La NASA prevede di assegnare nuove missioni a SpaceX all’interno del programma Commercial Crew, estendendo il contratto attuale per garantire la continuità dei voli con equipaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) fino al termine delle operazioni della stazione, previsto nel 2030.
In un documento pubblicato il 18 maggio, l’Agenzia ha annunciato l’intenzione di aggiungere sei nuove missioni al contratto con SpaceX. La decisione arriva in un momento in cui il programma Starliner di Boeing continua ad accumulare ritardi e problemi tecnici, senza aver ancora ottenuto la certificazione definitiva per i voli operativi con astronauti.
L’ultima modifica al contratto di SpaceX risale al 2022, quando la NASA aveva aggiunto cinque missioni per un valore di circa 1.4 miliardi di dollari. Quel contratto copre le missioni fino alla Crew-14 (la Crew-12 si trova attualmente sulla ISS).
Secondo la NASA, la scelta di affidare ulteriori missioni a SpaceX è legata a diversi fattori. Tra questi, la riduzione della durata prevista delle missioni sulla ISS, i ritardi accumulati da Boeing e la necessità di mantenere un sistema affidabile per il trasporto degli astronauti verso la Stazione. Attualmente, infatti, SpaceX rappresenta l’unico sistema statunitense certificato dalla NASA per il trasporto regolare di equipaggi verso la ISS.
I ritardi di Starliner e il futuro delle missioni verso la ISS
Il programma CST-100 Starliner di Boeing avrebbe dovuto offrire alla NASA un secondo sistema indipendente per il trasporto di astronauti, obiettivo centrale del programma Commercial Crew. Tuttavia, lo sviluppo della capsula ha incontrato numerose difficoltà tecniche negli ultimi anni.
La missione Crew Flight Test, effettuata nel 2024 con astronauti a bordo, ha evidenziato ulteriori problemi che hanno rallentato il percorso verso la certificazione completa del veicolo. Per questo motivo, la NASA e Boeing hanno modificato il contratto nel novembre 2025, riducendo il numero complessivo delle missioni previste da sei a quattro, con la possibilità di aggiungerne altre due in futuro.
Ad oggi è previsto che la capusla Starliner esegua una nuova missione senza equipaggio verso la Stazione, ma solo se Boeing saprà risolvere tutti i problemi identificati dalla NASA dopo la fallita missione del 2024.
Nel frattempo, la NASA aveva valutato di estendere la durata standard delle missioni sulla ISS da sei a otto mesi, una scelta che avrebbe ridotto il numero totale di voli necessari ogni anno. Questo era principalmente dovuto alla volontà di risparmiare denaro e diminuire gradualmente l’impegno sulla ISS. L’Agenzia ha però confermato a maggio di voler mantenere missioni della durata di circa sei mesi, così da massimizzare l’utilizzo scientifico della stazione nei suoi ultimi anni di attività.
Con l’aggiunta delle sei nuove missioni a SpaceX, la NASA punta quindi a coprire l’intero periodo operativo rimanente della ISS. Le missioni attualmente contrattualizzate porteranno infatti le rotazioni degli equipaggi fino all’autunno del 2027, mentre l’estensione consentirebbe di mantenere una presenza continua sulla Stazione fino al ritiro previsto nel 2030.









