• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Ecco (forse) perché troviamo così pochi esopianeti grandi due volte la Terra

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Febbraio 12, 2024
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
Rappresentazione artistica di un pianeta extrasolare il cui ghiaccio d'acqua sulla superficie vaporizza sempre più e forma un'atmosfera durante il suo avvicinamento alla stella centrale del sistema planetario. Questo processo aumenta il raggio planetario misurato rispetto al valore che il pianeta avrebbe nel suo luogo di origine. Credits: Thomas Müller (MPIA)

Rappresentazione artistica di un pianeta extrasolare il cui ghiaccio d'acqua sulla superficie vaporizza sempre più e forma un'atmosfera durante il suo avvicinamento alla stella centrale del sistema planetario. Questo processo aumenta il raggio planetario misurato rispetto al valore che il pianeta avrebbe nel suo luogo di origine. Credits: Thomas Müller (MPIA)

Condividi su FacebookTweet

Di esopianeti ne abbiamo scoperti molti, e ne stiamo scoprendo sempre di più. Ciò ci ha permesso di conoscerne varie tipologie, e soprattutto, di suddividerli per la loro grandezza. C’è però un divario, un gap, in questa distribuzione: il numero di esopianeti scoperti con un raggio circa doppio rispetto a quello della Terra è relativamente basso. Al contrario, ci sono molti esopianeti più piccoli e più grandi di queste dimensioni.

Questo divario, anche detto radius valley, Fulton gap o Sub-Neptune Desert, potrebbe essere spiegato con la migrazione planetaria. Lo ha proposto un team di astronomi tedeschi e svizzeri, guidati dal ricercatore Remo Burn del Max Planck Institute for Astronomy di Heidelberg.

Le simulazioni al computer del team, infatti dimostrano che la migrazione dei cosiddetti sub-Nettuni, con raggio inferiore a 3 raggi terrestri, nelle regioni interne dei loro sistemi planetari potrebbe spiegare questo fenomeno. Avvicinandosi alla stella centrale, l’evaporazione del ghiaccio d’acqua forma un’atmosfera che fa apparire i pianeti più grandi rispetto allo stato ghiacciato. Allo stesso tempo, i pianeti rocciosi più piccoli perdono gradualmente una parte del loro involucro gassoso originario, facendo sì che il loro raggio misurato si riduca nel tempo.

ANNUNCIO

Super-Terre e sub-Nettuni: il gap del raggio negli esopianeti

Il gap del raggio planetario si riferisce alla scarsità osservata di pianeti con raggi compresi tra 1.5 e 2 volte il raggio terrestre. Ne abbiamo trovati, ma sono molto rari, molto di più rispetto a tutte le altre categorie.

Due diversi tipi di esopianeti popolano le due regioni, nella distribuzione di esopianeti per dimensione, che circondano il gap:

  • Da un lato ci sono i pianeti rocciosi, che possono essere più massicci della Terra e sono quindi chiamati super-Terre.
  • Dall’altro lato, gli astronomi stanno scoprendo sempre più spesso i cosiddetti sub-Nettuni e mini-Nettuni in sistemi planetari lontani, che sono in media più grandi delle super-Terra, ma con raggio inferiore a 3 volte quello terrestre.

Nel nostro Sistema Solare, questa classe planetaria non c’è. Venere ha le dimensioni della Terra, Mercurio e Marte dimensioni inferiori, e poi arrivano subito i giganti gassosi e ghiacciati, con raggi nettamente superiori. Per questo motivo, ancora oggi, non siamo esattamente sicuri della struttura e composizione dei corpi planetari che colmerebbero questa lacuna.

