La sonda della NASA InSigt studia la superficie di Marte da Novembre 2018. Ad Aprile del 2019 rilevò per la prima volta un’attività sismica del pianeta rosso. Da allora sono state effettuate numerose misurazioni con i sismografi del lander dell’agenzia spaziale americana e con le altre strumentazioni a disposizione della sonda.
Con queste misurazioni sono stati effettuati degli studi recentemente pubblicati su Nature Geoscience e su Nature Communications. Da Aprile la sonda InSight ha rilevato 174 terremoti confermando una volta per tutte la presenza di attività geologica su Marte. Questi terremoti sono divisi in due categorie, la prima riguarda gli eventi di magnitudine minore che si verificano più spesso e si propagano sulla crosta rocciosa. Questi sono 150 dei 174 rilevati. Gli altri 24 sono invece terremoti di magnitudine più alta, oscillante dal grado 3 al grado 4 ma che però si originano e propagano più in profondità. Trovandosi sulla superficie del pianeta rosso non si sentirebbero nemmeno.
Bruce Banerdt, scienziato responsabile della sonda InSight ha affermato: “Abbiamo finalmente stabilito che Marte è un pianeta sismicamente attivo.” In particolare la sua attività risulta maggiore di quella della Luna ma molto minore di quella Terrestre. “Grazie a questi segnali stiamo iniziando a farci un’idea dell’interno del pianeta rosso”, ha affermato ancora Banerdt.

Le conclusioni sulla sismicità di Marte sono state confermate anche dallo studio di più di 10 000 vortici di polvere (i cosiddetti Dust Devil), comuni sulla superficie. Questi sono stati fotografati grazie alle telecamenre del lander e studiati anche con l’aiuto di sensori di pressione e sismometri. Questi vortici infatti creano delle vibrazioni misurabili che danno indicazioni sulla conformazione del terreno fino a circa 10 metri di profondità.
Da queste misurazioni non si possono ricavare le origini di ogni singolo terremoto ma gli scienziati suggeriscono un’ipotesi generale per la loro origine. Marte si sta lentamente raffreddando, continuando a perdere calore. Questo porta ad una contrazione degli strati più esterni della crosta del pianeta che quindi si fratturano provocando questi fenomeni sismici.
Non solo terremoti

Oltre a queste misurazioni sismologiche InSight è stata la prima sonda nella storia a portare un magnetometro sulla superficie di Marte. Fino ad ora sappiamo che Marte una volta aveva un forte campo magnetico che col tempo ha perso. Questo ha permesso alle radiazioni provenienti dal Sole di “arrugginire” la sua superficie e un po’ alla volta spogliarlo della sua atmosfera. Tutto questo è stato scoperto studiano il campo magnetico con satelliti in orbita intorno a Marte.
InSight ha però effettuato delle misurazioni sulla superficie scoprendo che che il campo magnetico di Marte è inaspettatamente stabile e circa 10 volte più intenso del previsto. Questo è un risultato secondario presentato insieme alle ricerche sull’attività geologica del pianeta rosso. InSight ha però davanti a se ancora molti mesi, se non anni di tempo per approfondire queste misurazioni. Tutti questi risultati arrivano in un momento abbastanza critico per la sonda. La “talpa”, lo strumento con cui si sarebbe dovuta scavare la superficie del pianeta rosso è rimasta incastrata al suo primo giorno di utilizzo e ancora adesso si tenta di risolvere questa situazione.