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Primo lancio di successo per Zhuque-3 di LandSpace, ma fallisce il recupero del primo stadio

Nicolò Bagno di Nicolò Bagno
Dicembre 3, 2025
in Asia, Cina, News
Il liftoff dello Zhuque-3 di LandSpace il 3 dicembre 2025. Credits: LandSpace

Il liftoff dello Zhuque-3 di LandSpace il 3 dicembre 2025. Credits: LandSpace

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Alle 5:02 del 3 dicembre 2025, dal Dongfeng Commercial Launch Site del Jiuquan Satellite Launch Center (JSLC) è partito il primo esemplare operativo del razzo Zhuque-3 di LandSpace.

Dal nuovo pad 96B, i nove motori Tianque-12A del primo stadio hanno spinto il vettore lungo una traiettoria sud-orientale sul deserto del Gobi, con separazione degli stadi dopo pochi minuti di ascesa e accensione nominale del secondo stadio verso un’orbita bassa quasi circolare, con un carico dimostrativo.

Dopo circa 8 minuti dalla partenza, il primo stadio ha seguito una traiettoria balistica verso la landing zone dedicata nel deserto di Minqin, circa 390 km a sud-est del sito di lancio, per il tentativo di recupero previsto alle 5:10 italiane. Tentativo che però non è andato a buon fine, a causa di un’esplosione nella zona motori seguita alla fase di landing burn, per cause non ancora note ufficialmente.

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LandSpace ha dichiarato comunque un successo il lancio, confermando la corretta immissione in orbita del secondo stadio, come da previsioni.

Zhuque-3: un velivolo per il riutilizzo

Zhuque-3 è un lanciatore a due stadi a metano/ossigeno liquido (LOX–CH₄) di nuova generazione, sviluppato dall’azienda pechinese LandSpace come risposta cinese alla fascia del Falcon-9. Nella configurazione di volo attuale misura circa 66.1 m in altezza, con 4.5 m di diametro per entrambi gli stadi, una massa al lancio intorno alle 570 tonnellate e una spinta al decollo superiore a 750 tonnellate, generata da nove motori TQ-12A al primo stadio e da un TQ-15B vacuum al secondo.

La struttura è in acciaio inox a parete sottile, scelta che avvicina il design a quello di Starship ma sulla scala del Falcon 9, con serbatoi portanti integrali, isolamento mirato nelle zone esposte al rientro e gambe di atterraggio retrattili integrate. Il primo stadio è progettato per almeno 20 riutilizzi, con throttle esteso (circa 45–110%) e capacità di riaccensione dimostrata nei voli VTVL suborbitali del 2024, inclusi un hop da 320 m e un test a 10 km con spegnimento e riavvio in aria e atterraggio.

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Il percorso verso il debutto di oggi passa anche per il test statico del 20 giugno 2025, quando il primo stadio full-scale ha acceso a terra tutti e nove i TQ-12A per 45 secondi, erogando oltre 7500 kN di spinta totale, e per il Wet Dress Rehearsal con static fire integrato svolto tra il 18 e il 20 ottobre, che ha chiuso la “fase 1” della missione inaugurale.

Il recupero del primo stadio di Zhuque-3 nel corso del volo inaugurale purtroppo è fallito: dalle immagini e dalle riprese sul posto si vede che il booster, pur arrivando molto vicino all’area di atterraggio prevista, è esploso pochi istanti dopo l’accensione finale dei motori per la fase di landing burn.

Zhuque-3’s first stage didn’t make it https://t.co/pxHhNF4nrx pic.twitter.com/akAAyt9RYo

— China ‘N Asia Spaceflight 🚀𝕏 🛰️ (@CNSpaceflight) December 3, 2025

Prestazioni e roadmap evolutiva

In termini di prestazioni, LandSpace posiziona Zhuque-3 come lanciatore commerciale di fascia media-alta: secondo i dati presentati dal CEO Zhang Changwu, ripresi da organi come Beijing Daily e da analisi finanziarie cinesi, la versione expendable è accreditata di circa 21.3 tonnellate in LEO (200 km di altitudine, 28° di inclinazione). In configurazione con rientro downrange del primo stadio la capacità scende a circa 18.3 tonnellate. Per un ritorno al sito di lancio (RTLS) le stime OSINT collocano il payload intorno a 12.5 tonnellate, valore non ancora formalmente confermato dall’azienda.

Un  “Block 2”, o Zhuque-3G, equipaggiato con la versione potenziata TQ-12B e con serbatoi estesi, riporterebbe invece la lunghezza verso i 76 m e la massa alla partenza oltre le 660 tonnellate, mantenendo la filosofia di riutilizzo ma puntando a margini maggiori su missioni pesanti, In un’evoluzione simile a quella che ha portato il Falcon 9 dalla versione v1.1 al Block 5, e lo Zhuque-2 dalla versione base alla ZQ-2E.

Oltre a Zhuque-3

Zhuque-3 non concorre da solo a diventare il primo razzo riutilizzabile della Cina.

Nelle stesse settimane il vettore statale CZ-12A di SAST/CASC, anch’esso a metano con sette motori Longyun al primo stadio, si prepara a un debutto con tentativo di rientro propulsivo di un booster da 3.8 m di diametro, mentre il Tianlong-3 di Space Pioneer sta completando la sua campagna di test, con un cluster da 800 tonnellate di spinta e una capacità annunciata oltre 20 tonnellate in LEO, pensata esplicitamente per voli ad alta cadenza e riutilizzo su quattro gambe di atterraggio.

A questi si aggiungono i progetti di CAS Space con Kinetica/Lijian-2 e le ambizioni future del sistema nazionale verso l’equivalente cinese di Starship con CZ-9.

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Tags: AsiaCinaLancioLandSpacerazzo riutilizzabileZhuque-3

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