Distribuzione dimensionale degli esopianeti osservati e simulati con raggi inferiori a cinque raggi terrestri. Il numero di esopianeti diminuisce tra 1.6 e 2.2, producendo una distribuzione a valle pronunciata. Invece, sono presenti più pianeti con dimensioni intorno a 1.4 e 2.4 raggi terrestri. Le ultime simulazioni, che per la prima volta tengono conto delle proprietà realistiche dell’acqua, indicano che i pianeti ghiacciati che migrano all’interno dei sistemi planetari formano spesse atmosfere di vapore acqueo. Li fa sembrare più grandi di quanto sarebbero nel loro luogo di origine. Questi producono il picco a circa 2.4 raggi terrestri. Allo stesso tempo, i pianeti rocciosi più piccoli perdono nel tempo parte del loro involucro di gas originale, provocando una riduzione del loro raggio misurato e contribuendo così all’accumulo di circa 1.4 raggi terrestri. Credits: R. Burn, cap. Mordasini/MPIA
Distribuzione dimensionale degli esopianeti osservati e simulati con raggi inferiori a cinque raggi terrestri. Il numero di esopianeti diminuisce tra 1.6 e 2.2, producendo una distribuzione a valle pronunciata. Invece, sono presenti più pianeti con dimensioni intorno a 1.4 e 2.4 raggi terrestri. Credits: R. Burn, cap. Mordasini/MPIA

La migrazione dei sub-Nettuni

Il meccanismo più comunemente suggerito per spiegare il gap del raggio è che i pianeti potrebbero perdere una parte della loro atmosfera originaria a causa dell’irradiazione della stella centrale, in particolare i gas volatili come l’idrogeno e l’elio, in un processo noto come fotoevaporazione.

ANNUNCIO

Tuttavia, questa spiegazione trascura l’influenza della migrazione planetaria. È stato stabilito da circa 40 anni che, in determinate condizioni, i pianeti possono spostarsi verso l’interno e l’esterno dei sistemi planetari nel corso del tempo. L’efficacia di questa migrazione e la misura in cui influenza lo sviluppo dei sistemi planetari influiscono sul suo contributo alla formazione della radius valley.

Nelle regioni ghiacciate dei loro luoghi di nascita, i sub-Nettuni ricevono poco calore dalla loro stella. Quando questi pianeti, presumibilmente ghiacciati, migrano più vicino alla stella, il ghiaccio si scongela, formando alla fine una spessa atmosfera di vapore acqueo. Questo processo si traduce in uno spostamento dei raggi dei pianeti verso valori più grandi.

Infatti, le osservazioni utilizzate per misurare i raggi planetari non sono in grado di distinguere se le dimensioni determinate sono dovute alla sola parte solida del pianeta o a un’ulteriore atmosfera densa. E allo stesso tempo, i pianeti rocciosi si “restringono” perdendo la loro atmosfera. Nel complesso, entrambi i meccanismi producono una mancanza di pianeti con dimensioni intorno ai 2 raggi terrestri.

Ma non è finita qui…

I risultati ottenuti dal team di Burn e colleghi derivano dai calcoli dei modelli fisici che tracciano la formazione dei pianeti e la loro successiva evoluzione. Essi comprendono anche i processi nei dischi di gas e polvere che circondano le giovani stelle, e che danno origine a nuovi pianeti. Questi modelli includono l’emergere di atmosfere, la miscelazione di gas diversi e la migrazione radiale.

Il gap del raggio è rappresentato come una linea nera, e la popolazione planetaria di corpi puri di silicato e ferro (verde), pianeti ricchi di acqua (blu) e giganti gassosi H/He (arancione) sono mostrati come rettangoli sfocati. Vengono mostrati esempi di schemi della struttura interna con indicatori per la miscelazione differente di gas e la migrazione. Credits: Burn et al. 2024
Il gap del raggio è rappresentato come una linea nera, e la popolazione planetaria di corpi puri di silicato e ferro (verde), pianeti ricchi di acqua (blu) e giganti gassosi H/He (arancione) sono mostrati come rettangoli sfocati. Vengono mostrati esempi di schemi della struttura interna con indicatori per la miscelazione differente di gas e la migrazione. Credits: Burn et al. 2024

“Il punto centrale di questo studio sono state le proprietà dell’acqua alle pressioni e alle temperature che si verificano all’interno dei pianeti e delle loro atmosfere” ha spiegato Burn. Capire come si comporta l’acqua in un’ampia gamma di pressioni e temperature è fondamentale per le simulazioni. È notevole, ammettono gli scienziati, come le proprietà fisiche a livello molecolare influenzino i processi astronomici su larga scala, come la formazione delle atmosfere planetarie.

