• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Scoperta nei resti di una supernova la prima prova visiva della doppia esplosione di una stella

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Luglio 2, 2025
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
Immagine del Very Large Telescope dell'ESO del resto di supernova SNR 0509-67.5. Si tratta dei resti in espansione di una stella esplosa centinaia di anni fa in una doppia detonazione, la prima prova visiva che le stelle possono morire con due esplosioni. Credits: ESO/P. Das et al. Background stars (Hubble): K. Noll et al.

Immagine del Very Large Telescope dell'ESO del resto di supernova SNR 0509-67.5. Si tratta dei resti in espansione di una stella esplosa centinaia di anni fa in una doppia detonazione, la prima prova visiva che le stelle possono morire con due esplosioni. Credits: ESO/P. Das et al. Background stars (Hubble): K. Noll et al.

Condividi su FacebookTweet

Per la prima volta, un gruppo internazionale di astronomi ha ottenuto la prova visiva di una supernova di tipo Ia prodotta da un raro meccanismo a doppia detonazione. Analizzando i resti della supernova SNR 0509-67.5 nella Grande Nube di Magellano, i ricercatori hanno individuato una firma chimica compatibile con un’esplosione in due fasi, confermando un modello teorico fino a oggi mai osservato direttamente.

Lo studio, pubblicato su Nature Astronomy ed è stato guidato da Priyam Das, dottorando dell’Università del Nuovo Galles del Sud (Australia), in collaborazione con ricercatori europei e statunitensi.

L’oggetto analizzato è un resto di supernova risalente a circa 400 anni fa. Utilizzando lo spettrografo MUSE installato sul Very Large Telescopi (VLT) dell’European Southern Observatory (ESO) in Cile, gli astronomi hanno potuto mappare la distribuzione chimica dei gas espulsi. La presenza di due distinti gusci di calcio ha permesso di identificare per la prima volta la traccia visibile di un’esplosione avvenuta in due momenti distinti: la prima nel sottile strato di elio che circondava la nana bianca, la seconda nel nucleo stesso della stella.

Questa scoperta fornisce un tassello mancante nella comprensione delle supernovae di tipo Ia, che svolgono un ruolo cruciale nella cosmologia moderna come indicatori di distanza per la misurazione dell’espansione dell’Universo. Il meccanismo a doppia detonazione ipotizza che alcune nane bianche possano esplodere prima di raggiungere il limite teorico oltre il quale si pensava avvenisse l’innesco. I risultati ottenuti dimostrano che questo scenario non solo è plausibile, ma si verifica effettivamente in natura.

Una supernova esplosa prima del limite di Chandrasekhar

Le supernovae di tipo Ia sono eventi fondamentali per l’astrofisica e la cosmologia, perché la loro luminosità intrinseca è abbastanza prevedibile da poter essere usata come “candele standard” per calcolare distanze cosmiche. Il modello classico prevede che una nana bianca in un sistema binario accumuli massa fino a superare il cosiddetto limite di Chandrasekhar, circa 1.4 masse solari, innescando una detonazione termonucleare. Tuttavia, negli ultimi anni è emersa una possibile alternativa: se la nana bianca accumula elio sulla sua superficie, una prima esplosione può innescare una seconda detonazione interna, anche se la massa complessiva è inferiore a quella critica.

Il modello a doppia detonazione è stato a lungo ipotizzato, ma mancavano osservazioni che potessero confermarlo direttamente. Gli scienziati avevano previsto che un’esplosione di questo tipo avrebbe lasciato una traccia chimica caratteristica nei resti di supernova: due distinti strati di calcio derivanti dalle diverse fasi dell’esplosione. Grazie alle capacità spettroscopiche di MUSE, questi strati sono stati finalmente osservati nel resto di SNR 0509-67.5, fornendo la prima evidenza concreta dell’esistenza di questo meccanismo.

La distribuzione del calcio nel resto di supernova SNR 0509-67.5. I dati sono stati catturati con lo strumento Multi-Unit Spectroscopic Explorer (MUSE) del VLT. Le curve sovrapposte delineano due gusci concentrici di calcio che sono stati espulsi in due detonazioni separate quando la stella è morta diverse centinaia di anni fa. Credits: ESO/P. Das et al.
La distribuzione del calcio nel resto di supernova SNR 0509-67.5. I dati sono stati catturati con lo strumento Multi-Unit Spectroscopic Explorer (MUSE) del VLT. Le curve sovrapposte delineano due gusci concentrici di calcio che sono stati espulsi in due detonazioni separate quando la stella è morta diverse centinaia di anni fa. Credits: ESO/P. Das et al.

Il risultato cambia la nostra comprensione delle supernovae di tipo Ia, suggerendo che non tutte seguono lo stesso percorso evolutivo. Le implicazioni sono profonde: la diversità nei meccanismi di innesco potrebbe spiegare alcune variazioni osservate nella luminosità delle supernovae, e quindi raffinare i modelli cosmologici che le utilizzano per misurare l’espansione dell’Universo.

