Si è conclusa con successo la campagna di test del rover ETNA (Exploration Technology for Navigation & Autonomy), sviluppato nell’ambito del programma Universal Locomotion System dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Per alcune settimane il rover ha operato sulle pendici dell’Etna, dove ha affrontato terreni vulcanici scelti per le loro somiglianze con alcune aree della superficie lunare.
La campagna aveva l’obiettivo di verificare il funzionamento dei sistemi di mobilità e navigazione in un ambiente naturale particolarmente impegnativo. L’ASI ha annunciato oggi che il rover ha completato con successo le prove, dimostrando di poter affrontare superfici irregolari e terreni poco compatti, condizioni simili a quelle che potrebbero essere incontrate nelle future missioni dirette verso il Polo Sud della Luna.
Il progetto è coordinato e finanziato dall’ASI. Lo sviluppo del rover è guidato da Thales Alenia Space Italia, con il contributo dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e di Leonardo, IIT, ALTEC, AIKO, Politecnico di Torino e Volta Structural Energy.
Perché il rover è stato testato sull’Etna?
Prima di essere utilizzati nello spazio, i rover vengono provati in ambienti terrestri che riproducono, almeno in parte, le caratteristiche del terreno extraterrestre. L’Etna è uno dei siti scelti più frequentemente in Europa perché le sue colate laviche, i depositi di materiale vulcanico e i forti dislivelli rappresentano un buon banco di prova per verificare come un veicolo si muove su superfici difficili.
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Nel corso della campagna sono stati messi alla prova i sistemi di locomozione, la navigazione autonoma e la capacità del rover di operare senza un controllo continuo da parte degli operatori. Queste tecnologie saranno fondamentali nelle future missioni lunari, dove il ritardo nelle comunicazioni con la Terra rende necessario affidare ai rover una parte crescente delle decisioni operative.
ETNA è stato sviluppato per validare le tecnologie che potranno essere impiegate nelle prossime missioni di esplorazione della Luna. L’obiettivo del programma Universal Locomotion System è infatti sviluppare una piattaforma robotica in grado di trasportare strumenti scientifici, supportare le attività degli astronauti e operare in modo autonomo negli ambienti estremi della superficie lunare.