Tuttavia, questa scoperta è “solo” un passo avanti di molti che attendono di essere compiuti. Infatti, sebbene la distribuzione dimensionale simulata corrisponda strettamente a quella osservata, i dettagli presentano ancora alcune incongruenze. Ad esempio, nei calcoli troppi pianeti di ghiaccio finiscono troppo vicini alla stella centrale. Sarà compito di studi futuri, anche grazie al James Webb Space Telescope al futuro Extremely Large Telescope, aiutare gli scienziati a capirne di più.

Lo studio, pubblicato su Nature Astronomy, è reperibile qui.

Astrospace.it è un progetto di divulgazione scientifica portato avanti da un gruppo di giovani fisici e ingegneri con una passione comune per lo spazio. Se ti piace quello che stai leggendo, puoi contribuire alla crescita della piattaforma attraverso il nostro abbonamento. Ai nostri abbonati riserviamo contenuti esclusivi e sempre in aggiornamento.

Entra anche tu in Astrospace.it Orbit.

Continua a seguire Astrospace.it su Telegram e Instagram.

Tags: Esopianetimigrazionepianeti extrasolarisuper terra

Potrebbe interessarti anche questo:

Il candidato esopianeta scoperto attorno a KIC 9139163, una stella pulsante di tipo solare situata nella costellazione del Cigno. Credits: INAF/realizzata con AI Gemini

Scoperto un candidato esopianeta che non transita davanti alla sua stella

Agosto 26, 2026
Render artistico di CD-35 2722, un sistema stellare con un oggetto simile a una luna in orbita attorno a una nana bruna. Credits: ESO/M. Kornmesser

Trovata una possibile esoluna attorno a una nana bruna: potrebbe essere la prima mai scoperta

Luglio 22, 2026
Render artistico del gigante gassoso WD 1856 b, che è sopravvissuto alla morte della sua stella. Credits: NASA, ESA, CSA, R. Crawford (STScI)

Il James Webb ha osservato un pianeta sopravvissuto alla morte della sua stella

Luglio 2, 2026
Dettaglio del mosaico realizzato da Euclid del centro della Via Lattea. A destra sono visibili dense nubi molecolari che oscurano parte della luce proveniente dal rigonfiamento galattico, mentre verso sinistra il numero di nubi diminuisce e appare più chiaramente la brillante popolazione stellare del bulge, la regione centrale della nostra Galassia. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, CFHT

Nel cuore della Via Lattea con Euclid. Ecco cosa ci racconta il secondo Quick Data Release

Giugno 24, 2026
Render artistico di una stella nana ultrafredda e di un pianeta roccioso che le orbita attorno. Credits: NASA/JPL-Caltech

Il Canada propone POET, una nuova missione per la ricerca di esopianeti

Maggio 4, 2026
Spostamento del telescopio spaziale PLATO dell'ESA fuori dal Large Space Simulator presso il centro ESTEC nei Paesi Bassi. Credits: ESA

La missione PLATO dell’ESA ha superato una prima campagna di test pre-lancio

Aprile 24, 2026
Attualmente in riproduzione

Lo Zhuque-3 è atterrato con successo: ora la Cina ha DUE razzi riutilizzabili

Lo Zhuque-3 è atterrato con successo: ora la Cina ha DUE razzi riutilizzabili

00:13:17

Ecco la Guida completa ai razzi Falcon: grande annuncio!

00:08:54

Come funziona una Eclissi di Sole?

00:17:00

Luca Parmitano ci spiega Artemis III: Tutto quello che devi sapere

00:19:28

SpaceX si quota in Borsa! Cosa succederà davvero? Tutto quello che devi sapere!

