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Dopo cinque anni, la perdita d’aria nel segmento russo della ISS sembra essersi fermata

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Gennaio 5, 2026
in Agenzie Spaziali, Esplorazione spaziale, ISS, NASA, News
Il modulo di servizio Zvezda, nella parte superiore di questa immagine, è una delle componenti più antiche della Stazione Spaziale Internazionale. Credits: NASA

Il modulo di servizio Zvezda, nella parte superiore di questa immagine, è una delle componenti più antiche della Stazione Spaziale Internazionale. Credits: NASA

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La perdita d’aria che da quasi cinque anni interessava una parte del segmento russo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) sembra essersi fermata. Il problema era causato da micro‑crepe nel modulo PrK (Service Module Transfer Tunnel), la zona di passaggio tra il modulo di servizio Zvezda e il resto della stazione.

Monitorata dalla NASA e dall’Agenzia Spaziale Russa Roscosmos dal 2019, la perdita aveva raggiunto livelli preoccupanti nel 2024, spingendo l’Agenzia statunitense a definirla un rischio “ad alta probabilità” e “ad alte conseguenze” per la sicurezza della stazione e del suo equipaggio.

Negli ultimi mesi però le attività di ispezione e le continue operazioni di sigillatura hanno portato a risultati positivi. Stando alla conferma di un portavoce della NASA, Josh Finch, alla rivista Ars Technica, la pressione nel modulo PrK è ora stabile e non si rilevano più perdite misurabili. Nonostante ciò, le agenzie spaziali continueranno a monitorare la situazione per prevenire eventuali ricomparse.

Riparazioni in orbita

Per buona parte degli ultimi cinque anni, i cosmonauti russi a bordo della ISS hanno condotto una serie di ispezioni, nel tentativo di localizzare e sigillare le perdite nel modulo PrK. Ogni volta che veniva individuata una possibile fonte di perdita, l’equipaggio chiudeva il portello d’accesso e cercava accumuli di polvere o altri segni che indicassero il punto specifico di fuoriuscita. Una volta identificati, venivano applicati sigillanti, tra cui un composto noto come Germetall‑1, che nel frattempo è stato oggetto di brevetto dopo aver dimostrato efficacia nel tenere sotto controllo le micro‑crepe.

Queste operazioni richiedevano estrema precisione: le micro‑crepe in componenti pressurizzati nello spazio sono difficili da raggiungere e isolare con precisione, operazioni rese più complesse dalle condizioni di microgravità. Il personale di terra di NASA e Roscosmos ha quindi collaborato per fornire indicazioni agli equipaggi su come adattare metodi e strumenti alle condizioni reali in orbita.

Le ultime attività di sigillatura avrebbero portato a un punto in cui la pressione interna dell’area interessata si mantiene stabile senza variazioni indicative di perdita. La stazione rimane così operativa con tutte le sezioni pressurizzate adeguatamente sicure, permettendo alle operazioni scientifiche e di routine di proseguire senza dover limitare l’accesso a zone specifiche del segmento russo.

Localizzazione ed entità delle perdite nel modulo PrK. Credits: NASA
Localizzazione ed entità delle perdite nel modulo PrK. Credits: NASA

Il futuro della ISS

Anche se la perdita nel modulo PrK sembra essere stata risolta, questo episodio mette in evidenza un problema più ampio: l’invecchiamento delle strutture della ISS. Il modulo Zvezda, che ospita sistemi fondamentali per la vita a bordo e per il controllo della stazione, è in funzione dal 2000, quindi da ormai 26 anni. Con il passare del tempo, è normale che componenti così vecchi diventino più fragili e soggetti a danni, come piccole crepe o usura dei materiali, e richiedano controlli frequenti e manutenzione continua.

In passato si sono verificati problemi simili su altri moduli e veicoli, come perdite di liquido o piccole anomalie. In alcuni casi, è stato necessario isolare temporaneamente alcune sezioni della stazione. Queste situazioni hanno anche portato a ritardi nei programmi, come accaduto con la missione privata Axiom 4, rinviata a causa dell’incertezza legata alla perdita d’aria nel modulo PrK e poi partita il 25 giugno 2025.

Aver ripristinato la sicurezza del modulo PrK rappresenta comunque un segnale positivo. Nei prossimi anni sarà fondamentale continuare a monitorare le condizioni della stazione, per garantire la sicurezza degli astronauti e il funzionamento della ISS fino alla fine della sua missione, prevista intorno al 2030.

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Tags: AstronauticaISSPerdita d'ariaStazione Spaziale Internazionale

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