• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Una nuova tecnica sfrutta i dati di ALMA per pesare e datare gli esopianeti

Chiara De Piccoli di Chiara De Piccoli
Gennaio 10, 2023
in Astronomia e astrofisica, Divulgazione, News, Scienza
Radiointerferometro ALMA

Fotografia di due delle antenne che costituiscono il radiointerferometro ALMA. Crediti: Iztok Bončina/ESO

Condividi su FacebookTweet

Sfruttando le osservazioni del radiointerferometro ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), un gruppo di ricercatori ha sviluppato una nuova tecnica per misurare peso ed età degli esopianeti in orbita a giovani stelle.

Quando questi pianeti esterni al Sistema Solare ruotano a grande distanza dalla loro stella d’origine, la loro identificazione per osservazione diretta è praticamente impossibile, così come la loro caratterizzazione. Osservando però delle perturbazioni simili ad uragani nel disco circumstellare che avvolge le giovani stelle, è possibile stabilire dei limiti di massa ed età degli esopianeti. Questo permette di comprendere le proprietà dei probabili pianeti in orbita e il loro processo di formazione.

Due diversi articoli, pubblicati nel Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, descrivono il metodo sviluppato da Roman Rafikov, professore presso l’Università di Cambridge, e il suo dottorando Nicolas Cimerman. L’obbiettivo della ricerca è di determinare i limiti di massa ed età degli esopianeti responsabili della formazione dei vortici nel disco.

La formazione degli uragani nei dischi circumstellari

Una giovane stella è avvolta da un disco di gas e polveri. Secondo un processo noto come core accretion, le particelle di questa struttura si aggregano per effetto della gravità, dando vita a oggetti più massivi, come asteroidi e pianeti. La presenza di questi oggetti all’interno del disco circumstellare è visibile grazie al cosiddetti gaps (dall’inglese “buchi”) che si formano nella struttura ad anello, osservati anche da ALMA.

Oltre a queste tracce, i dati ad alta risoluzione del telescopio hanno permesso d’identificare delle strutture ad arco, interpretabili come concentrazioni di polvere, nelle zone limitrofe alle lacune scavate dai pianeti. Così come i gaps, anche queste potrebbero essere dovute dalla presenza di un pianeta.

Tra le spiegazioni più intriganti riguardo la presenza di questi archi c’è un meccanismo che prevede la formazione di vortici di polvere innescati da una instabilità ai bordi dei gaps. Questa instabilità è nota come Rossby Wave Instability (RWI). I vortici, simili a piccoli uragani, durante l’evoluzione del sistema planetario possono fondersi dando origine a strutture di dimensioni maggiori formando gli archi o grumi che appaiono nelle osservazioni di ALMA. Durante la formazione di un pianeta attorno ad una giovane stella, la regione attorno a cui il pianeta orbita viene via a via ripulita. All’interno della lacuna, la densità è inferiore rispetto a quella al di fuori del gap. Questa differenza di densità, continuando ad aumentare, innesca la RWI che perturba il disco e produce i vortici.

ANNUNCIO
Evoluzione temporale dei vortici nei dischi circumstellari
Evoluzione temporale dei vortici innescati dalla Rossby Wave Instability. Nel pannello a) si osserva una situazione stabile. In b) si può vedere lo stadio iniziale della RWI, che sviluppa tre vortici visibili nel pannello c) fino alla formazione di un unico grande vortice, dovuto alla fusione dei precedenti, raffigurati in d).

Anche pianeti di una massa relativamente piccola, come un decimo della massa di Giove, possono formare buchi visibili all’interno del disco. Grazie allo studio di Rafikov e Cimerman, è stato possibile definire dei limiti di massa, e anche di età, degli ipotetici pianeti localizzati a grandi distance dalla stella che causano questi piccoli uragani nel disco.