00:28:57

L'esplosione del New Glenn cambia tutto? Cosa succede al Programma Artemis?

00:16:10

STARSHIP V3 sta arrivando! Ecco tutti i miglioramenti e modifiche rispetto alla V2

00:25:34

Le polemiche, la scienza e gli astronauti di Artemis II: Tutto quello che devi sapere parte 2

00:21:57

ARTEMIS II: Tutto quello che devi sapere sul viaggio verso la Luna: parte 1

00:26:06

Una nuova base lunare per il programma Artemis al posto del Lunar Gateway

00:12:37

La STORIA COMPLETA dell'atterraggio su TITANO: mai l'Umanità è andata così lontano

00:17:21

Nuove missioni, flyby e cosa succederà nel Sistema Solare nel 2026!

00:15:40

Ecco le cose più interessanti da aspettare nella space economy del 2026

00:11:49

Cosa abbiamo imparato atterrando sulla Cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko?

00:34:31

Jared Isaacman riuscirà a salvare la NASA? Ecco tutte le sfide che lo aspettano

00:24:19

Tutte le missioni lunari a cui sta lavorando l'Italia

00:26:20

La nuova manovra DYNAMIC BANKING di Starship spiegata!

00:16:52

Cosa sta succedendo alla NASA e ad Artemis? Chi avrà il primo allunaggio?

00:15:38

Dopo HALO e il Lunar Gateway: il futuro lunare spiegato da chi ci lavora

00:17:39

Il James Webb sta veramente rivoluzionando l’astrofisica?

00:17:09

Perché non siamo più tornati sulla Luna dopo Apollo 11?

00:15:39

Ecco come le onde gravitazionali stanno cambiando l'astrofisica!

00:15:55

Cosa sono e da dove provengono gli OGGETTI INTERSTELLARI come 3I/Atlas?

00:16:39

Un mese da record per Rocket Lab. La Cina affronta una crisi dei lanci spaziali - Launchpad

00:09:33

L'esplosione di Starship S36 cambia tutto?

00:11:19

Abbiamo visto da vicino HALO: il primo modulo del Lunar Gateway

00:18:34

Yuri Gagarin, il semi Dio che ha sfidato lo spazio – La vera storia di Vostok 1

00:11:41

La storia completa del lander che ha portato l'ITALIA sulla Luna

00:22:58

SpaceX può arrivare su Marte nel 2026? Aggiornamenti da Starship e Starbase

00:11:08

Euclid inizia la creazione del più grande Atlante cosmico della storia - Le nuove immagini spiegate

00:11:18

Diretta allunaggio Blue Ghost e LuGRE

03:00:24

Diretta ottavo volo di test di Starship - Lancio rinviato!

02:21:37

Il 2025 di Starship. Cosa aspettarci fra lanci, test e progressi a Starbase

00:14:32

BE-4 o Raptor? Ecco come funzionano i due motori di Blue Origin e SpaceX

00:15:12

La storia di Europa Clipper: alla ricerca di vita aliena intorno a Giove

00:21:59

I sette telescopi spaziali e terrestri più attesi nei prossimi dieci anni

00:20:14

Com'è andato il settimo volo (ed esplosione) di Starship? Un'analisi preliminare

00:08:43

Verso la Luna, e oltre - I progressi di Starship

00:10:37

La nuova analisi ambientale di Starbase e il settimo volo di Starship

00:08:56

La storia del Dream Chaser, il nuovo spazioplano americano pronto al lancio

00:20:05

Speciale elezioni americane - Questa settimana nello spazio 39

01:37:52

La storia di Ariane 6, il nuovo razzo pesante europeo. Sarà l'ultimo?

00:21:44

Polaris Dawn: la storia della più incredibile missione spaziale privata di sempre.

00:17:51

Sesto lancio di test Starship - Diretta

04:33:33

Che fine hanno fatto i lanciatori europei? Analisi di una crisi in corso

00:17:14

Come è andato il quarto volo di Starship? Una dettagliata analisi.

