Il 17 gennaio 2026, intorno alle 17:00 in Florida (le 23:00 del 18 gennaio in Italia), il razzo Space Launch System (SLS) per la missione Artemis II ha raggiunto la rampa di lancio al Kennedy Space Center, in Florida.
Il razzo, con la capsula Orion già integrata, ha lasciato il Vehicle Assembly Building (VAB) alle 13:04 italiane (le 7:04 locali) per raggiungere la storica rampa 39B, la stessa utilizzata in passato per il programma Apollo e per le missioni dello Space Shuttle.
L’operazione di trasporto, o rollout, è durata diverse ore e si è svolta con l’aiuto del Crawler-Transporter 2, un mezzo cingolato progettato per questo tipo di attività. Il percorso è lungo circa 6.4 km, e il razzo si è mosso a una velocità media di circa 1.6 km/h, rallentando in alcuni tratti più in pendenza o più impervi, e nelle curve. Il rollout è servito principalmente per verificare che il sistema sia integrato correttamente, dopo l’assemblaggio dei vari elementi e che sia pronto per le prove successive al lancio (oltre che ovviamente per trasportare il razzo alla rampa).
Alle 15:00 italiane, le 9:00 locali, la NASA ha tenuto una conferenza stampa direttamente dal Kennedy Space Center, a cui hanno partecipato l’amministratore della NASA Jared Isaacman e i quattro astronauti di Artemis II: il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover e gli specialisti di missione Christina Koch e Jeremy Hansen.
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Nel corso della conferenza, la NASA e gli astronauti hanno ringraziato tutto il personale NASA che sta permettendo la buona riuscita di tutte le operazioni in preparazione alla missione, e hanno risposto a una serie di domande, confermando che una data di lancio precisa per la partenza non sarà comunicata fino alla conclusione dei test su SLS. Attualmente la prima data disponibile resta il 6 febbraio.
Verso la partenza di Artemis II
Con l’arrivo sulla rampa di lancio, SLS è ora pronto per affrontare il test West Dress Rehearsal (WDR). Si tratta di una simulazione completa del giorno del lancio: il razzo viene rifornito di propellente e si eseguono tutte le operazioni fino a 29 secondi prima della partenza. Questa procedura permette di controllare il comportamento del razzo e dei suoi sistemi in condizioni reali.
Durante la simulazione, verranno osservati anche eventuali problemi, come perdite o malfunzionamenti. In caso di necessità, il razzo potrà essere riportato al Vehicle Assembly Building per ulteriori interventi. Se tutto andrà bene, invece, e il test si concluderà con successo, la NASA potrà indicare una data precisa per il lancio.

Artemis II sarà la prima missione del programma Artemis con astronauti a bordo, e la prima missione lunare con una donna, con una persona di colore, e con una persona non americana (un canadese, Jeremy Hansen). Il razzo SLS e la capsula Orion sono già stati testati senza equipaggio nel corso della missione Artemis I, nel 2022.
In questa seconda missione, gli astronauti completeranno un’orbita terrestre, proseguiranno verso la Luna, la oltrepasseranno e sfrutteranno la sua gravità per tornare sulla Terra, senza allunare. La missione servirà a raccogliere dati e confermare il funzionamento del sistema in vista della missione Artemis III, che prevede invece la discesa sulla superficie lunare.
Per quanto riguarda le date di Artemis III e IV, Jared Isaacman nel corso della conferenza stampa ha ha confermato che la NASA sta lavorando per accelerare sia i piani di SpaceX sia quelli di Blue Origin, “both very good plans”, per poter procedere il più presto possibile con la preparazione di queste due missioni.
Qui per rivedere la nostra diretta del rollout di SLS.











