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Un nuovo studio della NASA certifica che i poli lunari sono itineranti

Grazie ad una simulazione al computer, gli scienziati della NASA sono riusciti a ricostruire una Luna primordiale eliminando i piccoli crateri di cui è tappezzata la sua superficie. Il risultato ha permesso alla NASA di stabilire che i poli geografici della Luna non sono sempre stati dove li vediamo oggi.

Francesco Durante di Francesco Durante
Settembre 28, 2022
in Agenzie Spaziali, Esplorazione spaziale, Fisica, Luna, NASA, News, Scienza
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Un nuovo studio della NASA certifica che i poli geografici della Luna sono itineranti. Per arrivare a questa conclusione, gli scienziati del NASA Goddard Space Flight Center si sono serviti di una simulazione al computer. Cancellando tutti i piccoli crateri dalla superficie lunare, gli astronomi guidati dal responsabile Vishnu Viswanathan di NASA/GSFC hanno ricostruito una Luna primordiale.

La cancellazione di tali crateri dovuti ad impatto asteroidale ha permesso d’individuare uno spostamento dei poli che risale a 4,25 miliardi di anni fa. Le informazioni ottenute dalla simulazione al computer possono quindi servire a comprendere l’evoluzione del nostro Satellite. Ancora, saranno di grande importanza per stabilire lo stato delle risorse presenti sulla Luna come l’acqua ghiacciata, uno dei motivi cardine per cui NASA vuole esplorare i poli lunari.

«In base alla storia dei crateri della Luna, la deviazione polare sembra essere stata abbastanza moderata da consentire all’acqua vicino ai poli di rimanere nelle zone d’ombra, godendo così di condizioni stabili per miliardi di anni» afferma Vishnu Viswanathan di NASA/GSFC.

Lo studio sui poli lunari

L’itineranza dei poli lunari non è di certo una novità, tant’è che si parla di True Polar Wander (TPW). Ciononostante, questo studio ne certifica lo spostamento e ci illustra di quanto i poli hanno modificato la loro posizione. Di fatto, i ricercatori del GSFC della NASA hanno spiegato come i poli della Luna, dopo l’impatto degli asteroidi, abbiano “vagato” per l’equivalente di 10 gradi di latitudine, ovvero circa 300 km.

Lo spostamento dei poli, spiegato dal TPW, altro non è che la conseguenza di una rotazione del corpo solido rispetto al suo asse di rotazione. Esso si verifica quando un oggetto rotante risente di fenomeni come un cambiamento nella distribuzione della propria massa. Come conseguenza di tale cambiamento, la Luna si è orientata nuovamente ed è per questo che i poli hanno cambiato la loro posizione nel tempo.

Lo studio, che si può trovare pubblicato sul Planetary Science Journal, si basa sull’esame e la rimozione di circa 5200 crateri tra i 20 ed i 1200 km di diametro. Per arrivare a questo risultato, gli scienziati si sono serviti delle mappe topografiche della Luna estrapolate dai dati ottenuti dal Lunar Orbiter Laser Altimeter a bordo del Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA.

Non sapendo ancora di quanta acqua ghiacciata siano provvisti i poli, gli scienziati hanno supposto che se la Luna avesse cambiato le posizioni dei suoi poli verso una regione più calda e meno ombreggiata, l’acqua ghiacciata avrebbe potuto sublimare. Con la sublimazione, ovvero il passaggio dallo stato solido a quello gassoso, ci sarebbe stato poco tempo per il deposito di acqua ghiacciata di accumularsi in grande quantità ai poli.

Nuovi studi in attesa del ritorno sulla Luna

Come affermato da Viswanathan, i piccoli crateri presenti sulla Luna sono sempre stati visti come trascurabili ai fini degli studi sui cambiamenti occorsi al nostro Satellite. Grazie ai risultati della simulazione al computer, invece, è stato possibile dimostrare come presi collettivamente avessero un’importanza per nulla trascurabile. A questo punto, gli scienziati del GSFC della NASA hanno intenzione di continuare questo processo di rimozione al simulatore dei crateri lunari.

Non solo, un obiettivo futuro è quello di rimuovere anche i cambiamenti topografici avvenuti in conseguenza di eruzioni vulcaniche passate. In questo modo, il team di astronomi spera di avere risposte ancora più precise sui poli erranti. Intanto, si spera che il tutto possa avvenire in contemporanea al ritorno dell’uomo sulla Luna, già a partire dalle prime missioni robotiche del programma CLPS della NASA. In questo modo, sarà possibile verificare la presenza di giacimenti di acqua ghiacciata al polo sud lunare, confermando la teoria sviluppata dagli scienziati, per poi prepararsi nel migliore dei modi ad Artemis 3 ed al ritorno stabile dell’uomo sulla Luna.

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Tags: AcquaCratere lunareCrateriEsplorazione LunareLunaNasapoli lunari

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