Cowboy Space, la startup fondata dal co-fondatore di Robinhood Baiju Bhatt, ha presentato Big Iron, il razzo con cui vuole portare in orbita i propri data center. La particolarità è che il secondo stadio non viene abbandonato dopo aver rilasciato il carico e non viene distrutto durante il rientro in atmosfera come avviene per i Falcon 9, ad esempio. In questo caso invece resta in orbita e diventa esso stesso un data center da 1 megawatt, alimentato da pannelli solari. L’annuncio è arrivato nella notte tra lunedì 26 e martedì 27 ottobre, durante un evento in diretta chiamato Big Sky Rising.
Cowboy Space è nata nel 2024 con il nome di Aetherflux, con l’obiettivo di raccogliere energia solare in orbita e trasmetterla a terra tramite laser. A maggio 2026 ha cambiato nome e direzione, puntando sui data center orbitali, e ha chiuso un round di finanziamento da 275 milioni di dollari con una valutazione di 2 miliardi. Il suo primo satellite dimostrativo, Reason-1, è partito il 1° ottobre con la missione Transporter-18 di SpaceX per testare proprio la trasmissione di energia via laser. Secondo Bhatt, l’azienda vuole costruire data center nello spazio ma non ha trovato abbastanza razzi per portarli in orbita, e ha quindi deciso di costruirsene uno.
Si tratta di un settore sempre più affollato. SpaceX ha chiesto alla FCC i permessi per una costellazione da un milione di satelliti, mentre a marzo Blue Origin ha presentato Project Sunrise, con oltre 51 mila satelliti. La differenza di Cowboy Space è che razzo e satellite sono progettati come un unico veicolo.
Big Iron, un razzo che diventa un satellite
Big Iron è alto 86 metri, ha un diametro di 4.7 metri ed è costruito in acciaio inossidabile. Il diametro, secondo l’azienda, è il massimo consentito per il trasporto su strada, per accelerare la produzione. Esattamente la stessa scelta che fece SpaceX quando creò il Falcon 9 nel 2010, limitando il diametro per garantire un trasporto su strada. Al decollo pesa 820 tonnellate e potrà portare 15 tonnellate in orbita eliosincrona.

Il primo stadio, pensato per essere riutilizzabile, monta nove motori Clydesdale a ossigeno liquido e metano, a cui si aggiunge un decimo motore sul secondo stadio. Ognuno sviluppa circa 136 tonnellate, quindi al decollo Big Iron avrà circa 1220 tonnellate di spinta totale. Per il Clydesdale l’azienda ha scelto il ciclo a generatore di gas, lo stesso del Merlin di SpaceX, un’architettura collaudata che dovrebbe accorciare la preparazione di questo razzo.
Una volta in orbita eliosincrona, dove il satellite resta quasi sempre illuminato dal Sole, lo stadio superiore apre pannelli solari e radiatori fino a misurare 132 per 73 metri. A bordo ci saranno cinque rack di GPU NVIDIA Vera Rubin e sei collegamenti laser da 1,2 terabit al secondo ciascuno. Per risparmiare massa, diversi componenti hanno una doppia funzione: secondo l’azienda, la struttura esterna del razzo diventa il radiatore, l’ammoniaca usata come propellente diventa il liquido di raffreddamento e l’azoto che pressurizza il secondo stadio serve a dispiegare i pannelli solari.

Stampede, Trailhead e il primo volo nel 2028
I satelliti formeranno Stampede, una costellazione da 20 mila unità per cui l’azienda ha già presentato domanda alla FCC. Con 1 megawatt per satellite, a costellazione completa si arriverebbe a 20 gigawatt di potenza dedicata al calcolo. Secondo i dati mostrati da Cowboy Space, sono circa tre quarti dei 27 gigawatt consumati nel 2025 da tutti i data center degli Stati Uniti.
Per costruire razzi e satelliti l’azienda sta allestendo una fabbrica da circa 24.000 metri quadrati a Kent, nello stato di Washington. A questa dovrebbe aggiungersi Trailhead, un complesso di produzione e lancio da circa 1 miliardo di dollari con cinque rampe, quattro operative e una in manutenzione, da cui inviare in orbita circa 660 megawatt di calcolo ogni anno. Facciamo due conti: con un satellite da 1 megawatt per lancio, sono circa 660 lanci all’anno, quasi due al giorno. E anche a quel ritmo, da un solo sito servirebbero circa 30 anni per completare Stampede. L’azienda stessa, comunque, precisa che Trailhead è per ora un concept iniziale e non un piano definitivo.
Il calendario prevede il primo test di accensione (hot fire) del Clydesdale nell’estate 2027, un veicolo protoflight nell’estate 2028 e il primo volo a dicembre 2028. Con il programma Big Iron Express, inoltre, Cowboy Space offrirà lanci anche a clienti esterni, con fino a 18 tonnellate in orbita bassa. L’obiettivo dichiarato è rendere il calcolo in orbita più economico di quello a terra già entro il 2031.











