LandSpace ha completato con successo il secondo volo del razzo ZhuQue-3, raggiungendo per la prima volta uno degli obiettivi principali del programma: riportare a terra e recuperare il primo stadio dopo aver effettuato un lancio orbitale. Questa è la prima volta che un’azienda privata cinese riesce in questa operazione durante una missione verso l’orbita.
ZhuQue-3 è partito il 19 agosto 2026 alle 7:35 ora di Pechino (le 1:35 italiane) dal Dongfeng Commercial Space Innovation Pilot Zone, nel nord-ovest della Cina. Circa 137 secondi dopo la partenza, i due stadi si sono separati. Mentre il secondo ha proseguito verso l’orbita, dove ha rilasciato correttamente il satellite Honghu 03, sviluppato dalla società cinese Hongqing Technology, il primo stadio ha invece iniziato la sequenza di rientro prevista.
Dopo essere rientrato in atmosfera e aver effettuato le manovre necessarie per ridurre la propria velocità, il booster ha raggiunto la zona di atterraggio di LandSpace nella contea di Minqin, nella provincia del Gansu. Intorno alle 7:41 locali (le 1:41 italiane) ha effettuato un atterraggio verticale utilizzando i propri motori e le gambe di atterraggio, esattamente come fa il Falcon 9 di SpaceX.
Durante il volo di debutto del 2 dicembre 2025, il razzo era riuscito a raggiungere l’orbita, ma il tentativo di recuperare il primo stadio era terminato con la perdita del booster poco prima dell’atterraggio.
Perché il recupero di ZhuQue-3 è importante per la Cina
Quello di LandSpace non è il primo recupero in assoluto di uno stadio orbitale effettuato dalla Cina. Il 10 luglio 2026, un Lunga Marcia 10B aveva già completato un recupero durante un lancio orbitale, utilizzando però un sistema in mare che aveva intercettato lo stadio durante la discesa.
ZhuQue-3 è invece il primo lanciatore orbitale cinese a riportare il proprio primo stadio direttamente a terra con un atterraggio verticale sulle gambe, ed è il primo veicolo sviluppato da un’azienda privata cinese a completare un recupero di questo tipo.
ZhuQue-3 è un lanciatore alto circa 66 metri, alimentato a metano liquido e ossigeno liquido. La configurazione prevede un primo stadio riutilizzabile e un secondo stadio a perdere, un’impostazione simile a quella adottata dal Falcon 9 di SpaceX, anche se i due veicoli utilizzano propellenti diversi. Secondo i dati diffusi da LandSpace, ZhuQue-3 può trasportare fino a circa 18.3 tonnellate in orbita terrestre bassa.
Il recupero del primo stadio è un momento importante soprattutto perché permette ora a LandSpace di lavorare sulla fase successiva: verificare quanto rapidamente e con quali interventi un booster rientrato possa essere preparato per volare nuovamente. È infatti il riutilizzo, e non il solo atterraggio, a determinare quanto un sistema di questo tipo possa ridurre tempi e costi tra una missione e quella successiva.
LandSpace non è l’unica azienda cinese che sta lavorando su razzi riutilizzabili. Nel settore privato ci sono anche diverse altre aziende, tutte impegnate nello sviluppo di lanciatori che prevedono il recupero del primo stadio. Anche i programmi statali stanno andando nella stessa direzione: la CASC sta sviluppando diverse versioni riutilizzabili dei Lunga Marcia, tra cui il Lunga Marcia 12A, che nel dicembre 2025 ha raggiunto l’orbita al primo volo ma non è riuscito a completare l’atterraggio del primo stadio.











