La NASA ha deciso di rinviare la partenza della missione Artemis II a marzo. Non sfrutterà quindi la finestra di lancio di febbraio, e punterà invece al lancio in una delle date disponibili nel mese successivo, dal 7 all’11 marzo. La decisione è stata presa il 3 febbraio 2026 e annunciata dall’amministratore della NASA Jared Isaacman a conclusione del Wet Dress Rehearsal (WDR) del razzo SLS, una prova generale della partenza con caricamento dei propellenti e countdown fino al T-0.
Questa prova è durata circa 49 ore, tra l’1 e il 3 febbraio, e si è conclusa la mattina italiana del 3 febbraio, circa 5 minuti prima del T-0 previsto. Durante il caricamento dei propellenti, infatti, una perdita di idrogeno nel core centrale di SLS ha più volte fermato il rifornimento, fino a spingere la NASA a interrompere le operazioni.
Il 3 febbraio alle 19:00 italiane l’Agenzia Spaziale Americana ha tenuto una conferenza stampa per comunicare nel dettaglio le ragioni che hanno portato al rinvio.
I dettagli del rinvio
Una delle prime cose confermate dalla NASA è che verrà ritentato questo test, ma non è stata data nessuna data o periodo preliminare. Secondo i rappresanti della NASA, SLS non dovrebbe ritornare al VAB (l’edificio di assemblaggio del razzo) per le riparazioni che saranno necessarie. Sarà necessario ritornare al pad di lancio nel caso si dovesse superare anche l’opportuntià di lancio di Marzo, per sostituire le batterie del sistema di terminazione del volo (FTS).
Il problema principale che ha fatto terminare prematuramente il test, è stata la perdita di idrogeno nelle tubazioni alla base del razzo, lo stesso problema che più volte era presente durante i test e i caricamenti durante Artemis I. Questo però non è stato l’unico problema durante il WDR di Artemis II.
Un altro problema che ha provocato ritardi è stato il comportamento di una valvola nel sistema di chiusura del portellone di Orion. Questo sistema, insieme a quello di chiusura e preparazione del sistema di aborto missione, è stato definito “a challenging, challenging process. It’s very complex. A lot of steps.”
Una cosa importante che è stata detta, rispondendo ad una domanda dei giornalisti presenti, è che il giorno del lancio avrebbero potuto procedere al lancio ugualmente. La perdita infatti, era comunque entro i limiti previsti per continuare il caricamento in sicurezza, cosa che effettivamente hanno fatto anche durante il test WDR.

I prossimi passi
Il rinvio della partenza di Artemis II ha comportato l’interruzione temporanea della quarantena dell’equipaggio, iniziata il 21 gennaio. Gli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen riprenderanno l’isolamento circa due settimane prima del nuovo tentativo di lancio.
Nel frattempo, nelle prossime settimane i team analizzeranno nel dettaglio i risultati del WDR, per identificare e risolvere ogni anomalia riscontrata. La NASA ha ribadito che sarà necessario completare tutte le verifiche tecniche prima di fissare una nuova data ufficiale per eseguire il prossimo test, e di conseguenza la prossima data di lancio.
Hanno inoltre affermato che se non dovessero riuscire a lanciare prima di aprile, per ora l’ultima finestra di lancio prevista, ne avranno altre praticamente ogni mese.











