La House Appropriations Committee della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha pubblicato la propria proposta di legge di spesa Commerce-Justice-Science (CJS) per l’anno fiscale 2027, che include anche il budget della NASA. Non si tratta ancora di un budget approvato: il testo dovrà passare dal voto della Camera e una volta confermato diverrà la proposta di Budget appunto, della Camera. Questa verrà confrontata con la proposta del Senato per infine arrivare a un accordo finale tra le due camere del Congresso.
La proposta però è importante perché mostra chiaramente quale direzione vuole prendere il Congresso. Il documento infatti respinge molti dei tagli alla NASA avanzati dalla Casa Bianca attraverso l’Office of Management and Budget (OMB), che nella sua proposta di budget il 3 aprile aveva previsto forti riduzioni, soprattutto ai programmi scientifici dell’Agenzia: 18.8 miliardi di dollari totali, equivalenti al 23% in meno di quanto stanziato nel 2026 dal Congresso, con un taglio del 43% per la divisione scienza.
La cifra totale per la NASA in questa nuova proposta resterebbe invece invariata rispetto al 2026, circa 24.4 miliardi di dollari. Cambia però la distribuzione interna dei fondi: aumentano le risorse per il programma Artemis e per l’esplorazione umana, mentre il Science Mission Directorate subirebbe comunque un taglio del 17%, passando da 7.25 a 6 miliardi di dollari.
Nonostante questa proposta preveda un budget invariato, è giusto ricordare che questo è lo stesso fin dal 2024 e causa l’inflazione, si tratterebbe comunque di una riduzione costante. La proposta di budget della Camera mantiene comunque attive molte missioni che rischiavano di essere cancellate. Tra queste ci sono New Horizons, Juno, il telescopio Chandra e OSIRIS-APEX, che dovrà studiare l’asteroide Apophis durante il passaggio ravvicinato del 2029.
Anche LISA, la missione ESA-NASA dedicata alle onde gravitazionali, riceve finanziamenti nella proposta della Commissione, nonostante fosse scomparsa dalle richieste di budget avanzate dalla Casa Bianca negli ultimi due anni.
Molte missioni scientifiche evitano la cancellazione
La proposta della Commissione evita i tagli più pesanti previsti dall’OMB per la divisione scienza della NASA. Dragonfly, la missione diretta verso Titano, riceverebbe 423.9 milioni di dollari per mantenere l’obiettivo di lancio entro il 2028. Restano finanziate anche missioni già operative come Hubble, James Webb, Chandra, New Horizons e Juno.
Anche il Nancy Grace Roman Space Telescope continua a ricevere fondi, in vista del lancio previsto attualmente per settembre 2026. La proposta include inoltre almeno 150 milioni di dollari per l’Habitable Worlds Observatory, il futuro grande telescopio spaziale dell’Agenzia di classe Flagship dopo il James Webb. Inoltre, risulta finanziato il progetto in via di sviluppo della Uranus Orbiter & Probe, che non lo sarebbe invece nella proposta del Governo.
Rimangono più incerte le missioni dedicate a Venere, come VERITAS e DAVINCI e il contributo alla europea EnVision, che non vengono citate direttamente nel testo della Commissione. Nessuna indicazione chiara anche per Mars Sample Return, il programma per riportare sulla Terra i campioni raccolti dal rover Perseverance che comunque sapevamo essere in via di cancellazione.

LISA rimane nel budget NASA
Tra le missioni scientifiche finanziate presenti nella proposta c’è LISA, la missione sviluppata dall’ESA che studierà per la prima volta le onde gravitazionali dallo spazio, il cui lancio è previsto per il 2035.
Il documento assegna a LISA 80.5 milioni di dollari per il 2027, mantenendo il livello di finanziamento previsto nel 2026. È un dettaglio importante, perché sia nella proposta di budget NASA per il 2026 sia in quella per il 2027 presentate dall’amministrazione statunitense, la missione non compariva tra quelle finanziate. E infatti, a causa di questa incertezza sul contributo della NASA, l’ESA ha di recente preso provvedimenti.
Il 6 maggio Thales Alenia Space ha firmato un contratto da 26.1 milioni di Euro con l’ESA per la fase 1 dello sviluppo dei telescopi di LISA. Ma questi telescopi avrebbero dovuto rappresentare uno dei principali contributi della NASA alla missione, insieme ai sistemi laser e altra componentistica necessaria all’interferometro. E la NASA stava già lavorando a questi elementi: nell’ottobre 2024 aveva mostrato il primo prototipo del telescopio, chiamato Engineering Development Unit Telescope, prodotto da L3Harris Technologies. E a gennaio 2026 aveva dato un aggiornamento sull’avanzamento dei lavori al sistema laser.

A European Spaceflight l’ESA ha comunicato che sta prendendo provvedimenti vista la continua incertezza dei contributi NASA visti i tagli nel budget, un budget che sappiamo essere ancora molto a rischio, come lo è stato l’anno scorso. La NASA ha invece affermato che il suo contributo rimane, senza però specificare in cosa effettivamente consista questo contributo.
Intanto Artemis continua a crescere
Nel frattempo, aumentano i fondi destinati all’esplorazione umana.
La proposta assegna quasi 8.9 miliardi di dollari al settore Exploration, con 2.6 miliardi per lo Space Launch System e 1.4 miliardi per la capsula Orion. La Commissione conferma così il sostegno al programma Artemis dopo il successo della missione Artemis II, ora che la NASA sta lavorando ad Artemis III.
Nel testo è confermato anche il supporto alla riprogettazione del programma Artemis, presentata il 24 marzo dalla NASA, che prevede di stabilire una base lunare per una presenza umana permanente sulla superficie della Luna entro la fine del decennio. Ricevono fondi anche lo Human Landing System, il programma Commercial Lunar Payload Services e i sistemi nucleari Fission Surface Power per alimentare la futura base sulla Luna.
La proposta include poi finanziamenti per nuove tecnologie sostenute dall’amministratore della NASA Jared Isaacman, come la propulsione nucleare termica e nucleare elettrica. Compare anche il progetto Space Reactor-1 Freedom, presentato sempre il 24 marzo, un veicolo interplanetario a energia nucleare che la NASA vorrebbe utilizzare per una missione verso Marte entro la fine del 2028. Questo veicolo utilizzerebbe il modulo PPE (Power and Propulsion Element) della stazione spaziale lunare Lunar Gateway, attualmente in pausa.











