Prosegue lo sviluppo di NEO Surveyor, il telescopio spaziale della NASA che darà la caccia agli asteroidi e alle comete potenzialmente pericolosi per la Terra. Il team ha completato l’integrazione dei pannelli solari sul sunshade, lo scudo solare, la struttura più grande del veicolo, che ora è sempre più vicina alla configurazione con cui partirà. Lo scudo ha due compiti: bloccare la luce del Sole per mantenere freddo il telescopio a infrarossi, e fornire energia a tutto il veicolo.
Si tratta di una struttura alta 6 metri e larga 2.4 alla base, formata da due pannelli piatti uniti con un angolo di 23.5 gradi. All’inizio dell’anno sono state installate 864 celle solari collegate tra loro, che possono produrre fino a 2 kilowatt e forniranno tutta l’elettricità necessaria a caricare le batterie di bordo.
La struttura è stata costruita da Applied Aerospace a Stockton, in California, e a gennaio SolAero Technologies, ad Albuquerque, l’ha ricoperta di celle solari. A marzo sono stati completati i test ambientali in una camera a vuoto termico a El Segundo, sempre in California, e a maggio lo scudo è stato consegnato, in anticipo sui tempi, a BAE Systems a Boulder, in Colorado. Da allora sono stati installati i sensori solari per determinare l’assetto e quelli di temperatura, ed è stata completata la verifica delle prestazioni dei pannelli.

Cercare asteroidi guardando verso il Sole
NEO Surveyor è entrato nella fase di integrazione e test a maggio, e il suo lancio è previsto non prima di settembre 2027 su un Falcon 9. Lavorerà dal punto lagrangiano L1 del sistema Sole-Terra, a circa 1.5 milioni di km da noi in direzione del Sole. L’obiettivo della missione primaria, che durerà almeno cinque anni, è trovare almeno due terzi degli oggetti vicini alla Terra più grandi di 140 metri ancora sconosciuti.
Lo scudo solare è fondamentale proprio per il tipo di oggetti che NEO Surveyor dovrà cercare. Alcuni degli asteroidi e delle comete più difficili da individuare si trovano infatti nella direzione del Sole, una regione di cielo che i telescopi ottici a terra faticano a osservare. Il telescopio, con un’apertura di 50 cm, non cercherà la luce riflessa, ma il calore che questi corpi emettono quando vengono scaldati dal Sole. Per farlo deve restare freddo, e la luce solare non deve entrare nell’ottica.
Le osservazioni saranno fatte da due rivelatori a infrarossi, ognuno dei quali crea un mosaico di cielo da 16 megapixel. Osservando la stessa zona in due bande infrarosse diverse, il team potrà stimare la temperatura di un asteroide o di una cometa e quindi le sue dimensioni. È un dato fondamentale, perché a parità di luminosità, un asteroide scuro può essere molto più grande di uno chiaro, e nel visibile i due sono difficili da distinguere. Conoscendo posizione e movimento di questi oggetti, la NASA potrà capire meglio quanti sono quelli potenzialmente pericolosi, e di che tipo.
NEO Surveyor raccoglierà l’eredità di NEOWISE, il telescopio a infrarossi della NASA che ha terminato la sua missione nell’agosto del 2024, dopo oltre dieci anni a caccia di asteroidi. A differenza del suo predecessore, però, sarà progettato fin dall’inizio per la difesa planetaria.











