La missione SMILE, collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e la Chinese Academy of Sciences (CAS), è stata lanciata con successo il 19 maggio 2026 a bordo di un razzo europeo Vega-C dallo spazioporto europeo di Kourou, in Guyana Francese.
La partenza è avvenuta alle 05:52 italiane (le 00:52 locali), dopo alcune settimane di rinvio (la precedente data di lancio era il 9 aprile) dovute a un problema tecnico individuato nella produzione di un componente di un sottosistema, poi risolto.
Dopo circa 57 minuti di volo, il satellite è stato rilasciato correttamente in orbita bassa terrestre. Nei prossimi giorni, SMILE inizierà una serie di manovre autonome per raggiungere la propria orbita scientifica finale, un’orbita altamente ellittica che porterà la sonda fino a 121 mila km sopra il Polo Nord terrestre e a circa 5 mila km sopra il Polo Sud. Questa orbita particolare le permetterà di osservare su larga scala le regioni in cui il vento solare interagisce con il campo magnetico terrestre.
La missione di Vega-C, denominata VV29, era la prima interamente operata da Avio, dopo il passaggio di responsabilità da Arianespace completato nel 2025.
Un osservatorio per capire la risposta della Terra al Sole
SMILE, acronimo di Solar wind Magnetosphere Ionosphere Link Explorer, è stata progettata per studiare come il nostro pianeta reagisce ai flussi di particelle cariche provenienti dal Sole. Quando il vento solare colpisce la magnetosfera terrestre, infatti, si generano fenomeni complessi che possono provocare tempeste geomagnetiche e intense aurore polari.
Per analizzare questi eventi, la missione utilizza quattro strumenti scientifici principali. Tra questi una camera a raggi X capace di realizzare le prime immagini globali della magnetosfera terrestre in questa lunghezza d’onda. Lo strumento sfrutta un fenomeno noto come “scambio di carica”, attraverso il quale alcune particelle del vento solare emettono raggi X quando interagiscono con gli atomi presenti nelle regioni esterne dell’atmosfera terrestre.
Accanto alle osservazioni in raggi X, SMILE impiega anche una camera UV dedicata al monitoraggio continuo delle aurore boreali e australi, che potrà seguirne l’evoluzione per oltre 45 ore consecutive. I dati raccolti saranno integrati con misure di campi magnetici e particelle energetiche effettuate direttamente dalla sonda.
L’obiettivo della missione è comprendere meglio i meccanismi fisici che regolano il trasferimento di energia dal Sole alla Terra. Queste informazioni saranno utili non solo per la ricerca scientifica fondamentale, ma anche per migliorare i modelli di previsione del meteo spaziale.