Limiti di massa dei pianeti responsabili dei vortici

Il metodo sviluppato da Rafikov e il suo dottorando si basa su dei calcoli teorici sulla misura del tempo necessario per la produzione di un vortice, causata dalla formazione di un pianeta nel disco. Più è massivo il pianeta, minore sarà il tempo richiesto per innescare l’instabilità che da vita ai vortici a causa della maggiore gravità del pianeta. Questo valore temporale è utile per stabilire la massa e l’età del pianeta responsabile della formazione di un vortice ai bordi del gap. Parliamo in particolare delle tecniche note col nome inglese di “vortex weighing” e “vortex dating“, ossia rispettivamente pesatura e datazione a vortice.

Per quanto riguarda la vortex weighing, conoscendo l’età della stella centrale, è possibile stabilire un limite minimo sulla massa del pianeta. Questo calcolo in particolare si basa su due considerazioni:

  • L’età del sistema planetario, assunta come nota, è ovviamente maggiore di quella del pianeta in formazione.
  • La presenza di vortici osservati implica che l’età del pianeta è maggiore al tempo necessario per la produzione di questi vortici da parte dell’instabilità innescata dalla formazione del pianeta stesso.

Per i dischi osservati da ALMA, il valore di questo limite minimo di massa è compreso tra le 30 e le 50 masse terrestri. Si tratta dunque di pianeti classificabili come super-Nettuniani. Tra i dischi osservati dai ricercatori di Cambridge ci sono ad esempio quelli delle stelle HD 135344B e HD 36112, entrambe giovani stelle caratterizzate da dischi protoplanetari.

Dischi protoplanetari di giovani stelle
I dischi circumstellari che avvolgono le stelle HD 135344B (destra) e HD 36112 (sinistra), ottenute rispettivamente dallo strumento SPHERE del Very Large Telescope e dal telescopio ALMA. Crediti: ESO, T. Stolker et al., R. Dong et al.; ALMA (ESO/NAOJ/NRAO).

Una stima dell’età planetaria

Se la massa di un pianeta in formazione fosse già nota grazie a tecniche di modelling dell’atmosfera, per un pianeta visibile, o misurazioni dinamiche indirette, sarebbe possibile definire un limite sull’età planetaria. Tuttavia, per i pianeti responsabili dei vortici osservati da ALMA queste informazioni non sono abbastanza accurate.

Una buona stima dell’età di un esopianeta risulta molto utile per diverse ragioni. Infatti permetterebbe di:

  • Comprendere il tempo necessario al pianeta per formarsi a partire dalle polveri e il gas del disco circumstellare.
  • Controllare la consistenza delle caratteristiche di un pianeta durante la sua evoluzione, come temperatura e luminosità. Infatti, l’età di un pianeta incide su entrambe queste grandezze.

In ogni caso, dagli studi condotti da Rafikov e Cimerman non definiscono un valore di età planetaria vincolante al momento. Per migliorarlo infatti è necessario definire un valore massimo della massa del pianeta in esame più accurato, attraverso osservazioni dirette del corpo. Queste ultime però sono complesse soprattutto per piccoli pianeti lontani dalla stella centrale al sistema a cui appartengono.

Per ulteriori approfondimenti, gli articoli scientifici che parlano di questo studio sono reperibili ai seguenti link:

  • Roman R. Rafikov, Nicolas P. Cimerman. Vortex weighing and dating of planets in protoplanetary discs. Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.
  • Nicolas P. Cimerman, Roman R. Rafikov. Emergence of vortices at the edges of planet-driven gaps in protoplanetary discs. Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

Astrospace.it è un progetto di divulgazione scientifica portato avanti da un gruppo di giovani fisici e ingegneri con una passione comune per lo spazio. Se ti piace quello che stai leggendo, puoi contribuire alla crescita della piattaforma attraverso il nostro abbonamento. Ai nostri abbonati riserviamo contenuti esclusivi e sempre in aggiornamento.

Entra anche tu in Astrospace.it Orbit.

