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Concluso il Wet Dress Rehearsal (WDR) di SLS per Artemis II, con qualche problema

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Febbraio 3, 2026
in Agenzie Spaziali, Esplorazione spaziale, Luna, NASA, News, Speciale Artemis
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Aggiornamento ore 08:00: Artemis II rinviata a Marzo.

Nella notte italiana dell’1 febbraio 2026 è iniziato il Wet Dress Rehearsal (WDR) dello Space Launch System (SLS) per la missione Artemis II. Il WDR è una prova generale che simula tutte le procedure pre-lancio fino a poco prima della partenza, e rappresenta uno degli ultimi test fondamentali prima di una missione, soprattutto con equipaggio.

Il test, inizialmente previsto per la fine di gennaio, è stato rinviato di 48 ore a causa delle condizioni meteorologiche, in particolare per via di un’ondata di freddo intenso e forti venti che ha colpito la Florida. Le operazioni di rifornimento di SLS sono state quindi fissate lunedì 2 febbraio, e la prima data disponibile per il lancio di Artemis II è stata spostata dal 6 all’8 febbraio (la mattina presto del 9 febbraio in Italia).

Il test si è concluso questa notte, tra il 2 e il 3 febbraio in Italia, ma con diversi problemi, che sono durati per tutta la notte e hanno allungato il test fino alle 6 di mattina del 3 febbraio, orario italiano. Inizialmente la NASA puntava ad eseguire una simulazione del countdown con un T-0 alle 02:00 italiane, il momento nel quale si simula il lancio. Alla fine il test WDR si è concluso a T-5.15 minuti, per un problema.

–> Alle ore 18:00 italiane di oggi, 3 febbraio, la NASA terrà una conferenza stampa per riportare i risultati preliminari dell’analisi post WDR.

Artemis II Wet Dress Rehearsal: Test terminated at T-5:15.

The launch control team is working to ensure the SLS rocket is in a safe configuration and begin draining its tanks.

Learn more: https://t.co/50EqqAAklA

— NASA’s Kennedy Space Center (@NASAKennedy) February 3, 2026

La sequenza del WDR

Il conto alla rovescia ufficiale del Wet Dress Rehearsal è iniziato circa 49 ore prima del momento simulazione del lancio, alle 20:13 del 31 gennaio in Florida (le 02:13 dell’1 febbraio in Italia). Da quel momento, le squadre operative del Kennedy Space Center, insieme ai team di supporto in altri centri NASA, hanno iniziato a eseguire una sequenza completa di operazioni in preparazione al lancio.

Nelle prime fasi sono stati progressivamente attivati lo stadio centrale del razzo e lo stadio superiore criogenico, mentre Orion è rimasta operativa per consentire i controlli elettrici e di comunicazione. Sono state poi completate le operazioni di ricarica delle batterie e le ultime verifiche delle connessioni tra il razzo e la torre di lancio.

Il 2 febbraio i tecnici hanno avviato le operazioni per sostituire l’aria all’interno del razzo e della capsula Orion con azoto gassoso, un gas inerte, riducendo di molto il rischio di incendio e proteggendo le apparecchiature più sensibili. Per motivi di sicurezza, durante queste operazioni l’area di lancio è stata completamente evacuata.

Dopo i briefing tecnici e un incontro del MMT (Mission Management Team) della NASA per decidere se dare oppure no il GO per il carico di propellenti, attorno alle 17:25 italiane il direttore di lancio ha dato il via libera all’inizio del rifornimento. A quel punto è cominciato il raffreddamento graduale delle linee di alimentazione, necessario per prepararle all’ingresso dei propellenti a temperature estremamente basse.

Il caricamento dei propellenti e la perdita di idrogeno

Attorno alle 18:30 italiane del 2 febbraio sono iniziate le operazioni di riempimento lento (slow fill) dei serbatoi del core centrale, il primo stadio, di SLS con idrogeno liquido a -253° e ossigeno liquido a -183°, seguite dal passaggio alla fase di riempimento rapido (fast fill). Nel frattempo, è stato avviato anche il rifornimento dello stadio superiore, l’ICPS, che durante la missione Artemis II avrà il compito di fornire la spinta per portare Orion in un’orbita terrestre elevata e poi per lanciare la capsula verso la Luna.

Le percentuali di caricamento del propellente al momento del primo blocco per la perdita di idrogeno sul sistema di rifornimento del primo stadio
Le percentuali di caricamento del propellente al momento del primo blocco per la perdita di idrogeno sul sistema di rifornimento del primo stadio.

Durante il caricamento dell’idrogeno liquido nel core centrale, però, i sensori hanno rilevato una perdita superiore ai limiti consentiti in prossimità di una delle interfacce di rifornimento, nella zona di collegamento tra il razzo e le strutture di terra. Per precauzione, le squadre hanno interrotto il flusso di idrogeno verso il core centrale e avviato le procedure di analisi e risoluzione del problema, basate anche sull’esperienza maturata durante la missione Artemis I. Questo è successo due volte, prima della ripresa del rifornimento, oltre che durante l’ultima fase del countdown.

Il rifornimento di ossigeno liquido nello stadio centrale e quello di idrogeno nello stadio superiore sono invece proseguiti regolarmente.

La simulazione della partenza

Dopo aver caricato completamente SLS, la NASA consentito alla squadra di tecnici di raggiungere SLS, per simulare tutte le operazioni che il giorno del lancio serviranno a portare gli astronauti dentro la capsula Orion. Queste operazioni sono iniziate intorno alle 01:00 italiane, in ritardo di cirda due ore sulla iniziale timeline.

Durante la chiusura del portellone della capsula Orion è emerso un altro problema. Sembra che una valvola del sistema di pressurizzazione del portellone della Orion sia stata “erroneamente sfiatata” e quindi i tecnici NASA hanno dovuto ripetere queste operazioni. Infine, hanno messo in siscurezza il portellone di funzionamento del sistema di aborto missione, e chiuso correttamente la capsula Orion. Non c’erano astronauti, ma tutte queste operazioni hanno simulato tutte le attività che veranno eseguite durante la partenza.

Una volta ripreso il countdown, la NASA ha scelto di effettuare una sola prova degli ultimi 10 minuti, probabilmente per i forti ritardi con i quali si è svolto questo test. Al minito T-5.15 però, il test è stato definitivamente interrotto per valori nuovamente troppo alti nella perdita di idrogeno alla base di SLS, che è stata un problema per tutto il test.

Verso Artemis II

Il Wet Dress Rehearsal ha comunque consentito di testare l’integrazione tra il razzo SLS, la capsula Orion e le infrastrutture di terra, mettendo alla prova procedure e squadre operative in condizioni molto simili a quelle di un vero giorno di lancio.

Come spesso accade in test di questo tipo, non sono mancati imprevisti tecnici, che forniranno comunque delle informazioni preziose per migliorare i sistemi e le procedure in vista del volo.

In questi giorni, gli ingegneri analizzeranno tutti i dati raccolti prima di stabilire la data ufficiale di lancio di Artemis II. Nel frattempo, attendiamo i risultati delle analisi preliminari che la NASA darà alle 18:00 di oggi.

Al momento, le date disponibili rimaste per la partenza di Artemis II a febbraio sono solo tre: l’8, il 10 e l’11 febbraio (le mattine del 9, del 10 e dell’11 febbraio in Italia). Se la NASA deciderà di non procedere con il lancio in questo periodo, le prossime date disponibili saranno dopo il 7 marzo.

Qui l’infografica completa di date e orari italiani per Artemis II.

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Tags: Artemis IIEsplorazione LunareLunaNasaSLStestWDR

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