Nuove prospettive sull’evoluzione stellare e chimica dell’Universo

Oltre all’importanza cosmologica, le supernovae Ia hanno un ruolo fondamentale nell’arricchimento chimico delle galassie. Sono le principali responsabili della produzione di ferro e di altri elementi pesanti, compresi quelli presenti sulla Terra. Capire come avviene l’esplosione di queste stelle è quindi essenziale anche per ricostruire la storia chimica della nostra galassia. Il meccanismo della doppia detonazione suggerisce che ci possano essere vie alternative e più frequenti per la formazione di questi elementi.

La possibilità che una nana bianca esploda prima di raggiungere la massa di Chandrasekhar implica che un numero maggiore di sistemi binari potrebbe dar luogo a una supernova. Questo aumenterebbe anche la frequenza degli eventi di tipo Ia, e potrebbe contribuire a spiegare l’abbondanza osservata di ferro nell’Universo. Inoltre, la presenza di un’esplosione iniziale nello strato di elio suggerisce una maggiore complessità nei sistemi progenitori, che potrebbero coinvolgere anche stelle più piccole o evolute.

Le osservazioni del resto SNR 0509-67.5 segnano un passo importante, ma non conclusivo. I prossimi strumenti come l’Extremely Large Telescope (ELT) e i nuovi osservatori spaziali offriranno la possibilità di estendere queste ricerche ad altri resti di supernova, verificando quanto sia comune questo meccanismo. L’analisi dettagliata della distribuzione degli elementi nei resti di supernova potrebbe diventare una chiave per distinguere tra le diverse modalità di esplosione, contribuendo così a raffinare i modelli di evoluzione stellare e cosmica.

Capitol Building

Ti piace questo articolo? C’è molto di più!

Su ORBIT avrai accesso ad approfondimenti, rubriche, report e analisi, live, interviste e alla nostra community, oltre che a rubriche dedicate anche al mondo dell’astronomia. Ti piacerà!



© 2025 Astrospace.it Tutti i diritti riservati. Questo articolo può essere riprodotto o distribuito integralmente solo con l’autorizzazione scritta di Astrospace.it o parzialmente con l’obbligo di citare la fonte.
Tags: doppia detonazioneEsplosionelimite di ChandrasekharMUSEStellesupernovaVLT

Potrebbe interessarti anche questo:

Nel riquadro di questo scatto ottenuto con la NIRCam del James Webb, la galassia d'origine della supernova GRB 250314A, alla cui esplosione è seguito un GRB identificato dai telescopi. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, A. Levan (IMAPP)

Il James Webb ha confermato la supernova più lontana mai osservata

Dicembre 10, 2025
Il resto di supernova Cassiopea A brilla nei raggi X, luce visibile e infrarossa in questa immagine composta da dati di Chandra, Hubble, Webb e Spitzer. Credits: X-ray: NASA/CXC/SAO; Optical: NASA/ESA/STScI; IR: NASA/ESA/CSA/STScI/Milisavljevic et al., NASA/JPL/CalTech

Il telescopio XRISM ha scoperto cloro e potassio nel resto di supernova Cassiopea A

Dicembre 5, 2025
progressi di starship

Distrutto il primo Super Heavy V3, quando ci sarà il prossimo lancio? I progressi di Starship

Dicembre 5, 2025

Come cambia il programma Starship dopo l’esplosione del Super Heavy?

Novembre 23, 2025
Render artistico della forma particolare della supernova SN 2024ggi. Credits: ESO/L. Calçada

Osservata per la prima volta la forma di una supernova nelle sue fasi iniziali

Novembre 13, 2025
Fotografia che mostra quattro laser all'Osservatorio Paranal dell'ESO, ognuno lanciato da uno dei quattro telescopi di 8 metri del VLT. Credits: A. Berdeu/ESO

Con GRAVITY+ il VLTI diventa il più potente interferometro ottico al mondo

Novembre 10, 2025
Attualmente in riproduzione

Tutte le missioni lunari a cui sta lavorando l'Italia

Tutte le missioni lunari a cui sta lavorando l'Italia

00:26:20

La nuova manovra DYNAMIC BANKING di Starship spiegata!

00:16:52

Cosa sta succedendo alla NASA e ad Artemis? Chi avrà il primo allunaggio?

00:15:38

Dopo HALO e il Lunar Gateway: il futuro lunare spiegato da chi ci lavora

00:17:39

Il James Webb sta veramente rivoluzionando l’astrofisica?

00:17:09

Perché non siamo più tornati sulla Luna dopo Apollo 11?

00:15:39

Ecco come le onde gravitazionali stanno cambiando l'astrofisica!

00:15:55

Cosa sono e da dove provengono gli OGGETTI INTERSTELLARI come 3I/Atlas?

00:16:39

Un mese da record per Rocket Lab. La Cina affronta una crisi dei lanci spaziali - Launchpad

00:09:33

L'esplosione di Starship S36 cambia tutto?

