L’orbiter Hope, parte della Emirates Mars Mission dell’UAE Space Agency (Agenzia Spaziale degli Emirati Arabi Uniti) in orbita attorno a Marte dal 2021, ha fornito per la prima volta un quadro completo delle nuvole notturne marziane.
Sebbene l’atmosfera di Marte sia molto sottile e secca rispetto a quella terrestre, è comunque presente un fitto strato di ghiaccio d’acqua che contribuisce a modellare il clima del Pianeta Rosso. Gran parte delle nostre conoscenze finora disponibili, però, si basa soltanto sulle osservazioni delle ore pomeridiane.
Lo studio, condotto da Samuel Atwood e colleghi, integra per la prima volta dati dettagliati sull’attività delle nuvole di Marte attraverso due anni marziani consecutivi. L’orbita ellittica ad alta quota e bassa inclinazione di Hope è stata specificamente progettata per consentire l’osservazione a tutte le ore del giorno e della notte e a quasi tutte le latitudini e longitudini. I dati sono stati raccolti dallo spettrometro EMIRS (Emirates Mars InfraRed Spectrometer), che rileva la presenza e lo spessore delle nubi attraverso l’assorbimento e la dispersione della radiazione infrarossa.
Così, il team ha potuto caratterizzare lo spessore delle nubi in confronto a quelle diurne, e dettagliare le variazioni temporali in un ciclo completo. Questo risultato rappresenta un importante passo avanti: ampliando la conoscenza delle dinamiche atmosferiche su Marte, offre nuovi elementi per confrontare le previsioni dei modelli climatici con dati reali, fino ad oggi limitati al solo emisfero diurno.
Nuvole più spesse di notte, e variazioni temporali
L’analisi condotta su quasi due anni marziani consecutivi ha evidenziato come le nuvole notturne su Marte siano in media più spesse di quelle osservate durante il giorno.
Questa scoperta rappresenta un’inversione rispetto a quanto si tenderebbe a ipotizzare: nell’atmosfera rarefatta e fredda del pianeta, si sarebbe potuto pensare che le formazioni nuvolose si dissolvessero più facilmente nel corso della notte. Invece, i dati raccolti da EMIRS mostrano l’opposto. Questo confermerebbe una permanenza maggiore del vapore in sospensione, e una dinamica atmosferica che favorisce il mantenimento o l’accumulo notturno.

Lo studio ha evidenziato due momenti di massima attività nuvolosa: uno nel tardo pomeriggio-sera e l’altro all’alba. Tra questi, si registra un chiaro minimo a mezzogiorno, momento in cui le temperature superficiali risultano più elevate e i vapori sembrano disperdersi prima. Un andamento che suggerisce un ritmo ben definito nella formazione e dissipazione delle nuvole, probabilmente legato al ciclo termico giornaliero del Pianeta Rosso.
Distribuzione stagionale e geografica delle nubi di Marte
Le variazioni stagionali giocano un ruolo significativo nella struttura delle nuvole marziane. Durante la “stagione fredda” del pianeta, le formazioni nuvolose tendono a concentrarsi in una fascia vicino all’equatore, raggiungendo il massimo spessore subito dopo il sorgere del Sole.

Nel tardo pomeriggio, la copertura nuvolosa si amplia e si distribuisce più diffusamente tra le basse latitudini, con transiti che si estendono sopra la vasta regione vulcanica di Tharsis. Questa zona è caratterizzata da rilievi imponenti, tra cui i Monti Olimpo, Arsia e Pavonis, che sembrerebbero influenzare la condensazione del vapore e la formazione delle nuvole, soprattutto nelle ore dell’alba. Le caratteristiche orografiche, unite al raffreddamento notturno, favoriscono queste configurazioni, indicando una relazione diretta tra morfologia superficiale e dinamiche atmosferiche.
Questi risultati forniscono quindi un supporto concreto per calibrare modelli computazionali dell’atmosfera marziana, fino ad oggi basati su dati parziali e prevalentemente diurni. Ed estendono la base osservativa a una prospettiva completa sul ciclo quotidiano delle nuvole di Marte.
L’abstract dello studio, pubblicato sul Journal of Geophysical Research: Planets, è reperibile qui.