Tags: ALMAAstrofisicaastronomiaEsopianeti

Potrebbe interessarti anche questo:

Render artistico del sistema planetario LHS 1903. Credits: ESA

La missione CHEOPS dell’ESA ha scoperto un sistema planetario “disordinato” rispetto alle aspettative

Febbraio 13, 2026
Fotografia di Giove elaborata dai dati della JunoCam a bordo della sonda Juno, ottenuti durante il sorvolo del 7 settembre 2023. Credits: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS

Giove è più “piccolo” e più schiacciato ai poli del previsto, secondo i dati della sonda Juno

Febbraio 9, 2026
I cieli bui e limpidi sopra l'Osservatorio Paranal, sede del Very Large Telescope dell'ESO. Credits: ESO/P. Horálek

Annunciata la cancellazione del grande progetto industriale INNA, che stava mettendo a rischio i cieli del Paranal

Febbraio 3, 2026
Render artistico della stella TRAPPIST-1 e di due esopianeti che ci transitano di fronte. Credits: NASA, ESA, and G. Bacon (STScI)

La NASA applica l’IA ai dati del telescopio spaziale TESS per cercare nuovi esopianeti

Gennaio 23, 2026
Pianeta errante

Misurate per la prima volta la massa e la distanza di un pianeta errante

Gennaio 5, 2026
La galassia Y1, cerchiata in rosso, vista con il telescopio spaziale James Webb. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, J. Diego (Instituto de Física de Cantabria, Spain), J. D’Silva (U. Western Australia), A. Koekemoer (STScI), J. Summers & R. Windhorst (ASU), and H. Yan (U. Missouri)

Trovata una galassia nell’Universo primordiale che forma stelle a un ritmo molto elevato

Novembre 18, 2025
Attualmente in riproduzione

La STORIA COMPLETA dell'atterraggio su TITANO: mai l'Umanità è andata così lontano

La STORIA COMPLETA dell'atterraggio su TITANO: mai l'Umanità è andata così lontano

00:17:21

Nuove missioni, flyby e cosa succederà nel Sistema Solare nel 2026!

00:15:40

Ecco le cose più interessanti da aspettare nella space economy del 2026

00:11:49

Cosa abbiamo imparato atterrando sulla Cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko?

00:34:31

Jared Isaacman riuscirà a salvare la NASA? Ecco tutte le sfide che lo aspettano

00:24:19

Tutte le missioni lunari a cui sta lavorando l'Italia

00:26:20

La nuova manovra DYNAMIC BANKING di Starship spiegata!

00:16:52

Cosa sta succedendo alla NASA e ad Artemis? Chi avrà il primo allunaggio?

00:15:38

Dopo HALO e il Lunar Gateway: il futuro lunare spiegato da chi ci lavora

00:17:39

Il James Webb sta veramente rivoluzionando l’astrofisica?

00:17:09

Perché non siamo più tornati sulla Luna dopo Apollo 11?

00:15:39

Ecco come le onde gravitazionali stanno cambiando l'astrofisica!

00:15:55

Cosa sono e da dove provengono gli OGGETTI INTERSTELLARI come 3I/Atlas?

00:16:39

Un mese da record per Rocket Lab. La Cina affronta una crisi dei lanci spaziali - Launchpad

00:09:33

L'esplosione di Starship S36 cambia tutto?

00:11:19

Abbiamo visto da vicino HALO: il primo modulo del Lunar Gateway

00:18:34

Yuri Gagarin, il semi Dio che ha sfidato lo spazio – La vera storia di Vostok 1

00:11:41

La storia completa del lander che ha portato l'ITALIA sulla Luna

00:22:58

SpaceX può arrivare su Marte nel 2026? Aggiornamenti da Starship e Starbase

00:11:08

Euclid inizia la creazione del più grande Atlante cosmico della storia - Le nuove immagini spiegate

00:11:18

Diretta allunaggio Blue Ghost e LuGRE

03:00:24

Diretta ottavo volo di test di Starship - Lancio rinviato!

