L’Agenzia Spaziale Europea ha firmato i primi tre contratti operativi dell’European Launcher Challenge, il programma con cui sostiene lo sviluppo di nuovi lanciatori europei per aumentare il numero di operatori in grado di offrire servizi di accesso allo spazio. I contratti sono stati firmati con le aziende tedesche Rocket Factory Augsburg e Isar Aerospace e la spagnola PLD Space, per un valore complessivo di circa 544 milioni di Euro.
La cifra più alta, 197.8 milioni di Euro, è stata assegnata a Isar Aerospace per lo sviluppo di Spectrum. Rocket Factory Augsburg riceverà 186.9 milioni per il razzo RFA ONE, mentre il contratto di PLD Space vale 158.9 milioni per lo sviluppo di Miura 5. I finanziamenti provengono principalmente dagli Stati membri che sostengono ciascun progetto, e saranno resi disponibili al raggiungimento degli obiettivi previsti dai contratti.
Una quarta azienda, la francese MaiaSpace, era stata selezionata insieme alle altre tre per questa fase del programma. La procedura per la firma del contratto non è però ancora terminata, e dovrebbe riprendere nelle prossime settimane.
Con questi contratti inizia quindi la fase operativa dell’European Launcher Challenge. Le aziende erano state selezionate nel 2025 e nei mesi successivi hanno presentato all’ESA le proprie proposte tecniche e commerciali. Insieme a loro c’era anche Orbex (Orbital Express Launch), azienda inglese fallita a inizio 2026.
Per continuare nel programma, le aziende selezionate dovranno ora raggiungere uno degli obiettivi principali fissati dall’Agenzia: dimostrare la capacità di effettuare un lancio orbitale entro il 2028.

Quattro nuovi lanciatori per ampliare l’accesso europeo allo spazio
I tre contratti già firmati riguardano razzi che si trovano in fasi di sviluppo differenti.
- Isar Aerospace sta lavorando a Spectrum, un lanciatore a due stadi alto 28 metri e progettato, nella configurazione attuale, per portare fino a 1000 kg in orbita terrestre bassa. Il primo volo dallo spazioporto di Andoya in Norvegia a marzo 2025 si è concluso dopo circa 30 secondi. Il secondo doveva essere effettuato nella primavera di quest’anno, ma è stato rinviato più volte per motivi differenti e ad oggi non c’è ancora una data di lancio. Con questo lancio, Spectrum dovrebbe provare a raggiungere l’orbita.
- Rocket Factory Ausburg sta sviluppando RFA ONE, un razzo a tre stadi alto circa 30 metri che partirà dallo spazioporto di SaxaVord, nel Regno Unito. Nella configurazione attuale è progettato per trasportare fino a 500 kg verso un’orbita eliosincrona a 500 km di quota.
- La spagnola PLD Space è l’unica delle tre ad aver già completato con successo un volo con un proprio razzo, anche se non orbitale: nel 2023 ha lanciato Miura 1, un dimostratore utilizzato anche per sviluppare le tecnologie del successivo Miura 5. Quest’ultimo partirà dallo spazioporto europeo di Kourou, in Guyana Francese, e nella configurazione iniziale potrà trasportare fino a 540 kg in orbita eliosincrona.
A questi tre si aggiungerà Maia, il lanciatore riutilizzabile sviluppato da MaiaSpace, una volta conclusa la procedura contrattuale con l’ESA.
L’European Launcher Challenge nasce per portare nel sistema europeo un modello diverso da quello seguito tradizionalmente con Ariane e Vega. L’ESA non sta sviluppando direttamente questi nuovi razzi, ma sostiene economicamente aziende che progettano e gestiscono i propri sistemi di lancio, mettendole allo stesso tempo in competizione tra loro.
L’obiettivo è arrivare nei prossimi anni ad avere più operatori europei, tra cui scegliere per il lancio di satelliti istituzionali e commerciali.











