Le tempeste solari potrebbero influenzare il meteo su Marte quando colpiscono il pianeta nello stesso periodo in cui si verificano le grandi tempeste di polvere. È quanto suggerisce un nuovo studio presentato al National Astronomy Meeting della Royal Astronomical Society il 21 luglio 2026, che ha individuato un possibile riscaldamento della bassa atmosfera marziana durante un evento osservato nel 2018.
Analizzando i dati raccolti dalle sonde MAVEN della NASA, ora non più attiva, e Trace Gas Orbiter dell’ESA, i ricercatori hanno esaminato cinque eventi in cui Marte è stato investito da intense particelle energetiche emesse dal Sole. In quattro casi non sono stati osservati effetti significativi, mentre nel quinto, avvenuto nel giugno 2018, è stato rilevato un aumento delle temperature nella parte più bassa dell’atmosfera.
Quell’evento coincise con una tempesta di polvere che si estese a quasi tutto il pianeta e che pose fine alla missione del rover Opportunity, alimentato da pannelli solari. La polvere rimasta in sospensione nell’atmosfera impedì infatti alla luce del Sole di raggiungere i pannelli del rover, che inviò il suo ultimo segnale il 10 giugno 2018 senza più ristabilire i contatti con la Terra.
Un possibile effetto combinato
Le particelle energetiche solari vengono accelerate durante brillamenti ed espulsioni di massa coronale e possono raggiungere Marte con relativa facilità. A differenza della Terra, infatti, il Pianeta Rosso non possiede un campo magnetico globale in grado di proteggerlo, e la sua atmosfera è molto più sottile.
Negli ultimi anni diverse osservazioni hanno mostrato che le tempeste solari possono produrre aurore diffuse, aumentare i livelli di radiazione sulla superficie marziana e favorire la perdita di atmosfera nello spazio. Il loro possibile effetto sulla bassa atmosfera, dove si sviluppano i fenomeni meteorologici, era invece rimasto poco studiato.

Confrontando i dati delle due sonde con i modelli climatici di Marte, i ricercatori hanno osservato che il riscaldamento registrato durante l’evento del 2018 non poteva essere spiegato dalla sola tempesta di polvere. Questo suggerisce che la combinazione tra polvere atmosferica e particelle provenienti dal Sole possa modificare il comportamento dell’atmosfera in modo diverso rispetto ai due fenomeni considerati separatamente.
Serviranno nuove osservazioni
Gli autori dello studio sottolineano però che un singolo caso non è sufficiente per dimostrare un rapporto di causa-effetto. Saranno quindi necessarie nuove osservazioni di tempeste solari che coincidano con grandi tempeste di polvere per verificare se lo stesso fenomeno si ripete.
Se confermata, questa interazione renderebbe il clima marziano più complesso di quanto ritenuto finora e permetterebbe di migliorare i modelli utilizzati per descrivere l’atmosfera del Pianeta Rosso.
Comprendere questi meccanismi sarà importante anche per interpretare i dati raccolti dalle missioni ancora attive in orbita, come Trace Gas Orbiter, operativo dal 2018, e da quelle che in futuro esploreranno anche la superficie di Marte.









