L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha assegnato due contratti nell’ambito dell’iniziativa Lunar Remote Camp, un programma di studi dedicato allo sviluppo preliminare di un’unità protettiva dispiegabile, per operazioni sulla superficie lunare. Il primo contratto è stato assegnato a un consorzio guidato da SAGA Space Architects, di cui fanno parte The Exploration Company e Space Applications Services.
Lo studio servirà a progettare un habitat protetto sulla Luna, una specie di “rifugio”, pensato prima di tutto per i robot. La struttura dovrà proteggere strumenti e attrezzature dalle condizioni lunari estreme: grandi sbalzi di temperatura tra giorno e notte, polvere molto fine e abrasiva, radiazioni e impatti di micrometeoriti. In una fase successiva, lo stesso sistema potrà essere adattato per ospitare astronauti per brevi periodi.
Questi habitat non sostituiranno le future basi lunari già in fase di progettazione, ma le affiancheranno, offrendo supporto e servizi aggiuntivi. Tra i programmi a cui si collegheranno ci sono l’Artemis Base Camp, lo Human Landing System e il Multi-Purpose Habitat sviluppato da Thales Alenia Space su contratto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).
Il budget massimo previsto per ciascuno studio è di 200 mila Euro, con la possibilità di aggiungere altri 50 mila Euro per attività preparatorie a una fase successiva. I due studi dovrebbero concludersi entro la fine del 2026. Per eventuali sviluppi dopo quella data sarà necessaria una nuova decisione degli Stati membri dell’Agenzia. Il vincitore del secondo contratto sarà annunciato questa settimana.
Un habitat di supporto per robot e future missioni umane
Il progetto prevede la realizzazione di un habitat compatto e trasportabile, pensato per essere inviato sulla Luna e aperto direttamente sulla superficie dopo l’atterraggio. Non si tratta di una base abitata in modo permanente, ma di una struttura di servizio a supporto delle attività robotiche. All’interno potranno essere conservati strumenti, materiali di ricambio e componenti sensibili, così da proteggerli e mantenerli pronti all’uso. L’habitat dovrà anche garantire condizioni ambientali controllate, evitando che il freddo e il caldo estremi danneggino l’elettronica e gli altri sistemi.
Oltre alla funzione di “magazzino”, la struttura dovrà anche fornire servizi essenziali: distribuzione dell’energia ai dispositivi collegati, trasmissione di dati e supporto alle comunicazioni locali tra veicoli, strumenti e possibili moduli abitativi. Durante lo studio, i team analizzeranno diversi scenari di utilizzo, dalle modalità di trasporto e atterraggio fino all’organizzazione interna dei sistemi. Saranno valutate anche delle possibili evoluzioni del progetto, con l’idea di adattare in futuro questo habitat protetto per ospitare astronauti per brevi periodi.
Sarà necessario valutare anche come collegare questo habitat al programma europeo Moonlight, una costellazione satellitare per offrire servizi di comunicazione e orientamento per le missioni sulla Luna. I gruppi di lavoro dovranno poi presentare un piano chiaro per i passi successivi del progetto, indicando anche possibili modelli di prova da realizzare prima di una versione definitiva.
Per SAGA Space Architects, il lavoro si baserà anche sull’esperienza della missione LUNARK, durante la quale un prototipo di habitat dispiegabile è stato testato in Groenlandia. I dati raccolti in quell’occasione serviranno come riferimento per affrontare le sfide di un sistema simile in ambiente lunare.










