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Trovato il primo pianeta su un’orbita perpendicolare attorno a una coppia di stelle

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Aprile 16, 2025
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
Rappresentazione artistica dell'insolita orbita perpendicolare dell'esopianeta 2M1510 (AB) b attorno alle sue stelle ospiti, una coppia di nane brune. Credits: ESO/L. Calçada

Rappresentazione artistica dell'insolita orbita perpendicolare dell'esopianeta 2M1510 (AB) b attorno alle sue stelle ospiti, una coppia di nane brune. Credits: ESO/L. Calçada

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Un team internazionale di astronomi ha scoperto un esopianeta che orbita in modo perpendicolare attorno a una coppia di nane brune, segnando la prima prova concreta dell’esistenza di un “pianeta polare” in un sistema binario.

La scoperta è stata realizzata grazie alle osservazioni effettuate con lo strumento UVES (Ultraviolet and Visual Echelle Spectrograph) installato sul Very Large Telescope (VLT) dell’European Southern Observatory (ESO) presso l’Osservatorio del Paranal, in Cile.​

Il pianeta, denominato 2M1510 (AB) b, orbita attorno a una coppia di giovani nane brune che si eclissano reciprocamente, rendendo il sistema noto come binaria a eclisse. Questa configurazione è estremamente rara: è solo la seconda coppia di nane brune a eclisse conosciuta e contiene il primo esopianeta mai trovato su un’orbita perpendicolare rispetto al piano orbitale delle due stelle ospiti.​

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Un (altro) pianeta su un’orbita polare

Negli ultimi anni, gli astronomi hanno identificato diversi esopianeti in orbita attorno a coppie di stelle, simili al mondo immaginario di Tatooine in Star Wars. Tuttavia, questi pianeti tendono a seguire orbite allineate con il piano orbitale delle loro stelle ospiti. La scoperta di 2M1510 (AB) b rappresenta quindi una svolta significativa.​

Gli astronomi hanno osservato che il percorso orbitale delle due stelle in 2M1510 veniva modificato in modi insoliti, suggerendo la presenza di un terzo corpo. Dopo aver esaminato vari scenari, l’unica spiegazione coerente con i dati è stata l’esistenza di un pianeta su un’orbita polare attorno alla binaria.

La scoperta è stata fortuita, poiché le osservazioni non erano inizialmente programmate per cercare un tale pianeta o configurazione orbitale.

Immagine scattata in luce visibile che mostra 2M1510 AB, una coppia di nane brune che orbitano l'una intorno all'altra. Le due nane brune, A e B, sono viste come un'unica fonte in questa immagine, ma si sa che ce ne sono due perché periodicamente si eclissano a vicenda. Durante il monitoraggio delle loro orbite, gli astronomi hanno trovato perturbazioni che possono essere spiegate solo dal tiro gravitazionale di un esopianeta che circonda entrambe le nane brune in un'orbita perpendicolare. Credits: DESI Legacy Survey/D. Lang (Perimeter Institute)
Immagine scattata in luce visibile che mostra 2M1510 AB, una coppia di nane brune che orbitano l’una intorno all’altra. Le due nane brune, A e B, sono viste come un’unica fonte in questa immagine, ma si sa che ce ne sono due perché periodicamente si eclissano a vicenda. Durante il monitoraggio delle loro orbite, gli astronomi hanno trovato perturbazioni che possono essere spiegate solo dal tiro gravitazionale di un esopianeta che circonda entrambe le nane brune in un’orbita perpendicolare. Credits: DESI Legacy Survey/D. Lang (Perimeter Institute)

Implicazioni per la formazione planetaria e prospettive future​

La scoperta di 2M1510 (AB) b ha importanti implicazioni per la nostra comprensione della formazione planetaria. Le orbite polari erano state teoricamente previste come stabili, e dischi di formazione planetaria su orbite polari erano già stati osservati attorno a coppie di stelle. Tuttavia, fino ad ora, mancavano prove concrete dell’esistenza di pianeti su tali orbite.​

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Il sistema 2M1510 è particolarmente interessante anche perché le due nane brune appartengono al gruppo in movimento Argus, con un’età stimata di circa 45 milioni di anni. Questo rende il sistema un laboratorio ideale per studiare l’evoluzione dei pianeti e delle nane brune in ambienti giovani.​

Gli astronomi prevedono di effettuare ulteriori osservazioni per confermare la presenza del pianeta e determinare meglio le sue caratteristiche. Metodi come la misurazione delle variazioni temporali delle eclissi (ETV) e l’imaging diretto potrebbero fornire ulteriori conferme e dettagli sulla massa e l’orbita del pianeta.​

“Nel complesso, penso che questo dimostri a noi astronomi, ma anche al grande pubblico, cosa è possibile trovare nell’affascinante Universo in cui viviamo” conclude Amaury Triaud, professore all’Università di Birmingham coinvolto nello studio.

La ricerca, pubblicata su Science Advances, è reperibile qui.

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Tags: Esopianetipianeta extrasolareStelleStelle binarie

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