02:21:37

Il 2025 di Starship. Cosa aspettarci fra lanci, test e progressi a Starbase

00:14:32

BE-4 o Raptor? Ecco come funzionano i due motori di Blue Origin e SpaceX

00:15:12

La storia di Europa Clipper: alla ricerca di vita aliena intorno a Giove

00:21:59

I sette telescopi spaziali e terrestri più attesi nei prossimi dieci anni

00:20:14

Com'è andato il settimo volo (ed esplosione) di Starship? Un'analisi preliminare

00:08:43

Verso la Luna, e oltre - I progressi di Starship

00:10:37

La nuova analisi ambientale di Starbase e il settimo volo di Starship

00:08:56

La storia del Dream Chaser, il nuovo spazioplano americano pronto al lancio

00:20:05

Speciale elezioni americane - Questa settimana nello spazio 39

01:37:52

La storia di Ariane 6, il nuovo razzo pesante europeo. Sarà l'ultimo?

00:21:44

Polaris Dawn: la storia della più incredibile missione spaziale privata di sempre.

00:17:51

Sesto lancio di test Starship - Diretta

04:33:33

Che fine hanno fatto i lanciatori europei? Analisi di una crisi in corso

00:17:14

Come è andato il quarto volo di Starship? Una dettagliata analisi.

00:11:34

La storia di Starliner: l'ultima capsula spaziale che costruirà Boeing?

00:23:54

La Cina può veramente portare un astronauta sulla Luna prima del programma Artemis?

00:13:00

Come funziona un razzo a propulsione termica nucleare?

00:19:16

Manned Venus Flyby: la storia di quella volta che la NASA voleva mandare tre astronauti su Venere

00:15:21

Il terzo volo di test di Starship (IFT-3) è stato un successo o un (parziale) fallimento?

00:12:12

Perché si costruiscono ancora stazioni spaziali?

00:13:52

La missione IM-1 di Nova-C Odysseus è stata un successo o un fallimento?

00:10:11

Quanto costa il turismo spaziale? Confronto fra mezzi, orbite e opportunità

00:17:16

Cosa sono e a cosa servono gli Accordi Artemis?

00:15:40

Perché è ancora così difficile atterrare sulla Luna?

00:23:27

Starship: successo o fallimento?

00:19:30

Speciale Artemis 1 - Ecco la prima missione del nuovo Programma di esplorazione lunare Artemis

00:30:05

DART e LICIACube: la prima missione di difesa planetaria. Cosa succederà prima e dopo lo schianto?

00:39:10

La prima foto del "nostro" buco nero Sgr A*

01:07:58

La guida completa alla scelta di un telescopio - Live speciale

01:24:54

I cancelli del cielo - Geopolitica ed economia dello spazio

01:03:56

Com'è andato il quinto volo di Starship?

00:09:21

Il test del Raptor nello spazio, l'ultimo prima di portare la Starship in orbita

00:09:40

Cosa succederà durante il nono volo di Starship?

00:11:16

Lo Zhuque-3 cinese è pronto al lancio. Ecco tutto quello che sappiamo

00:22:23

[Rinviato] Il 7 marzo si parte per la Luna (?). Aggiornamenti sul WDR e sui prossimi step

00:09:19

I più letti

  • I satelliti della missione Proba-3 posizionati in una configurazione tale da ricreare un'eclissi solare artificiale, per lo studio della corona del Sole. Credits: ESA-P. Carril

    L’ESA ha perso i contatti con uno dei satelliti della missione Proba-3

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Ecco finalmente la Ship 39, la prima V3. I progressi di Starship

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Sierra Space ha raccolto 550 milioni di dollari e fissa il lancio di Dream Chaser per il 2026

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Artemis III non sarà più la missione del ritorno dell’Umanità sulla Luna

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

Simulazione della collisione di due buchi neri che produce onde gravitazionali. Credits: Simulating eXtreme Spacetimes (SXS) project

Dieci anni dall’annuncio del primo rilevamento diretto delle onde gravitazionali

Febbraio 11, 2026
Le prime immagini del satellite CSG-FM3 della costellazione COSMO-SkyMed. A sinistra, Roma; al centro, Vancouver; a destra, il fiume Padma in Bangladesh. Credits: ASI

Quanto sono importanti le prime immagini del quinto satellite italiano della costellazione COSMO-SkyMed?

Gennaio 23, 2026

La giornata nazionale dello spazio e il ricordo del primo satellite italiano, il San Marco 1

Dicembre 16, 2025


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162