La Serbia ha ufficialmente aderito agli Accordi Artemis, diventando il 69esimo Paese firmatario.
La firma è avvenuta giovedì 16 luglio 2026 nel corso di una cerimonia ospitata presso il quartier generale della NASA a Washington. A sottoscrivere gli Accordi a nome della Serbia è stato il ministro degli Affari Esteri Marko Đurić.
Durante la cerimonia, il vice amministratore della NASA Matt Anderson ha ricordato il contributo che ingegneri di origine serba hanno dato al programma Apollo. Tra questi ha citato Milojko “Mike” Vučelić, insignito della Presidential Medal of Freedom per il ruolo svolto nel riportare in sicurezza sulla Terra l’equipaggio dell’Apollo 13. Anderson ha sottolineato come i risultati più importanti dell’esplorazione spaziale siano sempre il frutto della collaborazione internazionale.
Anche il ministro Đurić ha ricordato il legame storico della Serbia con l’esplorazione spaziale, citando figure come Nikola Tesla, Milutin Milanković e David Vujic, uno dei cosiddetti “Serbian Seven”, il gruppo di ingegneri e tecnici di origine serba che contribuì allo sviluppo delle missioni Apollo.
Alla cerimonia erano presenti anche l’ambasciatore della Serbia negli Stati Uniti Dragan Šutanovac, la segretaria di Stato del Ministero serbo della Scienza, dello Sviluppo Tecnologico e dell’Innovazione Marija Gnjatović e Wesley Brooks, Assistant Secretary del Dipartimento di Stato statunitense.

Il giorno successivo, venerdì 17 luglio, anche la Repubblica di Mauritius ha aderito agli Accordi Artemis nel corso di una cerimonia tenutasi a Ébène, diventando il 70esimo Paese firmatario e il settimo Paese africano ad aderire all’iniziativa.
A firmare gli Accordi per Mauritius è stato Navindsing Jugmohunsing, Permanent Secretary del Ministero dell’Istruzione Terziaria, della Scienza e della Ricerca. Erano presenti anche la vice assistente del Segretario di Stato statunitense per gli Affari africani Sarah Troutman e il chargé d’affaires degli Stati Uniti a Mauritius Craig Halbmaier.
In un videomessaggio trasmesso durante la cerimonia, Matt Anderson ha accolto con favore l’ingresso di Mauritius nella comunità degli Accordi Artemis, sottolineando come la cooperazione internazionale sia fondamentale per garantire che lo spazio rimanga un ambiente pacifico, accessibile e vantaggioso per tutti.
Jugmohunsing ha sottolineato anche come, per un piccolo Stato insulare come Mauritius, l’accesso allo spazio rappresenti uno strumento importante per la tutela degli oceani e delle coste, oltre che un’opportunità per contribuire allo sviluppo della futura governance spaziale internazionale.
Serbia e Mauritius nel settore spaziale
Negli ultimi anni la Serbia ha rafforzato la propria presenza nel settore spaziale attraverso nuove collaborazioni internazionali e lo sviluppo di programmi dedicati alla ricerca e all’innovazione.
Anche se non dispone ancora di un’agenzia spaziale nazionale, il Paese partecipa a diverse iniziative europee e sostiene attività di ricerca nel campo delle tecnologie spaziali attraverso università, istituti scientifici e programmi governativi.
Per Mauritius, invece, il rapporto con la NASA risale già agli anni Sessanta. Tra il 1965 e il 1980 l’isola ospitò infatti una delle stazioni internazionali utilizzate per misurazioni geodetiche della Terra, contribuendo a migliorare le tecnologie di navigazione impiegate dalle missioni Apollo e, oggi, anche dal programma Artemis.
Con l’adesione agli Accordi Artemis, entrambi i Paesi potranno partecipare più facilmente a future opportunità di collaborazione con la NASA nell’ambito dell’esplorazione lunare, ad esempio attraverso lo sviluppo di strumenti scientifici, payload tecnologici o piccoli satelliti destinati alle future missioni Artemis.
Gli Accordi Artemis
Gli Accordi Artemis sono stati introdotti nel 2020 dagli Stati Uniti, attraverso la NASA e il Dipartimento di Stato, insieme a un primo gruppo di otto nazioni fondatrici, tra cui anche l’Italia. L’obiettivo degli Accordi è definire principi condivisi per garantire che l’esplorazione della Luna, di Marte e dello spazio profondo avvenga in maniera pacifica, sicura e sostenibile.
Aderire agli Accordi Artemis significa impegnarsi a condurre attività spaziali in modo trasparente, condividere dati scientifici, prestare assistenza agli astronauti in difficoltà, evitare interferenze dannose tra missioni e proteggere siti e oggetti di valore storico presenti nello spazio.
Con l’ingresso della Serbia continua ad ampliarsi il numero dei Paesi firmatari. Dopo l’adesione del Paraguay e del Botswana nei mesi scorsi, gli Accordi Artemis contano ora 69 nazioni partecipanti. La NASA continua infatti a promuovere questa iniziativa come base diplomatica e operativa della futura esplorazione lunare internazionale, in vista della realizzazione di una base permanente sulla Luna, la Moon Base.