00:11:34

La storia di Starliner: l'ultima capsula spaziale che costruirà Boeing?

00:23:54

La Cina può veramente portare un astronauta sulla Luna prima del programma Artemis?

00:13:00

Siamo pronti per i RAZZI NUCLEARI? (Il futuro oltre Starship)

00:19:16

Manned Venus Flyby: la storia di quella volta che la NASA voleva mandare tre astronauti su Venere

00:15:21

Il terzo volo di test di Starship (IFT-3) è stato un successo o un (parziale) fallimento?

00:12:12

Perché si costruiscono ancora stazioni spaziali?

00:13:52

La missione IM-1 di Nova-C Odysseus è stata un successo o un fallimento?

00:10:11

Quanto costa il turismo spaziale? Confronto fra mezzi, orbite e opportunità

00:17:16

Cosa sono e a cosa servono gli Accordi Artemis?

00:15:40

Perché è ancora così difficile atterrare sulla Luna?

00:23:27

Starship: successo o fallimento?

00:19:30

Speciale Artemis 1 - Ecco la prima missione del nuovo Programma di esplorazione lunare Artemis

00:30:05

DART e LICIACube: la prima missione di difesa planetaria. Cosa succederà prima e dopo lo schianto?

00:39:10

La prima foto del "nostro" buco nero Sgr A*

01:07:58

Come scegliere il tuo PRIMO Telescopio (Senza sbagliare)

01:24:54

I cancelli del cielo - Geopolitica ed economia dello spazio

01:03:56

Com'è andato il quinto volo di Starship?

00:09:21

Il test del Raptor nello spazio, l'ultimo prima di portare la Starship in orbita

00:09:40

Cosa succederà durante il nono volo di Starship?

00:11:16

Lo Zhuque-3 cinese è pronto al lancio. Ecco tutto quello che sappiamo

00:22:23

[Rinviato] Il 7 marzo si parte per la Luna (?). Aggiornamenti sul WDR e sui prossimi step

00:09:19

Artemis II: Cos'è successo il quarto giorno di missione?

01:11:13

La Cina ha recuperato un razzo orbitale con una rete! La spiegazione completa.

00:15:58

Il telescopio spaziale ROMAN cambierà l'astrofisica?

00:18:29
ANNUNCIO

I più letti

  • Render della separazione tra il modulo di trasferimento e i due orbiter della missione BepiColombo. Credits: ESA/ATG medialab, NASA/JPL

    BepiColombo si prepara all’arrivo a Mercurio: il 3 settembre si separerà dal modulo di trasferimento

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Due strumenti della sonda New Horizons potrebbero essere spenti per mancanza di fondi

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Hubble ha osservato un decagono attorno al Polo Sud di Saturno. Ecco cosa sappiamo

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Tutto pronto per il lancio dei satelliti FLEX e Sentinel 3C con Vega-C

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Set 10
9:00 pm - 11:00 pm

Presentazione “La Guida completa ai razzi Falcon”

Set 23
Settembre 23 @ 9:30 am - Settembre 25 @ 6:30 pm

BEX (Beyond Exploration Expo)

Ott 17
10:00 am - 6:00 pm

ESPLORAZIONI 2026

Vedi Calendario

Gli ultimi approfondimenti

Il Nancy Grace Roman Space Telescope incapsulato all'interno del Falcon Heavy che lo lancerà nello spazio il 30 agosto 2026.

Quando, dove e perché seguire il lancio del telescopio spaziale Nancy Grace Roman

Agosto 29, 2026
Eclissi parziale di Luna

È in arrivo un’eclissi parziale di Luna, visibile anche dall’Italia: ecco come e quando osservarla

Agosto 26, 2026
Eclissi solare totale dell'8 aprile 2024 da Dallas, Texas. Credits: NASA/Keegan Barber

Eclissi di Sole il 12 agosto 2026: tutto ciò che serve sapere per osservarla

Agosto 11, 2026
ANNUNCIO


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162