Alle 5:02 del 3 dicembre 2025, dal Dongfeng Commercial Launch Site del Jiuquan Satellite Launch Center (JSLC) è partito il primo esemplare operativo del razzo Zhuque-3 di LandSpace.
Dal nuovo pad 96B, i nove motori Tianque-12A del primo stadio hanno spinto il vettore lungo una traiettoria sud-orientale sul deserto del Gobi, con separazione degli stadi dopo pochi minuti di ascesa e accensione nominale del secondo stadio verso un’orbita bassa quasi circolare, con un carico dimostrativo.
Dopo circa 8 minuti dalla partenza, il primo stadio ha seguito una traiettoria balistica verso la landing zone dedicata nel deserto di Minqin, circa 390 km a sud-est del sito di lancio, per il tentativo di recupero previsto alle 5:10 italiane. Tentativo che però non è andato a buon fine, a causa di un’esplosione nella zona motori seguita alla fase di landing burn, per cause non ancora note ufficialmente.
LandSpace ha dichiarato comunque un successo il lancio, confermando la corretta immissione in orbita del secondo stadio, come da previsioni.
Zhuque-3: un velivolo per il riutilizzo
Zhuque-3 è un lanciatore a due stadi a metano/ossigeno liquido (LOX–CH₄) di nuova generazione, sviluppato dall’azienda pechinese LandSpace come risposta cinese alla fascia del Falcon-9. Nella configurazione di volo attuale misura circa 66.1 m in altezza, con 4.5 m di diametro per entrambi gli stadi, una massa al lancio intorno alle 570 tonnellate e una spinta al decollo superiore a 750 tonnellate, generata da nove motori TQ-12A al primo stadio e da un TQ-15B vacuum al secondo.
La struttura è in acciaio inox a parete sottile, scelta che avvicina il design a quello di Starship ma sulla scala del Falcon 9, con serbatoi portanti integrali, isolamento mirato nelle zone esposte al rientro e gambe di atterraggio retrattili integrate. Il primo stadio è progettato per almeno 20 riutilizzi, con throttle esteso (circa 45–110%) e capacità di riaccensione dimostrata nei voli VTVL suborbitali del 2024, inclusi un hop da 320 m e un test a 10 km con spegnimento e riavvio in aria e atterraggio.
Il percorso verso il debutto di oggi passa anche per il test statico del 20 giugno 2025, quando il primo stadio full-scale ha acceso a terra tutti e nove i TQ-12A per 45 secondi, erogando oltre 7500 kN di spinta totale, e per il Wet Dress Rehearsal con static fire integrato svolto tra il 18 e il 20 ottobre, che ha chiuso la “fase 1” della missione inaugurale.
Il recupero del primo stadio di Zhuque-3 nel corso del volo inaugurale purtroppo è fallito: dalle immagini e dalle riprese sul posto si vede che il booster, pur arrivando molto vicino all’area di atterraggio prevista, è esploso pochi istanti dopo l’accensione finale dei motori per la fase di landing burn.
Zhuque-3’s first stage didn’t make it https://t.co/pxHhNF4nrx pic.twitter.com/akAAyt9RYo
— China ‘N Asia Spaceflight 🚀𝕏 🛰️ (@CNSpaceflight) December 3, 2025
Prestazioni e roadmap evolutiva
In termini di prestazioni, LandSpace posiziona Zhuque-3 come lanciatore commerciale di fascia media-alta: secondo i dati presentati dal CEO Zhang Changwu, ripresi da organi come Beijing Daily e da analisi finanziarie cinesi, la versione expendable è accreditata di circa 21.3 tonnellate in LEO (200 km di altitudine, 28° di inclinazione). In configurazione con rientro downrange del primo stadio la capacità scende a circa 18.3 tonnellate. Per un ritorno al sito di lancio (RTLS) le stime OSINT collocano il payload intorno a 12.5 tonnellate, valore non ancora formalmente confermato dall’azienda.
Un “Block 2”, o Zhuque-3G, equipaggiato con la versione potenziata TQ-12B e con serbatoi estesi, riporterebbe invece la lunghezza verso i 76 m e la massa alla partenza oltre le 660 tonnellate, mantenendo la filosofia di riutilizzo ma puntando a margini maggiori su missioni pesanti, In un’evoluzione simile a quella che ha portato il Falcon 9 dalla versione v1.1 al Block 5, e lo Zhuque-2 dalla versione base alla ZQ-2E.
Oltre a Zhuque-3
Zhuque-3 non concorre da solo a diventare il primo razzo riutilizzabile della Cina.
Nelle stesse settimane il vettore statale CZ-12A di SAST/CASC, anch’esso a metano con sette motori Longyun al primo stadio, si prepara a un debutto con tentativo di rientro propulsivo di un booster da 3.8 m di diametro, mentre il Tianlong-3 di Space Pioneer sta completando la sua campagna di test, con un cluster da 800 tonnellate di spinta e una capacità annunciata oltre 20 tonnellate in LEO, pensata esplicitamente per voli ad alta cadenza e riutilizzo su quattro gambe di atterraggio.
A questi si aggiungono i progetti di CAS Space con Kinetica/Lijian-2 e le ambizioni future del sistema nazionale verso l’equivalente cinese di Starship con CZ-9.
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