00:11:19

Abbiamo visto da vicino HALO: il primo modulo del Lunar Gateway

00:18:34

Yuri Gagarin, il semi Dio che ha sfidato lo spazio – La vera storia di Vostok 1

00:11:41

La storia completa del lander che ha portato l'ITALIA sulla Luna

00:22:58

SpaceX può arrivare su Marte nel 2026? Aggiornamenti da Starship e Starbase

00:11:08

Euclid inizia la creazione del più grande Atlante cosmico della storia - Le nuove immagini spiegate

00:11:18

Diretta allunaggio Blue Ghost e LuGRE

03:00:24

Diretta ottavo volo di test di Starship - Lancio rinviato!

02:21:37

Il 2025 di Starship. Cosa aspettarci fra lanci, test e progressi a Starbase

00:14:32

BE-4 o Raptor? Ecco come funzionano i due motori di Blue Origin e SpaceX

00:15:12

La storia di Europa Clipper: alla ricerca di vita aliena intorno a Giove

00:21:59

I sette telescopi spaziali e terrestri più attesi nei prossimi dieci anni

00:20:14

Com'è andato il settimo volo (ed esplosione) di Starship? Un'analisi preliminare

00:08:43

Verso la Luna, e oltre - I progressi di Starship

00:10:37

La nuova analisi ambientale di Starbase e il settimo volo di Starship

00:08:56

La storia del Dream Chaser, il nuovo spazioplano americano pronto al lancio

00:20:05

Speciale elezioni americane - Questa settimana nello spazio 39

01:37:52

La storia di Ariane 6, il nuovo razzo pesante europeo. Sarà l'ultimo?

00:21:44

Polaris Dawn: la storia della più incredibile missione spaziale privata di sempre.

00:17:51

Sesto lancio di test Starship - Diretta

04:33:33

Che fine hanno fatto i lanciatori europei? Analisi di una crisi in corso

00:17:14

Come è andato il quarto volo di Starship? Una dettagliata analisi.

00:11:34

La storia di Starliner: l'ultima capsula spaziale che costruirà Boeing?

00:23:54

La Cina può veramente portare un astronauta sulla Luna prima del programma Artemis?

00:13:00

Come funziona un razzo a propulsione termica nucleare?

00:19:16

Manned Venus Flyby: la storia di quella volta che la NASA voleva mandare tre astronauti su Venere

00:15:21

Il terzo volo di test di Starship (IFT-3) è stato un successo o un (parziale) fallimento?

00:12:12

Perché si costruiscono ancora stazioni spaziali?

00:13:52

La missione IM-1 di Nova-C Odysseus è stata un successo o un fallimento?

00:10:11

Quanto costa il turismo spaziale? Confronto fra mezzi, orbite e opportunità

00:17:16

Cosa sono e a cosa servono gli Accordi Artemis?

00:15:40

Perché è ancora così difficile atterrare sulla Luna?

00:23:27

Starship: successo o fallimento?

00:19:30

Speciale Artemis 1 - Ecco la prima missione del nuovo Programma di esplorazione lunare Artemis

00:30:05

DART e LICIACube: la prima missione di difesa planetaria. Cosa succederà prima e dopo lo schianto?

00:39:10

La prima foto del "nostro" buco nero Sgr A*

01:07:58

La guida completa alla scelta di un telescopio - Live speciale

01:24:54

I cancelli del cielo - Geopolitica ed economia dello spazio

01:03:56

Com'è andato il quinto volo di Starship?

00:09:21

Il test del Raptor nello spazio, l'ultimo prima di portare la Starship in orbita

00:09:40

Cosa succederà durante il nono volo di Starship?

00:11:16

Lo Zhuque-3 cinese è pronto al lancio. Ecco tutto quello che sappiamo

00:22:23

Cosa abbiamo imparato atterrando sulla Cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko?

00:34:31

Jared Isaacman riuscirà a salvare la NASA? Ecco tutte le sfide che lo aspettano

00:24:19

I più letti

  • Alcuni dei campioni dell'asteroide Bennu portati a Terra dalla missione OSIRIS-REx della NASA a settembre 2023. Credits: NASA/JPL-Caltech

    Zuccheri, gomma e polvere di supernova nei campioni dell’asteroide Bennu

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Distrutto il primo Super Heavy V3, quando ci sarà il prossimo lancio? I progressi di Starship

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Shenzhou-21: prima EVA per ispezionare la Tiangong e verificare i danni alla capsula Shenzhou-20

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • La NASA ha selezionato due strumenti scientifici per la superficie lunare per la missione Artemis IV

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

Torna lo sciame meteorico delle Geminidi, uno dei più attesi dell’anno

Dicembre 11, 2025
Render artistico della missione SOHO (Solar and Heliospheric Observatory) di ESA/NASA. Credits: ESA/ATG medialab; ESA/NASA SOHO

Trent’anni di SOHO, la missione che ha cambiato per sempre lo studio del Sole

Dicembre 2, 2025
Il New Glenn di Blue Origin sulla rampa di lancio a Cape Canaveral. Credits: Blue Origin

Dove, quando e perché vedere il secondo lancio del New Glenn di Blue Origin

Novembre 13, 2025


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2023 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2024 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162