaico ottenuto dal rover Perseverance che mostra la Margin Unit, un'area geologica che abbraccia l'interno del bordo del cratere Jezero. Credits: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Il rover Perseverance ha scoperto che l’acqua ha modificato più volte le rocce del cratere Jezero su Marte

Settembre 22, 2026
Un render del telescopio spaziale Nancy Grace Roman della NASA. Credits: NASA Goddard Space Flight Center Scientific Visualization Studio

Lo strumento scientifico principale del telescopio Roman è stato attivato per la prima volta nello spazio

Settembre 16, 2026
Pannelli solari e l'ombra del rover Zhurong sulla superficie di Marte per nel corso della missione Tianwen-1 nel 2021. Credits: CNSA

Prosegue lo sviluppo della missione cinese Tianwen-3, in vista del lancio verso Marte nel 2028

Settembre 8, 2026
Attualmente in riproduzione
ANNUNCIO

I più letti

  • starship starlink

    Oltre mille manovre evasive al giorno per i satelliti Starlink

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Ecco le prime immagini della Terra acquisite dai satelliti Eaglet II della costellazione italiana IRIDE

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Entro il 2026 saranno completati i 931 segmenti dello specchio primario dell’ELT

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • SpaceX verso una rete mobile Starlink

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Ott 17
10:00 am - 6:00 pm

ESPLORAZIONI 2026

Vedi Calendario

Gli ultimi approfondimenti

Il Nancy Grace Roman Space Telescope incapsulato all'interno del Falcon Heavy che lo lancerà nello spazio il 30 agosto 2026.

Quando, dove e perché seguire il lancio del telescopio spaziale Nancy Grace Roman

Agosto 29, 2026
Eclissi parziale di Luna

È in arrivo un’eclissi parziale di Luna, visibile anche dall’Italia: ecco come e quando osservarla

Agosto 26, 2026
Eclissi solare totale dell'8 aprile 2024 da Dallas, Texas. Credits: NASA/Keegan Barber

Eclissi di Sole il 12 agosto 2026: tutto ciò che serve sapere per osservarla

Agosto 11, 2026
ANNUNCIO


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162