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La NASA ha confermato la missione Dragonfly su Titano. Partenza a luglio 2028

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Aprile 18, 2024
in Agenzie Spaziali, Esplorazione spaziale, NASA, News, Scienza, Sistema solare
Rappresentazione artistica della missione Dragonfly della NASA che svetta sulle dune di Titano, luna di Saturno. Credits: NASA/John Hopkins APL/Steve Gribben

Rappresentazione artistica della missione Dragonfly della NASA che svetta sulle dune di Titano, luna di Saturno. Credits: NASA/John Hopkins APL/Steve Gribben

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Con la pubblicazione della richiesta di budget della NASA per l’anno fiscale 2025, l’Agenzia ha confermato la missione Dragonfly sulla luna Titano di Saturno. Più volte riprogrammata a causa di vincoli di finanziamento negli anni fiscali dal 2020 al 2022, e dei costi aggiuntivi dovuti alla pandemia di COVID-19, la missione era stata rinviata l’ultima volta dal 2027 al 2028 a inizio dicembre 2023. Tutto, però, era ancora in forse.

Ora la NASA ha dichiarato che il progetto sarà portato avanti. Avrà un costo totale del ciclo di vita di 3.35 miliardi di dollari e una data di lancio fissata a luglio 2028. Per compensare il ritardo nell’arrivo su Titano, ora previsto per il 2034, la NASA ha fornito finanziamenti aggiuntivi per un lanciatore pesante, per abbreviare la fase di crociera della missione.

La decisione dell’Agenzia consente alla missione di procedere fino al completamento del progetto finale. Questo sarà seguito dalla costruzione delle varie componenti della missione e dal collaudo dell’intero veicolo spaziale e degli strumenti scientifici. Nicky Fox, amministratore associato del Science Mission Directorate della NASA, ha affermato:

Dragonfly è una missione scientifica spettacolare, che suscita un ampio interesse da parte della comunità. Siamo entusiasti di compiere i prossimi passi in questa missione. L’esplorazione di Titano spingerà i confini di ciò che possiamo fare con i velivoli rotanti al di fuori della Terra.

Ritardata, ma non più a rischio

All’inizio del 2023, dopo tre anni di ritardi, rinvii ed incertezze, la missione Dragonfly ha superato tutti i criteri di successo della revisione preliminare del progetto. In quel momento, tuttavia, è stato chiesto di sviluppare un budget e un programma aggiornati, per adattarsi agli scarsi finanziamenti a disposizione del Science Mission Directorate.

Gli ingegneri (da sinistra) John Samsock, Anthony Drewicz e Stephanie Lepchenske lavorano con una piattaforma di test nel Dragonfly Flight Lab, per testare diversi aspetti tecnici di Dragonfly, compresi i sistemi di volo e di autonomia del lander ad ala rotante, a novembre 2023. Credits: NASA
Gli ingegneri (da sinistra) John Samsock, Anthony Drewicz e Stephanie Lepchenske lavorano con una piattaforma di test nel Dragonfly Flight Lab, per testare diversi aspetti tecnici di Dragonfly, compresi i sistemi di volo e di autonomia del lander ad ala rotante, a novembre 2023. Credits: NASA

Il piano aggiornato è stato presentato e approvato con riserva tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre 2023, in attesa dell’esito del processo di bilancio per l’anno fiscale 2025. Tra le altre cose, il piano prevedeva un rinvio della partenza della missione al 2028. Nel frattempo, la missione è stata autorizzata a procedere con i lavori di progettazione e fabbricazione, per garantire che rispettasse comunque i tempi previsti.

L’11 marzo 2024 la NASA ha presentato la sua richiesta di budget per il 2025. All’interno del budget, l’Agenzia ha previsto che la missione Dragonfly sia portata avanti e che il suo costo di vita sia di 3.35 miliardi di dollari. Ciò riflette un aumento dei costi di circa due volte il costo proposto, ma anche un ritardo di oltre due anni da quando la missione è stata originariamente selezionata nel 2019 come quarta missione del programma NASA New Frontiers.

Cosa farà Dragonfly?

Dragonfly sarà un lander a rotore, simile a un grande quadricottero con doppi rotori, per un totale di otto eliche. Potrà volare a 10 m/s fino a 4 km di quota, sfruttando l’atmosfera densa e la bassa gravità di Titano.

Il velivolo potrà quindi visitare diverse zone della superficie grazie alla possibilità di spostarsi in volo. L’uso di radioisotopi per l’energia e algoritmi avanzati ne consentiranno il funzionamento in condizioni estreme, soprattutto di temperatura.

Rappresentazione artistica della missione Dragonfly che arriva su Titano, luna di Saturno, e vola nella sua atmosfera. Credits: NASA
Rappresentazione artistica della missione Dragonfly che arriva su Titano, luna di Saturno, e vola nella sua atmosfera. Credits: NASA

L’obbiettivo principale della missione, al di là dello studio approfondito della luna, è la ricerca di processi chimici prebiotici comuni sia su Titano che sulla Terra primordiale, prima che si sviluppasse la vita. Titano, infatti, oltre ad essere l’unica luna dotata di un’atmosfera permanente nel Sistema Solare, è anche caratterizzata da un ciclo del metano simile al ciclo dell’acqua sulla Terra. La possibilità che si possano essere sviluppate forme di vita basate su elementi diversi da quelli della vita terrestre è reale.

Dragonfly è stato progettato e costruito sotto la direzione del Johns Hopkins Applied Physics Laboratory (APL), che gestisce la missione per la NASA. Il PI è Elizabeth Turtle, dell’APL.

Qui la pagina NASA dedicata alla missione.

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Tags: dragonflydroneEsplorazione spazialeLanderNasaSaturnoTitano

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