• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

La prima foto di un sistema multiplanetario di una stella simile al Sole

Il VLT dell'ESO ha scattato un'altra storica foto. Per al prima volta è stato ripreso un sistema multiplanetario di una stella simile al Sole.

Stefano Piccin di Stefano Piccin
Luglio 23, 2020
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
Il sistema TYC 8998-760-1 Credits: ESO/Bohn et al.

Il sistema TYC 8998-760-1 Credits: ESO/Bohn et al.

Condividi su FacebookTweet

Il VLT (Very Large Telescope) dell’ESO colpisce ancora. L’Osservatorio Europeo Australe è riuscito a scattare per la prima volta una foto di un sistema multiplanetario in orbita intorno ad una stella simile al Sole. Non era mai riuscita un’osservazione come questa.

I sistemi con più di un esopianeta sono estremamente rari, e finora stelle simili al Sole erano state trovate con un solo pianeta nella loro orbita. Il sistema multiplanetario osservato dall’ESO questa volta, ha due esopianeti giganti e si trova a circa 300 anni luce da noi, il suo nome è TYC 8998-760-1. L’osservazione è stata condotta con lo stesso telescopio che solo qualche settimana fa ha fotografato per la prima volta la nascita di un pianeta.

Questa scoperta ci mostra un’istantanea di un ambiente molto simile al nostro Sistema Solare, ma in una fase molto precedente della propria evoluzione.

Queste le parole di Alexander Bohn, studente di dottorato all’Università di Leida nei Paesi Bassi, che ha guidato la ricerca pubblicata oggi sulla rivista The Astrophysical Journal Letters.

Matthew Kenworthy, professore associato presso l’Università di Leida e coautore della fotografia, ha chiarito che gli astronomi conoscono ormai migliaia di esopianeti nella nostra galassia, ma pochissimi sono stati fotografati direttamente. Queste osservazioni dirette sono fra le più importanti per studiare questi pianeti e cercare ambienti in grado di ospitare la vita.

Sistema multiplanetario
Il sistema TYC 8998-760-1 Credits: ESO/Bohn et al.

La foto

Nella fotografia del sistema multiplanetario TYC 8998-760-1, i due pianeti appaiono come due puntini luminosi, indicati dalle due frecce nell’immagine poco sopra. In alto a sinistra è invece presente la stella, rappresentata da un punto luminoso cerchiato. Questo anello luminoso, come i bagliori intorno, sono artefatti ottici della luce. Tutti gli altri punti luminosi nell’immagine sono altre stelle, presenti “sullo sfondo”.

E’ stato possibile riconoscere i pianeti rispetto alle altre stelle in base al loro movimento osservato scattando foto in diversi periodi. Le foto scattate lo scorso anno sono infatti state confrontate con quelle del 2018 e 2017 prima di arrivare ad una conclusione. L’osservazione dei pianeti è stata però possibile grazie allo strumento SPHERE del VLT. Questo è dotato di un coronagrafo che blocca la luce intensa della stella, permettendo perciò di vedere i pianeti molto meno luminosi.

La stella al centro di questo sistema è particolarmente simile al Sole ma non è altrettanto vecchia. TYC 8998-760-1 ha infatti solo 17 milioni di anni, contro i più di 4 miliardi e mezzo della nostra stella. I due giganti gassosi sono inoltre molto diversi da quelli che conosciamo noi. Il più vicino alla sua stella si trova a 160 volte la distanza fra la Terra e il Sole e il secondo a 320 volte. Distanze molto diverse rispetto a quella di Giove che ad esempio si trova a solo 5 volte la distanza Terra-Sole dal Sole stesso.

Anche le dimensioni di questi due giganti gassosi sono particolari. Il più vicino ha 14 volte la massa di Giove e il secondo 6 volte. Con le prossime osservazioni, che saranno condotte in futuro anche con il ELT (Extremely Large Telescope) in costruzione, si tenterà di capire se questi pianeti sono stati catturati dalla stella o se si sono originati direttamente lì. Oltre a questo resta da capire se questo sistema multiplanetario, come altri simili, non abbiano anche altri pianeti ben più piccoli, e quindi meno luminosi, nelle loro orbite.

Articolo Two directly-imaged, wide-orbit giant planets around the young, solar analogue TYC 8998-760-1

Tags: ESOEsopianetiSistema multiplanetarioVLT

Potrebbe interessarti anche questo:

Render artistico del gigante gassoso WD 1856 b, che è sopravvissuto alla morte della sua stella. Credits: NASA, ESA, CSA, R. Crawford (STScI)

Il James Webb ha osservato un pianeta sopravvissuto alla morte della sua stella

Luglio 2, 2026
Scie luminose lasciate dai satelliti sopra il deserto di Atacama, in Cile, in appena un'ora di osservazione. In primo piano si vede la cupola dell'Extremely Large Telescope (ELT) in costruzione, mentre sullo sfondo sono visibili i laser del Very Large Telescope (VLT) dell'ESO. Credits: F. Kamphues, ESO/M. Kornmesser

Mega-costellazioni di satelliti: un nuovo studio dell’ESO stima il limite sostenibile per l’astronomia

Luglio 1, 2026
Dettaglio del mosaico realizzato da Euclid del centro della Via Lattea. A destra sono visibili dense nubi molecolari che oscurano parte della luce proveniente dal rigonfiamento galattico, mentre verso sinistra il numero di nubi diminuisce e appare più chiaramente la brillante popolazione stellare del bulge, la regione centrale della nostra Galassia. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, CFHT

Nel cuore della Via Lattea con Euclid. Ecco cosa ci racconta il secondo Quick Data Release

Giugno 24, 2026
Render artistico di una stella nana ultrafredda e di un pianeta roccioso che le orbita attorno. Credits: NASA/JPL-Caltech

Il Canada propone POET, una nuova missione per la ricerca di esopianeti

Maggio 4, 2026
Spostamento del telescopio spaziale PLATO dell'ESA fuori dal Large Space Simulator presso il centro ESTEC nei Paesi Bassi. Credits: ESA

La missione PLATO dell’ESA ha superato una prima campagna di test pre-lancio

Aprile 24, 2026
Render artistico dell'esopianeta 29 Cygni b, con una massa 15 volte quella di Giove. Credits: NASA, ESA, CSA, Joseph Olmsted (STScI)

Il James Webb ha osservato 29 Cygni b, che mette in discussione il confine tra pianeti e stelle

Aprile 15, 2026
Attualmente in riproduzione
ANNUNCIO

I più letti

  • booster 20 super heavy

    Spacex annuncia data e obiettivi del tredicesimo volo di Starship

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Dove, quando e perché seguire il tredicesimo volo di test di Starship

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • L’ESA assegna alla spagnola EMXYS la realizzazione del lander Don Quijote per la missione RAMSES

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Dragonfly: completati i test strutturali, continua l’assemblaggio del drone NASA che volerà su Titano

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

La nube molecolare LDN 10 appare come una vasta struttura scura che interrompe la luce proveniente dalle decine di milioni di stelle del bulge galattico. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, CFHT

Tre anni dal lancio del telescopio europeo Euclid, che continua a sorprenderci

Luglio 1, 2026
La prima Starship V3 completamente assemblata sul pad 2 a Starbase. Credits: SpaceX

Dove, quando e perché seguire il dodicesimo volo di Starship

Maggio 22, 2026
La capsula Orion "Integrity" di Artemis II nello spazio il 7 aprile 2026. Credits: NASA

Ecco quando, dove e perché seguire il rientro sulla Terra di Artemis II

Aprile 9, 2026


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162