Il Vietnam ha aderito agli Accordi Artemis, diventando il 78esimo Paese firmatario. La firma è avvenuta durante la Vietnam International Digital Week, organizzata nella città di Ha Long. A sottoscrivere gli Accordi a nome del Paese è stato Vũ Hải Quân, ministro della Scienza e della Tecnologia del Vietnam, alla presenza dell’ambasciatrice statunitense Jennifer Wicks.
Il vice amministratore della NASA Matt Anderson è intervenuto con un messaggio registrato, sottolineando che l’adesione arriva in una fase importante per lo sviluppo del programma spaziale vietnamita. La NASA e il Vietnam National Space Center collaborano già in diversi ambiti, tra cui lo sviluppo di tecnologie satellitari, lo studio del territorio e l’osservazione della Terra tramite radar.
La firma rappresenta quindi un ulteriore passo nei rapporti tra Stati Uniti e Vietnam, che da oltre trent’anni collaborano in diversi settori e che nel 2023 hanno elevato le proprie relazioni diplomatiche a Comprehensive Strategic Partnership, il livello più alto previsto dal sistema diplomatico vietnamita.

Il programma spaziale del Vietnam
Negli ultimi anni il Vietnam ha investito nello sviluppo delle proprie capacità spaziali, concentrandosi soprattutto sull’osservazione della Terra e sull’utilizzo dei dati satellitari per il monitoraggio ambientale, la gestione del territorio e la prevenzione dei disastri naturali.
Uno dei principali risultati è arrivato il 13 marzo 2026, con l’inaugurazione del Vietnam National Space Center, situato nell’area tecnologica di Hoa Lac, vicino ad Hanoi. Il complesso è stato realizzato grazie alla collaborazione con il Giappone, con un investimento superiore a 260 milioni di dollari, e comprende infrastrutture per il controllo dei satelliti, la ricezione e l’elaborazione dei dati, laboratori di ricerca e strutture dedicate alla formazione.
Il centro avrà un ruolo importante anche nel programma LOTUSat-1, il primo satellite radar per l’osservazione della Terra del Vietnam. Il satellite, sviluppato in collaborazione con il Giappone, utilizzerà un radar ad apertura sintetica (SAR), una tecnologia che permette di osservare la superficie terrestre anche di notte e in presenza di copertura nuvolosa.
Queste capacità sono particolarmente utili per un Paese come il Vietnam, di frequente interessato da tifoni, alluvioni e altri eventi meteorologici estremi. I dati raccolti da LOTUSat-1 potranno essere utilizzati per monitorare le aree colpite da disastri naturali, seguire i cambiamenti del territorio e supportare la gestione delle risorse.
Il satellite ha già completato la fase di costruzione ed è in attesa del lancio, attualmente previsto entro la fine del 2027. Il progetto comprende anche un programma di trasferimento tecnologico e formazione di personale vietnamita, con l’obiettivo di sviluppare progressivamente competenze nazionali nella progettazione e nella gestione dei satelliti.
La collaborazione con la NASA si sta intanto ampliando anche sul piano scientifico. Nel corso del 2026, l’Agenzia statunitense ha avviato una collaborazione con la Vietnamese-German University nell’ambito della missione Soil Moisture Active Passive (SMAP), dedicata alla misurazione dell’umidità del suolo su scala globale.
Gli Accordi Artemis continuano a crescere
Il Vietnam è il primo Paese ad aderire agli Accordi Artemis dopo l’Uzbekistan, che aveva firmato il 19 ottobre a Samarcanda. Con questa nuova adesione, il numero dei firmatari sale a 78, ben 19 in più rispetto alla fine del 2025.
Gli Accordi sono stati introdotti nel 2020 dalla NASA e dal Dipartimento di Stato statunitense, insieme ad altri sette Paesi fondatori, tra cui l’Italia. Si tratta di una serie di principi per rendere le attività spaziali più sicure, trasparenti e coordinate, nel rispetto dei principali trattati internazionali già esistenti.
I Paesi firmatari si impegnano, tra le altre cose, a utilizzare lo spazio per scopi pacifici, condividere i dati scientifici, prestare assistenza agli astronauti in difficoltà, evitare interferenze tra le attività di missioni diverse e tutelare i siti di particolare valore storico.
La crescita degli Accordi accompagna una fase di trasformazione del programma Artemis. La NASA sta lavorando al ritorno degli astronauti sulla superficie lunare e alla realizzazione di una presenza umana duratura nella cosiddetta Moon Base, la base lunare, ma deve ancora affrontare diverse difficoltà.
L’Agenzia sta anche valutando come coinvolgere maggiormente i Paesi firmatari nelle attività lunari, anche attraverso lo sviluppo di strumenti scientifici, dimostratori tecnologici e piccoli satelliti.











