La NASA ha selezionato il telescopio spaziale PRIMA (PRobe far-Infrared Mission for Astrophysics) per proseguire verso la prossima fase di sviluppo. Si tratta della prima missione scelta per la nuova classe Probe Explorers, introdotta all’interno dello storico Explorers Program dell’Agenzia.
La selezione porta PRIMA nella Phase B, dedicata alla progettazione preliminare e allo sviluppo delle tecnologie necessarie alla missione. Non si tratta ancora dell’approvazione definitiva alla costruzione: prima di entrare nella successiva Phase C, il progetto dovrà superare una confirmation review nella quale la NASA valuterà gli aspetti tecnici, programmatici e i costi.
Se confermata, PRIMA avrà un costo massimo di progetto di 1.2 miliardi di dollari, esclusi il lancio e altri costi esterni al progetto. Il lancio è previsto nel 2033, per una missione scientifica della durata iniziale di cinque anni.
Questa decisione arriva dopo un processo di selezione iniziato nel 2024. All’epoca la NASA aveva scelto due proposte per approfondirne lo studio: PRIMA, dedicata alle osservazioni nel lontano infrarosso, e AXIS, un osservatorio a raggi X. Nel marzo 2026 AXIS è stata squalificata dalla selezione, lasciando PRIMA come unica proposta ancora in corsa.

PRIMA osserverà l’Universo nel lontano infrarosso
PRIMA avrà un telescopio con uno specchio di circa 1.8 metri di diametro e sarà progettata per osservazioni profonde e sensibili nel lontano infrarosso. Questa regione dello spettro elettromagnetico si trova oltre le lunghezze d’onda infrarosse osservate da telescopi come il James Webb, e prima di quelle utilizzate dai radiotelescopi.
Osservare a queste lunghezze d’onda permette di studiare emissioni difficili o impossibili da rilevare in altre parti dello spettro. PRIMA sarà utilizzata per indagare diversi aspetti dell’evoluzione dell’Universo, dalla formazione dei sistemi planetari alla crescita delle galassie e dei loro buchi neri.
Il telescopio permetterà anche di studiare come polveri ed elementi più pesanti si siano accumulati nell’Universo nel corso del tempo.
La prima missione Probe Explorers
La nuova classe Probe Explorers era stata raccomandata dal Decadal Survey 2020 delle National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine. La NASA ha selezionato PRIMA dopo aver valutato gli studi concettuali sulla base del valore scientifico, della fattibilità dello sviluppo entro i limiti di costo e di tempo e delle tecnologie che potrebbero essere utilizzate anche per future missioni di maggiori dimensioni.
PRIMA entrerà a far parte dell’Explorers Program, attraverso il quale la NASA sviluppa missioni scientifiche guidate da principal investigator. Il programma risale al lancio di Explorer 1 nel 1958 e ha portato nello spazio più di cento missioni dedicate all’astrofisica e all’eliofisica.
La gestione di PRIMA sarà affidata al Jet Propulsion Laboratory, con il coinvolgimento dei centri Goddard e Marshall della NASA. Alla missione contribuiranno inoltre diverse agenzie internazionali, tra cui l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), insieme a CNES, DLR, CSA, KASI, JAXA e UK Space Agency. Non è ancora stato specificato quale sarà il contributo italiano alla missione.











