Il 19 febbraio 2026, alle 20:00 italiane, la NASA ha tenuto una conferenza stampa per aggiornare sui risultati del report della Starliner Crew Flight Test Investigation, ovvero delle indagini fatte sulla capsula Starliner di Boeing. Il report è stato nel frattempo anche pubblicato dalla NASA.
Questa conferenza stampa è avvenuta mentre in Florida era in corso il secondo Wet Dress Rehearsal (WDR) dello Space Launch System per la missione Artemis II. Alla conferenza erano presenti l’amministratore della NASA, Jared Isaacman, e l’amministratore associato Amit Kshatriya. Lo stesso Isaacman ha sottolineato che questa conferenza si è svolta durante il test WDR per dimostrare ai dipendenti NASA che una comunicazione come questa può avvenire in qualsiasi momento.
Isaacman ha letto una lettera preparata per tutti i lavoratori NASA e condivisa poco prima dell’inizio della conferenza su X. Nella lettera, e quindi nel suo discorso, Isaacman ha presentato tutti i risultati principali delle indagini, e ha affermato:
The most troubling failure revealed by this investigation is not hardware. It is decision making and leadership that, if left unchecked, could create a culture incompatible with human spaceflight.
Ovvero: “Il fallimento più preoccupante rivelato da questa indagine non è l’hardware. Sono il processo decisionale e la leadership che, se lasciati incontrollati, potrebbero creare una cultura incompatibile con il volo spaziale umano.” Ha anche aggiunto, alla fine, che la scelta di tenere la conferenza durante il WDR è stata fatta proprio perché questo messaggio passasse a tutto il personale NASA, di qualsiasi ambito e missione, per non essere ignorato.
Below is the note that I sent to the NASA workforce today as we release the report on the Starliner Crew Flight Test Investigation.
We will achieve success through extreme ownership, immense competence, and decisive action. pic.twitter.com/UoXI25PFOQ
— NASA Administrator Jared Isaacman (@NASAAdmin) February 19, 2026
I risultati principali delle indagini
L’indagine ha mostrato che i problemi di Starliner non sono iniziati con l’ultimo volo, ma erano presenti già dalle prime missioni di prova. Nel 2019, durante il primo volo senza equipaggio (OFT-1), un errore nel calcolo del tempo di missione fece sì che la capsula accendesse i motori nel momento sbagliato. Questo portò a un’orbita errata e a un consumo eccessivo di propellente.
Nel 2021, prima del secondo volo di prova (OFT-2), 13 valvole del sistema di propulsione non si aprirono correttamente. Per questo il lancio fu rimandato. Nel 2022, durante il nuovo tentativo di OFT-2, la missione si concluse ma tre piccoli motori di controllo nella parte posteriore del veicolo si guastarono durante il volo.
Secondo quanto scritto e affermato da Isaacman, le indagini fatte in passato non sono andate fino in fondo per capire le vere cause di questi problemi. Spesso ci si è fermati alla causa più immediata, senza analizzare perché quell’errore si fosse verificato.
Nel giugno 2024, durante il primo volo con astronauti a bordo, ci sono stati nuovi problemi al sistema di propulsione, dopo ritardi e perdite di elio. In fase di avvicinamento alla Stazione Spaziale Internazionale, la capsula ha perso temporaneamente il controllo del proprio orientamento. L’attracco è comunque riuscito, ma gli astronauti sono poi rientrati sulla Terra diversi mesi dopo, con la missione Crew-9.
Il report conclude che, oltre ai problemi tecnici, hanno pesato anche scelte gestionali, pressioni legate alle scadenze e un processo di certificazione non abbastanza rigoroso. L’incidente di Starliner è stato ufficialmente classificato oggi dalla NASA come mishap di Tipo A, la categoria più grave (cosa che non era ancora stata fatta dopo la conclusione della missione).
Le conclusioni di Isaacman e il futuro di Starliner
Isaacman ha individuato tre problemi principali di tipo organizzativo. Il primo riguarda il modo in cui la NASA ha gestito il programma: l’Agenzia ha mantenuto un controllo meno diretto rispetto ad altri programmi del passato. Questo ha ridotto la capacità di seguire nel dettaglio lo sviluppo tecnico del veicolo e di verificarne pienamente la sicurezza prima del volo con equipaggio.
Il secondo punto riguarda il sistema di propulsione di Starliner. Secondo il report, il modo in cui è stato progettato e certificato ha permesso di utilizzare componenti anche oltre i limiti per cui erano stati effettivamente qualificati. In altre parole, alcune parti non erano state testate a sufficienza rispetto alle condizioni reali di missione.

Il terzo elemento è di tipo strategico. La NASA vuole avere due veicoli diversi per portare astronauti in orbita bassa, così da non dipendere da un solo sistema. Tuttavia, questo obiettivo avrebbe influenzato le valutazioni dei rischi, rendendo più difficile fermarsi davanti ai problemi.
Il report sottolinea anche che, prima del lancio con equipaggio, ci sono stati oltre trenta tentativi di partenza. Questo ha creato forte pressione sui tempi e stanchezza nelle decisioni. Durante la missione, mentre si discuteva su come far rientrare gli astronauti, il confronto si è deteriorato e, secondo l’indagine, il livello dirigenziale non è intervenuto in modo abbastanza deciso per riportare l’attenzione solo sulla sicurezza.
Per il futuro, la NASA continuerà a collaborare con Boeing, ma non lancerà altri equipaggi su Starliner finché i problemi tecnici non saranno compresi e risolti, il sistema di propulsione completamente qualificato e tutte le raccomandazioni dell’indagine applicate.
Isaacman ha affermato che il report sarà pubblicato quasi integralmente, e anche nel corso del Q&A finale, ha ribadito che serviranno più trasparenza, responsabilità e attenzione alla sicurezza, perché nel volo spaziale umano l’errore non può essere accettato come inevitabile.











