UVEX (Ultraviolet Explorer), il futuro telescopio spaziale per l’ultravioletto della NASA, ha superato la revisione chiamata Key Decision Point C (KDP-C), che gli permette di entrare nella fase di sviluppo completo. La revisione fissa anche costi e tempi di riferimento: il lancio dovrà avvenire non oltre gennaio 2031, con un costo complessivo per tutto il ciclo di vita della missione di 590 milioni di dollari.
UVEX è stato selezionato dalla NASA nel febbraio 2024 come nuova missione Medium Explorer (MIDEX), una delle categorie del programma Explorers. Il telescopio farà una mappatura di tutto il cielo nell’ultravioletto, in due bande, e potrà riorientarsi rapidamente per osservare fenomeni come le esplosioni di supernova e le fusioni di stelle di neutroni. La responsabile scientifica è Fiona Harrison, del Caltech, che aveva già guidato la missione a raggi X NuSTAR.
Secondo la Harrison, UVEX servirà anche a colmare un vuoto: Hubble è stato finora l’ultimo strumento di rilievo nell’ultravioletto, e senza UVEX non ce ne sarebbero altri fino all’Habitable Worlds Observatory (HWO), il grande telescopio che la NASA prevede di lanciare all’inizio degli anni ‘40. Il vuoto, peraltro, si è appena allargato: pochi giorni fa si è conclusa la missione scientifica di Swift, che aveva a bordo anche un telescopio ultravioletto e ottico.
Una missione che ha rischiato più volte
Il percorso di UVEX finora non è stato semplice. Già al momento della selezione, le pressioni sul budget avevano spinto la NASA a rinviare il lancio dal 2028 al 2030. Poi la proposta di bilancio della NASA per il 2026 ne chiedeva la cancellazione, nell’ambito dei tagli più ampi alla scienza, e quella per il 2027 non la menzionava affatto. Per ora, UVEX sembra aver superato queste minacce.
Restano però alcuni problemi tecnici. Il primo riguarda le comunicazioni. Per ridurre la luce ultravioletta di fondo che arriva dalla Terra, UVEX lavorerà su un’orbita molto ellittica, percorsa in due settimane, che lo porterà quasi alla distanza della Luna. Per le osservazioni rapide, però, la missione ha bisogno di inviare spesso comandi al telescopio in banda X, e secondo la Harrison, la NASA non ha ancora indicato come fornirà questi collegamenti. Il team sta valutando anche opzioni commerciali, come le stazioni di terra di KSAT. Harrison ha osservato che la NASA dovrà comunque risolvere il problema per le sue missioni lunari, e UVEX potrà sfruttare le stesse soluzioni.
La seconda incognita è il lancio. Come per molte missioni scientifiche, la NASA assegnerà il lancio di UVEX con una gara, e la scelta dovrebbe arrivare tra circa un anno. Il telescopio sarebbe compatibile con il Falcon 9, ma i piani di SpaceX di ritirare il razzo nei prossimi anni rendono incerta la sua disponibilità nel 2030. Un’alternativa potrebbe essere il New Glenn di Blue Origin.











